Stop ai metalli insanguinati

17 marzo 2017 - Tonio Dell'Olio

Troppe volte avviene che proprio le notizie che riteniamo più importanti e che potrebbero costituire una conquista di civiltà non vengano riprese dagli organi di informazione più importanti. È di oggi la notizia che il Parlamento Europeo ha approvato (558 voti in favore, 17 contrari e 45 astensioni) una norma per la quale gli importatori europei di alcuni minerali (tungsteno, tantalio, oro e stagno) estratti in Africa saranno tenuti, d’ora in poi, a una condotta più responsabile. Dovranno citare le fonti di approvvigionamento, sottoporsi a controlli e verificare che i propri fornitori rispettino i diritti umani e gli obblighi di responsabilità. Si tratta dei metalli che servono prevalentemente per gli strumenti più in uso della nostra tecnologia. Si pensi che il tantalio, per esempio, viene estratto dalle miniere a cielo aperto di alcuni Paesi africani in cui lavorano bambini-schiavi pagati 80 centesimi di dollaro all’ora, ma il metallo viene venduto a 17mila dollari al chilo. A questo si aggiunga che spesso le miniere sono controllate da bande criminali o da una parte in conflitto in un’area di guerra e che, pertanto, gli acquirenti occidentali sostengono economicamente il conflitto o il malaffare. Le norme che sono state finalmente approvate dopo un lungo negoziato in cui anche le lobby hanno giocato la propria partita, non sono sufficienti a garantire i bambini, la pace, il rispetto dei diritti umani ma costituiscono comunque un primo piccolo passo.


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