L’importanza di una strada

26 luglio 2016 - Tonio Dell'Olio

Per indicare il cammino. Per segnare una presenza. Per ridare vita alla vita. Questo significa intitolare una strada a Gianluca Congiusta un giovane ucciso dalla ‘Ndrangheta a Siderno (RC). Significa riappropriarsi degli spazi di cittadinanza e non lasciare che siano loro, gli altri, quella minoranza assassina, a imporre la propria legge. Non è soltanto coltivare la memoria ma renderla viva. Significa affondare le mani nella sabbia del tempo e incontrare sì tanta indifferenza, contiguità, collusioni e complicità ma anche il senso più vero e più puro della memoria che è capace di ridestare in noi la dignità d’essere persone e cittadini che non si rassegnano. Significa prendere coscienza che non hanno vinto loro ma che abbiamo vinto noi. Ha vinto Gianluca contro tutte le evidenze. Ha vinto la sua voglia di difendere il suo lavoro e la sua onestà ma anche un’intera comunità. Josè Saramago ha scritto: "Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere". Ragioni più che sufficienti per eleggere la nostra residenza responsabile in Largo Gianluca Congiusta, vittima innocente della ‘Ndrangheta.

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Il dio in cui non credo
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Il dio in cui non credo

Il Dio in cui crediamo è un altro,
non quello che ha in mente Trump.
Non un dio economico, cioè.
Non il dio delle banconote, dell'esclusione.
Non quello dei muri.
Ma il Padre di tutti.
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