Primo Piano Libri

Tra politica e psicologia sociale: un libro di mobilitazioni, di studio e di rilettura terminologica.
Per chi vuol capire quanto costi la libertà.

 

Il veloce destriero, che rappresenta la libertà, si accompagna in questo libro alla colomba della pace e si addentra nei territori della democrazia per far esplodere un po’ di luce su due opposti binomi: violenza e pace, coercizione e libertà. I paesaggi oscuri che vengono esplorati parlano di torture, abusi e ingiustizie, cioè della faccia terribile delle relazioni e del potere, ma dietro questo scenario inquietante non si possono non sentire gli echi di un galoppo e di un battito d’ali, che raccolgono la tensione degli autori verso altri sfondi e altre scenografie.

Si tratta di pagine impegnative, che incrociano la psicologia sociale con la giurisprudenza e la politica, la storia del passato con il presente, ma la comprensione è favorita da cinque espedienti di grande efficacia: la cassetta degli attrezzi, fornita nel primo capitolo, con la spiegazione dei termini e dei loro rapporti semantici ed esperienziali; il riepilogo d’apertura, che chiude lo stesso capitolo, una specie di contenitore per l’essenziale, entro il quale posizionare e ritrovare i concetti; una penna leggera, preoccupata di apparire chiara e sempre accessibile, anche attraverso il ricorso alle riformulazioni; l’uso degli esempi, che concretizzano i discorsi; la presentazione, infine, delle storie, che s’impongono all’attenzione senza bisogno di tante spiegazioni. Ciononostante, la passeggiata nel libro rimane ardua, ma, come vedremo, più per il cuore che per la mente.

Uno sguardo d’insieme all’indice dà ragione dell’architettura dei contenuti, organizzata intorno ai quattro pilastri dei capitoli, sormontati dall’architrave del primo. Recuperando la metafora iniziale, cavallo e colomba precipitano dapprima nel pozzo nero della tortura, dove risulta impossibile sostare e perfino credere, e dal quale si esce con una domanda che ha già la sua risposta: “Ma davvero un uomo può arrivare a infliggere tanta sofferenza a un suo simile?”. Eppure il discorso rifugge dalle descrizioni ripugnanti, anzi cerca una propria misura, difficile da trovare senza mascherare la verità. Subito dopo si è costretti a entrare nell’antro nascosto e buio degli abusi in divisa: senza fare di ogni erba un fascio,come precisano gli stessi autori, eccoci di fronte all’analisi psicosociale di episodi tristi e noti che riguardano il rapporto tra le forze dell’ordine e i cittadini. Il terzo desolato paesaggio si muove intorno ai luoghi della malattia mentale: un excursus storico ripercorre i passi della liberazione, non ancora del tutto e dovunque compiuti, e finisce in una disamina accurata dei metodi di contenzione. Nel quinto capitolo, infine, il cavallo incontra finalmente la sua caricatura, un’ombra rimasta costantemente dietro le quinte di tutta l’esplorazione: è il neoliberismo… ricetta per il benessere o repressione che  passa attraverso la libertà? In conclusione, abbiamo tra le mani un libro senza dubbio in grado di svegliare le coscienze e il senso critico… Ma ora è tempo di aprirlo e d’incominciare a leggere.


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