Isukali

10 giugno 2016 - Renato Sacco

Dal Burundi (…ma dov’è il Burundi?) una breve lezione di economia. Chiara, semplice,  vera. Che fa capire molto, a partire da un cucchiaio di zucchero (Isukali). Così vanno le cose...

La trascrivo quasi integralmente:

“Ormai da qualche giorno é molto difficile trovare dello zucchero, o lo si trova a dei prezzi impossibili. Ormai da circa 3 anni era diventato un po' il segno del progresso del paese,  - scrive l’amico missionario in Burundi, che chiede di non essere citato - perché da alimento riservato ai ricchi era diventato accessibile a molti. Qui lo si vende a cucchiai, un cucchiao 50 franchi, due cucchiai 100... I bambini lo vanno a comprare al mattino per metterlo nel thé.
 Attorno era nata tutta un'economia semplice, ma significativa per molte famiglie, perché lungo le strade si incontrano le mamme, che davanti casa, con i thermos vendono una tazza di thé per 200Fr. … Ora tutto questo é sparito. Lo zucchero c'é, lo si produce qui, ma é stoccato in magazzini, per speculare sul prezzo. Chi dice di controllare il mercato é l'artefice delle speculazioni... Storie di piccole economie domestiche, che rispecchiano nel piccolo, forse il grande egoismo che osserviamo nella crisi mondiale. Ora le grandi ONG compreranno a prezzi impossibili, per "donarlo" ai poveri nei vari programmi di assistenza e rendere assistiti per tutta una vita, i disgraziati che non possono permetterselo, é già successo per i fagioli e il riso e si ripeterà per altri generi fino alla prossima rivolta e bagno di sangue... La giustizia non sempre coincide con la carità... Buona giornata a tutti dai nostri 35° impolverati.” 

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