Disarma! Per un clima di pace

30 settembre 2016 - Renato Sacco (coordinatore nazionale di Pax Christi)

Inizia oggi, 30 settembre, e si concluderà il 2 ottobre a Berlino il Congresso mondiale “Disarm! For a Climate of Peace” (Disarma! Per un clima di pace) promosso dall’International Peace Bureau con il contributo e la partecipazione di numerose organizzazioni (tra cui anche Pax Christi International) e Campagne internazionali. Un incontro dei movimenti che quotidianamente cercano di costruire pace e disarmo, nel concreto delle scelte e delle proposte politiche.

“Il Congresso – scrive Francesco Vignarca, presente a Berlino a nome di Rete Disarmo di cui fa parte anche Pax Christi – cercherà di focalizzare, con dati e analisi, l’attuale tendenza globale alla militarizzazione che sta portando a sempre più guerre… Con una politica più saggia che scelga destinazioni diverse per questo denaro miliardi di dollari potrebbero essere investiti, invece, per mitigare il cambiamento climatico, rafforzare pace e sicurezza in tutto il mondo, sostenere uno sviluppo positivo e sostenibile, dare risorse per progetti umanitarie e promuovere giustizia sociale”.

Più di 200 relatori in decine di incontri plenari, tavole rotonde, workshops e un numero crescente di eventi collaterali organizzati dalle principali campagne pacifiste e disarmiste internazionali. Per costruire davvero una nuova agenda di azione comune per un percorso di pace possibile. 

L’aggiornamento definitivo del programma del Congresso è scaricabile a questo link: https://www.ipb2016.berlin
Come Pax Christi Italia vedremo di raccogliere quanto ci diranno dopo questo Congresso di Berlino, sia Pax Christi International sia il nostro Francesco Vignarca. Intanto lavoriamo sui nostri territori, ci prepariamo alla Perugia-Assisi (v. comunicato del 27 settembre http://www.paxchristi.it/?p=12238), con l’impegno per la riduzione delle spese militari, una Difesa civile non armata e nonviolenta in Italia e in Europa, no F-35, no B 61 e stop alle Armi in Medio Oriente e a paesi in guerra.

Mentre la tragedia di Aleppo, e non solo, ci provoca ancor di più all’impegno e all’indignazione, vi segnalo la campagna di ENAAT (European Network Against Arms Trade) per chiedere con forza che si dica “NO” all’inclusione della ricerca militare e per le armi nel budget UE.  In pratica l’industria degli armamenti sta consigliando l'Unione Europea di iniziare a fornire fondi e sussidi alla stessa industria militare. Questa non è l’Unione Europea che vogliamo! Finora prodotti di natura militare erano rimasti esclusi da qualsiasi stanziamento previsto nelle linee di Bilancio UE. 
Dobbiamo fermare ora questa insensata intenzione!
 Nemmeno un centesimo dei fondi pubblici UE deve finire nelle tasche delle aziende che producono armamenti.

(https://act.wemove.eu/campaigns/EU-dont-invest-in-weapons

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