Ripudiamo la guerra, ripudiamo i droni!!!

Arturo Gianluca Di Giovine

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” così recita l’articolo 11 della nostra Costituzione. Il verbo ‘ripudiare’, dal latino repudiare, rimanda al termine pudor, che significa ‘vergogna’; pertanto l’Italia svergogna la guerra e inevitabilmente ciò che le è indissolubilmente legato: la violenza. Svergognare la violenza e svergognarsi quando la si utilizza per risolvere controversie.

Nel nostro tempo le guerre e le loro violenze sembrano essere:

-  ‘velate’ da una coltre di giustificazionismo ideologicamente fondato;

-  altamente tecnologiche, con strumenti di intelligence di elevato livello;

- scientificamente inventate, represse e re-inventate.

Gli stessi mezzi impiegati nei vari conflitti sono diversi e sofisticati. Un esempio sono i droni, strumenti tecnologici non solo utilizzati per sorvegliare e controllare, ma armati, pronti a colpire.

Proprio in questi giorni l’Immediato (giornale on line)[1] ha pubblicato la notizia che l’Italia (Governo Renzi, Ministro della Difesa Pinotti), secondo il Dipartimento di Stato americano (antiche servitù), potrà armare due droni del tipo Reaper MQ-9.

La spesa militare non conosce l’austerity, in quanto si continuerà a spendere centinaia di milioni di euro, i quali sono da aggiungere alla spesa militare italiana di circa 80 milioni di euro al giorno.

Come evidenziano Manlio Dinucci e Tommaso Di Francesco sul Manifesto[2] “l’Italia […] dopo la Gran Bretagna riceverà ora dagli Stati Uniti missili e bombe per armare i droni Predator MQ-9 Reaper made in Usa”; il Predator MQ-9 Reaper è “armato di 14 missili Helfire e di due bombe a guida laser o satellitare”. I droni in questione saranno recapitati e integrati nel 32/o Stormo dell’aeroporto militare di Amendola (Foggia).  Qualora l’Italia avallerà tale scelta bisognerà reagire, incontrarsi, chiamare a raccolta tutte le comunità politiche, sociali, religiose, le varie realtà associative che fanno della Pace e della Non Violenza la propria bussola di orientamento civico e planetario. Bisognerà mobilitarsi moralmente e attivamente. La Puglia è la terra di don Tonino Bello, è la nostra terra ed “è giunta l’ora in cui occorre decidersi di arretrare (o spingere?) la difesa della pace sul terreno della non-violenza assoluta. Non è più ammissibile indugiare su piazzole intermedie che consentono dosaggi di violenza, sia pur misurati o prevalentemente rivolti a neutralizzare quella degli altri”[3]. Ripudiamo la guerra, ripudiamo i droni armati.  



[1] http://www.immediato.net/2015/11/05/i-droni-di-amendola-foggia-saranno-armati-lok-arriva-dagli-usa-ma-serve-la-conferma-del-governo-italiano/.

[2] http://ilmanifesto.info/pinotti-droni-e-padri-padroni/

[3] Bello, A. (2004). Profeta…abbastanza. Lettere sulla guerra che ritorna. Molfetta:La Meridiana.

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