Nella spirale della morte

1 dicembre 2015 - Tonio Dell'Olio

Mentre l'Occidente mostra le immagini e le storie della "generazione Bataclan", la propaganda dell'Isis accresce il consenso a proprio favore grazie alle conseguenze drammatiche dei bombardamenti russi in Siria. Syrian observatory for human rights, un'organizzazione non governativa di quel paese, rivela che ad oggi (29 settembre – 20 novembre) sono 403 le vittime civili di quell'operazione militare, di cui 97 bambini. Altre agenzie forniscono cifre superiori. Inutile ricordare che gli Stati generali del terrorismo nel frattempo si sono messi al sicuro altrove, a Mosul in Iraq o in Libia. Insomma abbiamo una doppia sconfitta. Oltre al numero di vittime per il quale dobbiamo sempre ricordare che dietro ogni persona uccisa c'è un nome, una storia, affetti..., registriamo il consenso che gli uomini del terrore stanno raccogliendo grazie alla morte e alla distruzione seminata dagli altri. Da quelli che si fanno scudo delle ragioni nobili e giuste col nostro tacito consenso o col nostro plauso. Nel nord-ovest della Siria che non sembra controllata dall’Isis, sono state sganciate anche bombe al famigerato fosforo bianco. Le immagini vengono proposte dalle emittenti più seguite in quell’area del mondo come Al-Jazeera che un giorno fa vedere le vittime di una bomba caduta in un mercato e il giorno dopo quelle di un panificio. Barbarie su barbarie che ci spingono sempre di più nella spirale dell’odio e della morte. Che è esattamente quello che i terroristi vogliono.

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In questi 500 anni quel principio protestante di una riforma continua
ha prodotto anche frutti gustosi, come il movimento ecumenico.
La Riforma ha fin da subito dovuto affrontare il nodo
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a non ridurre la comunione a uniformità.
Lidia Maggi
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