La lezione dei Kaiowa

8 aprile 2017 - Tonio Dell'Olio

Ava Taperendi è il nome Guarani di Ladio Veron, il Cacique (capo) della tribù Kaiowa (Popolo della foresta) che, con il mandato dell’assemblea della sua comunità, sta incontrando associazioni di società civile e istituzioni in diverse città europee. Lo abbiamo accolto e ascoltato anche ad Assisi per prendere coscienza dello sterminio silenzioso dei popoli indigeni tra leggi ingiuste e leggi giuste che restano sulla carta; tra politica corrotta e multinazionali che si arricchiscono sfruttando una terra che da millenni è abitata da popolazioni che credono che la terra sia madre; tra gruppi paramilitari al soldo dei latifondisti e pesticidi che seminano morte. E poi deforestazione, minacce continue, omicidi, miseria… Insomma, incontrare Ladio è come aprire un sipario su una terra ignorata più che lontana, è ascoltare un grido, il pianto di un popolo che non ha mai rinunciato alla propria fierezza e alla propria dignità e chiede rispetto. Sono i guardiani dell’ecosistema, dei polmoni dell’Amazzonia con cui anche noi respiriamo. Sono la cartina di tornasole di una globalizzazione che sull’altare del profitto prevede di sacrificare uomini e popoli al diodenaro. Una tragica idolatria di cui sembriamo inconsapevoli adepti. I Kaiowa Guarani non sono panda in via di estinzione. Sono piuttosto l’ultima linea di difesa di un mondo altro che non dobbiamo rassegnarci a vedere dissolversi in nome del nostro presunto benessere. Sono il nostro futuro.

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Nell'era della globalizzazione
NOVEMBRE 2017

Nell'era della globalizzazione

Tutto diventa globale e il “pensiero unico” occidentale si materializza
come intreccio di poteri e forme di dominio…
Nell’arena globale, le multinazionali ricoprono il vuoto lasciato
dallo Stato-nazione e questo è il più grave danno
per ogni sforzo di democrazia.
Noam Chomsky
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