Israele Italia. L’erba del vicino...

5 settembre 2016 - Renato Sacco (coordinatore nazionale di Pax Christi)

Stasera c’è la partita di calcio Israele-Italia. Una partita come tante altre? Non proprio.

La nazionale di Israele rappresenta uno Stato (legale) che, a proposito di erba verde, ruba il 70% dell’acqua dei territori palestinesi occupati (illegalmente), a favore delle 'residenze' dei  ‘coloni’. E che dire del 'muro' lungo più di 700 chilometri!

Israele ha bombardato Gaza nel 2014, e non solo, provocando più di 2000 morti, di cui oltre 500 bambini. Più di 17.000 case sono state totalmente distrutte. Colpita anche la scuola gestita dall’Onu e distrutta una scuola 'italiana' realizzata anche con i nostri soldi. Ma Gaza è ritenuta covo di terroristi fino a quando Madre Teresa diventa Santa e si scopre che le sue suore sono lì da anni.

Lo so che a scrivere queste cose si rischia di essere tacciati di 'antisemitismo' o di essere 'amico dei terroristi' palestinesi. Ma… la Palestina non esiste. Provate a dire che andate in Palestina all’aeroporto di Tel Aviv, e poi vedete cosa succede. È stata riconosciuta dal Vaticano, lo scorso maggio 2015, proprio mentre eravamo a Betlemme per l’Assemblea Internazionale di Pax Christi, e al segretario internanzionale del movimento che a Betlemme celebrava i suoi 70 anni non fu concesso di intrare in Israele.

A peggiorare la situazione c’è un altro dato ufficiale: anche nel 2014 (ultimo dato disponibile del rapporto europeo) l’Italia risulta essere, con 144 milioni di Euro, il maggior esportatore di sistemi militari a Israele. E questo in violazione alla nostra legge 185 che vieta la vendita di armi a Paesi in guerra o che violano i diritti umani.

E tutto questa cosa c’entra con la partita?

Niente, forse. Solo per ricordare che sul campo sono in gioco molti interessi, affari e businnes, oltre che diritti umani calpestati.

Ma la politica non c'entra con il calcio. Vero, forse.

C’è anche la proposta di BDS Italia che va condivisa: bdsitalia.org/index.php/campagne/sportivo/2140-bandiere.

Certo che non si può far finta di niente o peggio ancora essere complici. È come se a qualcuno venisse in mente di organizzare i mondiali di calcio in Qatar, che sappiamo non è che ha un gran rispetto per i diritti umani, soprattutto per i lavoratori stranieri e, peggio ancora, è riconosciuto come sostenitore del’Isis, sedicente stato islamico. E il Qatar ha grandi interessi finanziari e immobiliari anche in Italia. Ebbene sì, i mondiali di calcio saranno proprio in Qatar nel 2022! Ma guarda un po’!

Laddove ci sono grandi interessi economici, anche con commercio delle armi, è difficile pensare che il calcio sia solo uno sport, in Israele come in Qatar.

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