L'ostrica

5 ottobre 2017 - Tonio Dell'Olio

“Disse un'ostrica ad un'ostrica vicina:'Ho un dolore molto grande dentro di me. È pesante e rotondo e soffro'. E l'altra ostrica rispose con arrogante compiacenza: 'Sia lode ai cieli e al mare, io non ho dolore dentro di me. Sto benissimo dentro e fuori'. In quel momento un granchio che passava sentì le due ostriche, e disse a quella che stava tutta bene dentro e fuori: 'Sì, tu stai tutta bene, ma il dolore che la tua vicina porta in sé è una perla di inestimabile bellezza'”. È un racconto poetico di Khalil Gibran che provo a rilanciare in rete perché ci aiuti a riflettere sul senso del male, del dolore, della sconfitta. Quante volte abbiamo sperimentato che quella tegola che ci è caduta in testa non è solo portatrice di un gran mal di testa o di una corsa al pronto soccorso ma diventa lo strumento di cui la vita (Dio per i credenti) si serve per riservarci qualcosa di “inestimabile bellezza”? L'invito allora è a scavare dentro le situazioni per far emergere “l'essenza” delle vicende meno liete che a volte, barando su una vocale, ci sembra solo “assenza”. E allora quel cartello che Papa Francesco ha affisso dietro la porta del suo appartamento di Santa Marta, noi dovremmo stamparcelo direttamente nella coscienza: Vietato lamentarsi.

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La Riforma e la Nonviolenza
OTTOBRE 2017

La Riforma e la Nonviolenza

In questi 500 anni quel principio protestante di una riforma continua
ha prodotto anche frutti gustosi, come il movimento ecumenico.
La Riforma ha fin da subito dovuto affrontare il nodo
di un’unità nella pluralità, provando a non demonizzare la diversità,
a non ridurre la comunione a uniformità.
Lidia Maggi
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