Qualifica Autore: Già avvocato e ccordinatore degli ascolti della Fondazione antiusura Napoli

La lotta all'usura passa anche dalla riduzione e regolamentazione del gioco d'azzardo, oggi vera piaga sociale.

 

In un percorso comunitario che prende in considerazione alcune proposte rivolte al nuovo Parlamento per combattere povertà e disuguaglianze, rientra una proposta di legge di iniziativa popolare contro il gioco d'azzardo che, con padre Alex Zanotelli, vorremmo lanciare nei prossimi mesi,

stanchi di venire a contatto quotidianamente con persone che, nella speranza di trovare una soluzione ai loro problemi, rischiano tutto ciò che hanno, creando serie difficoltà a se stessi e alle loro famiglie e finendo spesso nelle mani di facili usurai che si trovano all'interno delle sale gioco e dei punti vendita con slot machines.

Al 31 dicembre 2016 (ultimi dati ufficiali disponibili) l'azzardo in Italia ha raggiunto 95,6 miliardi di euro portandoci al primo posto nel mondo in rapporto alla popolazione e al terzo posto assoluto dietro Stati Uniti e Cina; in Campania, il fenomeno riguarda poco più di 10 miliardi di euro e nella sola Napoli siamo a oltre 3,5 miliardi di euro: si spende per il gioco circa la stessa somma che si spende per alimentarsi! Nella città di Napoli vi sono 104 sale gioco e 2.575 punti di vendita di una o più tipologie d'azzardo. 

È opportuno sfatare due comuni credenze secondo le quali lo Stato guadagna dal gioco d'azzardo e che il gioco "legale" abbia fatto diminuire quello illegale. Nulla di più falso. Lo Stato incassa sul giocato circa 9 miliardi di euro, ma i costi sociali necessari per sostenere coloro che sono colpiti da Disturbo d'Azzardo Patologico (DAP) sono altissimi; inoltre, il numero dei giocatori patologici, in questi ultimi anni, sta vertiginosamente aumentando perché le organizzazioni criminali offrono loro una possibilità apparente di maggior guadagno e, quindi, una miglior prospettiva di rifarsi.

Abbiamo aderito alla Campagna "Mettiamoci in Gioco", coordinata da don Armando Zappolini, alla quale partecipano ben 37 associazioni in Italia. Abbiamo, pertanto, predisposto un appello fatto sottoscrivere trasversalmente da tutti candidati alle ultime elezioni politiche che intendevano aderirvi, fondato su quattro punti essenziali. Pubblicità zero: sancire il divieto della pubblicità da mass media e in luoghi pubblici; meno giochi, meno perdi: tagliare di almeno un terzo l'offerta di gioco riducendo luoghi, occasioni e prodotti che permettano di giocare; la salute dei cittadini prima del business e delle entrate erariali: va garantito a regioni ed enti locali sul proprio territorio il diritto di regolamentare in modo autonomo dislocazione e orari degli esercizi presso i quali giocare; diritto alla cura: garantire cura e assistenza gratuita a tutte le persone colpita da DAP o a rischio di dipendenza. 

Il lavoro con la Campagna è giunto a una proposta di legge organica che verrà sottoposta al prossimo Parlamento i cui punti essenziali sono: i livelli essenziali di assistenza per la cura del gioco d'azzardo e un fondo di sostegno; la moratoria dell'introduzione di nuovi giochi d'azzardo e la valutazione preventiva delle modifiche di quelli esistenti; la riduzione complessiva e di ogni singola tipologia dell'offerta del gioco d'azzardo; il divieto di vendite di gioco d'azzardo in locali non esclusivamente dedicati; l'informazione e l'educazione sui fattori di rischio; un codice etico di condotta degli esercenti e dei concessionari di giochi con vincite in danaro; misure per la tutela dei minori e per l'aiuto ai giocatori problematici; l'amministratore di sostegno; l'etichettatura della numerazione dei tagliandi delle lotterie istantanee; divieto di propaganda pubblicitaria dei giochi con vincita in danaro; gli obblighi relativi ai luoghi ove si svolgono attività di gioco d'azzardo; potere di regolamentazione di regione ed enti locali per materie più specificatamente attinenti al territorio; logo identificativo "no slot" per i locali commerciali che non vendano azzardo; misure di contrasto alla criminalità organizzata e limitazione del gioco on line