Aiutiamoli a casa loro

13 settembre 2017 - Tonio Dell'Olio

Aiutarli a casa loro sembra diventato ormai un ritornello stantio che si sente ripetere a destra come a sinistra e al quale ognuno dà il significato che più gli conviene politicamente. Aiutarli a casa loro è far arrivare qualche spicciolo per le spese correnti magari tramite i governi corrotti favoriti dalle transnazionali dell'industria estrattiva e col sistema della nostra cooperazione internazionale? Aiutarli a casa loro contempla anche la possibilità che per le materie prime che deprediamo dal loro sottosuolo riconosciamo loro ciò che secondo giustizia sarebbe dovuto? Per me, ad esempio, aiutarli a casa loro potrebbe voler dire semplicemente ritirarci con i nostri interessi e i nostri appetiti e renderli finalmente protagonisti della loro storia e della loro economia? E in questo piano è anche previsto che come forma di aiuto non continuiamo a inquinare il pianeta favorendo i cambiamenti climatici, il surriscaldamento dell'atmosfera e la desertificazione delle loro terre? Intanto mentre noi ci pensiamo (ma ricordo che un dibattito su cosa significhi aiutarli a casa loro non è mai cominciato) ci segnalano che almeno 50 migranti, rifugiati e profughi a Livorno stanno spalando fango, sgombrando cantine e persino consolando anziani e bambini. Ci stanno aiutando a casa nostra!

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Nell'era della globalizzazione
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Nell'era della globalizzazione

Tutto diventa globale e il “pensiero unico” occidentale si materializza
come intreccio di poteri e forme di dominio…
Nell’arena globale, le multinazionali ricoprono il vuoto lasciato
dallo Stato-nazione e questo è il più grave danno
per ogni sforzo di democrazia.
Noam Chomsky
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