Il silenzio di Paolo

27 luglio 2017 - Tonio Dell'Olio

Mi crea una forte commozione vedere il video che Repubblica ha fatto circolare questa mattina con le ultime immagini e le ultime parole pubbliche di padre Paolo Dall’Oglio prima di essere risucchiato nel silenzio che ormai lo avvolge da quattro anni. Sono immagini della sera del 28 luglio 2013, la stessa della scomparsa delle sue tracce, forse del suo rapimento. Anche in quell’occasione, prendendo parte a una manifestazione di studenti di Raqqa, Paolo chiede che si continui a lottare per la libertà. Contro chiunque la voglia ostacolare. Fosse il fondamentalismo del sedicente Stato Islamico o il regime di Bashar al-Assad. E forse è proprio questa chiarezza a condannarlo. Non una presa di parte ideologica, ma piuttosto la trasparenza limpida dello schierarsi semplicemente a favore delle persone calpestate nella propria dignità. Ora il silenzio prolungato di Paolo si fa preghiera in sintonia profonda con tutti coloro che hanno a cuore la stessa libertà, la medesima passione per la dignità delle persone da salvaguardare, proteggere, promuovere. In ogni angolo della terra. Per questo penso che anche il silenzio di Paolo da qualsiasi condizione sia dettato, è fecondo. Bisogna solo avere il coraggio di ascoltarlo.

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In questi 500 anni quel principio protestante di una riforma continua
ha prodotto anche frutti gustosi, come il movimento ecumenico.
La Riforma ha fin da subito dovuto affrontare il nodo
di un’unità nella pluralità, provando a non demonizzare la diversità,
a non ridurre la comunione a uniformità.
Lidia Maggi
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