Stop al federalismo dell'azzardo

26 febbraio 2015 - Tonio Dell'Olio

Tra le leggi che bollono nella pentola del Parlamento ce n'è una che cerca di mettere ordine nelle norme che regolano il gioco d'azzardo. Si tratta, in particolare, delle slot machine, che alcune amministrazioni comunali più sensibili hanno cercato finora di rendere possibilmente più innocue. La nuova legge punta a varare leggi uniformi sul territorio nazionale, per superare questa sorta di federalismo dell'azzardo. Stabilisce gli orari di apertura, definisce la quantità di macchinette per numero di abitanti, indica i locali nei quali sarà possibile collocarle... Soprattutto, ridefinisce il margine di guadagno per lo Stato. Non più una percentuale sulle giocate, ma sui profitti delle aziende che gestiscono le slot. Difficile per i nostri parlamentari rinunciare a un guadagno che frutta 8 miliardi all'anno, esattamente il doppio di quanto si guadagna dalla TASI, la tassa sulla prima casa! E una grande attenzione a non favorire, con le restrizioni, il gioco illegale o le giocate online su siti stranieri che non offrono alcun vantaggio per le casse dello Stato. Ancora niente, invece, per finanziare la prevenzione e la cura degli 800 mila giocatori patologici e il milione a rischio ludopatia. Forse, è il caso che prima di varare qualsiasi legge, la commissione ascolti le esperienze disperate delle famiglie che vivono questo dramma. 

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