Qualifica Autore: Punto Pace Pax Christi Tradate

La buona tavola: accogliere fa scuola. Un progetto di integrazione, di convivialità e di confronto tra culture e persone.

 

Il Punto Pace di Pax Chrsiti di Tradate ha organizzato un evento di incontro tra storie di studenti e giovani profughi richiedenti asilo che vivono nel territorio di Tradate, in provincia di Varese.

Il progetto nasce da una riflessione sulla necessità di narrare un'altra storia, di fare insieme, di condividere umane necessità che ci accomunano in quanto umani. Facendoci guidare da papa Francesco e da don Tonino Bello, maestri e testimoni di Gesù, nella convinzione che la convivialità delle differenze è possibile perché i migranti non arrivano a mani vuote, abbiamo strutturato l'incontro tra storie attorno all'esperienza del cibo, del fare squadra e dell'accoglienza in famiglia. La prima azione: cena multietnica. Studenti del liceo Marie Curie e profughi richiedenti asilo del CAS di Tradate, che preparano una cena multietnica per 200 persone con il prezioso aiuto e sotto la guida dei giovani dell'associazione Officina Casona di Castellanza, attraverso un workshop

Convivialità delle differenze, lingue, sapori, costumi, piatti che si mescolano con le rispettive caratteristiche e peculiarità. Il gruppo, composto da una trentina di giovani, preparerà e allestirà una cena all'interno dell'aula magna seguendo un percorso di incontro e lavoro comune. 

Seconda azione: un torneo di calcetto a squadre miste studenti e profughi, fare squadra, condividere la fatica, la gioia. Lavorare insieme per scoprirsi, giocarsi per godere della varietà umana. Questa attività è gestita integralmente da un gruppo di studenti del liceo. 

Terza azione: una tavola rotonda con l'intervento del giornalista Daniele Biella, la testimonianza di una famiglia di Tradate che accoglie due profughi in casa propria e un profugo che racconta la sua storia. Quando il migrante, il profugo, lo straniero diventa un nome, un volto una storia. Accogliere, essere accolti dall'isola di Lesbo a Tradate passando per le rotte dell'Egeo intrise di storie di migrazioni. Una tavola rotonda centrata sull'accoglienza, sull'aprire il cuore, la casa, la tavola. Un fare spazio, un tirarsi indietro, una capacità di aspettare prima di agire. 

In tutto il progetto i protagonisti sono gli studenti e i profughi richiedenti asilo seguiti da un professore educatore che da regista silenzioso coordina e stimola l'apporto di ciascuno. 

Convivialità delle differenze ha significato iniziare a fare rete con tante realtà tradatesi che hanno dato il loro prezioso contributo: la dirigente del liceo Marie Curie, le associazioni Officina Casona, Volontari per l'int(G)grazione, la bottega equo e solidale Macondo, la libreria Ferrario, la comunità pastorale del Santo Crocifisso, la Croce Rossa. Siamo convinti che occorra raccontare un'altra storia, i volti, varcare la soglia della paura del diverso per viverla. La paura, la diffidenza le viviamo sia noi che gli ospiti che giungono sulle nostre terre, bisogna cominciare a narrarle a farle emergere nella consapevolezza che da qui nascono semi di nuova umanità.