Dossier

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Informazione alla deriva
a cura di Francesco Comina

Perché una rivista che si occupa di problematiche legate alla pace si ferma nelle sue pagine del dossier interne per rilanciare il dibattito sull’informazione? Perché non parliamo solo di guerra, di morti ammazzati, di missili? Perché non ci fermiamo solo ad aggiungere scandalo allo scandalo mondiale sulle torture, che hanno fatto il giro del mondo provocando lo sdegno furioso perfino di chi la guerra in Iraq l’ha sostenuta e benedetta e oggi non trova più ragioni per appoggiarla? Perché non ci basta mettere mano solo a questo “scontro fra in-civiltà” che sembra far uscire alla luce del sole gli istinti più brutali della ferocia umana?
La risposta a tutte queste domande ce l’abbiamo sulle labbra: ma perché l’informazione oggi è uno dei poteri forti che governano il mondo e nelle sue derive antidemocratiche essa è parte integrante del sistema di guerra che oggi pervade la terra. L’informazione serve all’impero come gli scribi servivano i faraoni. Le notizie si possono manipolare come si manipola la creta, il gesso, la plastilina. Ci sono informazioni che non verranno mai fatte conoscere perché potrebbero minare le fondamenta del sistema, ma ci sono quelle, invece, che vengono elargite a piene mani dai poteri che contano.
C’è una informazione del nord, che si guarda bene dal raccontare le notizie del sud, degli esclusi, dei poveri, degli esuberi. E c’è una informazione di guerra che non renderà mai conto dei morti e dei feriti dell’altra parte, perché quella è la parte del “nemico” che una presunta idea di Bene ha deciso essere il Male sic et simpliciter. Ma a volte, qualcosa si rompe, e allora le notizie dell’impero di sfaldano ed esce il veleno dell’informazione negata, coperta, manipolata. E per un momento, almeno, sorge un barlume di democrazia.
E poi c’è un’altra preoccupazione che ci inquieta. Il monopolio dell’informazione e la sua concentrazione, che in Italia ha raggiunto – soprattutto nel campo della televisione – un primato assoluto e impressionante. E quando il monopolio e la concentrazione si legano con la politica che ci governa, beh, allora la preoccupazione cresce e torna come un fulmine il monito di Dossetti: “Sentinella, quanto resta ancora per il mattino?”.
Ossia, quanto è lunga la notte che spegne il sole della democrazia?
In queste pagine si parla delle derive dell’informazione, che poi sono il presupposto per la deriva della democrazia. E allora si parla – e con competenza – della legge Gasparri e della minaccia al pluralismo, si parla del caos che si abbatte sulla televisione pubblica (fra censure, guerre intestine, nomine di palazzo), si parla di una lottizzazione dei canali televisivi e anche delle testate giornalistiche, si parla del controllo delle notizie da parte delle grandi holding finanziarie.
E si parla di guerra: la guerra vista con gli occhi dell’inviato e la guerra proiettata nelle nostre televisioni.
E non è la stessa cosa.

Sommario:


    5 Articoli
    • Un'anomalia, tutta italiana
      ECONOMIA

      Un'anomalia, tutta italiana

      Sempre più stretti i legami e gli intrecci tra economia e informazione: con la legge Gasparri crescono i problemi per una informazione libera e pluralista.
      A colloquio con il prof. Michele Polo.
      A cura di Rosa Siciliano
    • Vince la TV del vuoto…
      SERVIZIO PUBBLICO

      Vince la TV del vuoto…

      Quello che accade in casa Rai interessa tutti. Perché in ballo è il pluralismo dell'informazione, l'autonomia e la qualità del servizio pubblico.
      Una questione di democrazia, insomma, che riguarda ogni persona consapevole.
      Roberto Natale
    • Il potere della televisione
      TECNOLOGIA

      Il potere della televisione

      Uno sguardo al futuro della televisione e al suo potere mediatico.
      Dal digitale terrestre alla costruzione dei palinsesti…
      Ma cosa sta cambiando veramente nel mezzo di informazione più influente e potente?
      Intervista a Marco Gambaro
    • ALTERNATIVE

      Partiamo dalla strada

      Una televisione per tutti e fatta da tutti.
      L'esperienze delle street tv e la partecipazione delle città alla costruzione dell'informazione.
      Luciana Castellina
    • Immagini di guerra
      GUERRA

      Immagini di guerra

      Giovanna Botteri, inviata speciale in Iraq per la Rai, ci racconta in una intervista esclusiva la sua esperienza tra guerra, dolore e… informazione.
      A cura di Francesco Comina

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    Il dio in cui non credo

    Il Dio in cui crediamo è un altro,
    non quello che ha in mente Trump.
    Non un dio economico, cioè.
    Non il dio delle banconote, dell'esclusione.
    Non quello dei muri.
    Ma il Padre di tutti.
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      Gli occhi di Bauman

      È morto nella sua casa di Leeds in Inghilterra uno dei più importanti sociologi del nostro tempo. L’analisi della modernità con le sue derive nichiliste ci accompagneranno per molto tempo.
      Francesco Comina
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      Pierluigi Di Piazza (Centro Balducci – Zugliano)
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      Laudato sí voci dalle periferie del sud del mondo tra drammi e speranze concrete.
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