La Città della scienza

1 marzo 2017 - Tonio Dell'Olio

La riapertura della Città della Scienza a Napoli rappresenta il simbolo di una rinascita. È l’ostinazione di chi non si è dato per vinto, non si è piegato di fronte all’intimidazione e alla violenza, e non si è limitato a resistere, ma ha alzato la posta puntando più in alto. Si chiama resilienza. Corporea e il Planetario in 3D, che sono i nuovi progetti della realtà scientifica napoletana, rappresentano tutto questo. E la gente vi ha creduto sin dal primo momento se è vero che la raccolta fondi ha fruttato un milione e 400 mila euro cui si sono aggiunti i 20 della Regione. Uno schiaffo agli incendiari che speravano di mettere a tacere per sempre quel primato di Napoli che porta la scienza ad altezza di bambino e di cittadino comune. Perché la Città della Scienza va molto al di là del suo pur importantissimo intento scientifico e si pone come segno di riscatto sociale per mostrare il volto di un Sud che da tempo ha smesso di piangersi addosso e di rassegnarsi a un destino avverso ed è capace di generare innovazione. Tra l’altro è la risposta più efficace contro le mafie di ogni tipo. 

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Il dio in cui non credo
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Il dio in cui non credo

Il Dio in cui crediamo è un altro,
non quello che ha in mente Trump.
Non un dio economico, cioè.
Non il dio delle banconote, dell'esclusione.
Non quello dei muri.
Ma il Padre di tutti.
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