POTERE DEI SEGNI

Ministri dei sogni

Tonino Bello e Martin Luther King dipingono la pace come tavola della fraternità.
La visione conviviale accompagna tutta la narrazione biblica.
Sergio Paronetto

La forza di amare 

Martin Luther King

Sogno che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli degli antichi schiavi e i figli degli antichi schiavisti saranno capaci di sedere insieme alla tavola della fratellanza... Sogno che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per il contenuto del loro carattere (28.8.1963).

L’operatore di pace è cosciente dei problemi ma cerca di evitare lo scetticismo o il falso realismo dei luoghi comuni. Sono sempre pochi i sognatori, esclama spesso don Tonino che non pensa certo agli ingenui, ma a coloro che ospitano “sogni diurni” e comunicano fiducia nella possibilità della pace. Tra le espressioni celebri presenti nel libro di King La forza di amare, uscito in Italia nel 1968 (altro suo testo è Io ho un sogno, 1993), don Tonino è colpito da quelle riguardanti “l’amore disarmato che è l’arma di gran lunga più potente del mondo” e “la lotta nonviolenta che è il segno del discernimento per capire se veramente uno crede nel Vangelo di Gesù Cristo”(La speranza a caro prezzo).

Il sogno ha bisogno di interpreti 

Don Tonino collega Luther King a Giuseppe, figlio di Giacobbe, venduto dai fratelli a mercanti che lo condussero in Egitto dove è diventato uomo di corte (Gen. 37-45). Mandato in carcere per aver respinto le

Tonino Bello

Quella frase mi torna in mente ogni volta che, a uno a uno, se ne vanno i vecchi profeti, e all’orizzonte non si vedono discepoli che ne ereditino il mantello, e lasciano sia pure per poco lo sgomento del vuoto, e i poveri sembrano rimanere più soli. Allora, anche a me nasce un sogno nel cuore: quello di una Chiesa più audace, che si decida a scendere nelle carceri degli uomini e, organizzando la speranza degli ultimi, smetta di essere la notaia dell’ineluttabile, e divenga finalmente ministra dei loro sogni (La speranza a caro prezzo, San Paolo 1999, 97-102).

 offerte di una donna famosa, un giorno, “cominciasti a fare l’interprete dei sogni per conto terzi”, il capo dei coppieri e dei panettieri del faraone, reclusi per aver contestato la prepotenza del re. “Una notte, l’uno e l’altro fecero un sogno così strano, che la mattina seguente alla tua domanda perché mai avessero quella faccia da funerale, essi risposero: Abbiamo fatto un sogno e non c’è chi lo interpreti! Quella frase mi rotola sull’anima come un macigno. Perché sintetizza il grido di tutti gli oppressi... Di tutti coloro che abitano i sotterranei della storia, ai quali l’ingiustizia subìta non impedisce di sognare, ma che non trovano sulla loro strada gente capace di decifrare i loro sogni. Quella frase mi scomoda, perché mi fa capire quanto sia sacrilego il mio scettico sorriso di fronte alle utopie dei poveri” (Ad Abramo e alla sua discendenza, la meridiana, 2000, 45). 

Don Tonino e Luther King, ministri dei sogni, sono attratti dalla pace come tavola della fraternità, cioè dalla visione conviviale che accompagna la narrazione biblica dalla profezia del banchetto messianico di Isaia al convito finale dell’Apocalisse.

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Don Milani e la coscienza
LUGLIO 2017

Don Milani e la coscienza

Ridare ai poveri la parola,
perché senza la parola
non c’è dignità e quindi
neanche libertà e giustizia:
questo insegna don Milani.
Papa Francesco
Barbiana, 20 giugno 2017
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