Semplificazioni

14 marzo 2017 - Tonio Dell'Olio

I vaccini fanno male. Gli stranieri ci tolgono il lavoro. Gli immigrati sono terroristi. Ciascuno deve essere libero di decidere quando morire. Per avere più sicurezza bisogna armarsi e se qualcuno entra in casa di nascosto meglio sparare. Bisogna uscire dall’Euro e dall’Europa. I giovani sono degli incapaci e non hanno voglia di fare niente. E l’elenco delle semplificazioni più ricorrenti che trovano popolarità e consenso potrebbe essere molto più lungo. Si prospettano soluzioni facili e immediate a problemi complessi e difficili. Semplificazioni che, se sono sempre sbagliate, lo sono ancor più in un tempo come questo segnato dalla complessità in cui ci troviamo di fronte a situazioni inedite che non possono essere né interpretate né tantomeno risolte con uno slogan, una frase ad effetto, con un like su Facebook o in 140 caratteri. Si tratta di una scorciatoia che ha il potere di chiuderci dietro la porta blindata di certezze apparenti ma che non aiuta assolutamente a risolvere problemi complessi. Abbiamo bisogno di una più profonda e libera onestà intellettuale ed etica, di metterci in ascolto delle opinioni di chi ha approfondito e ricercato con competenza e di chi vive concretamente nella propria carne la situazione da prendere in esame. Insomma esattamente il contrario di quel che avviene comunemente quando ci rendiamo conto di vivere in un Paese con 60 milioni di commissari tecnici della vita. 

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