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L’esperienza di un Comune pugliese sui sentieri della nonviolenza e della pace.

 

Nel Quaderno della serie Satyagraha a cura di Raffaello Saffiotti dal titolo emblematico “Piccoli comuni fanno grandi cose!” (Centro Gandhi Edizioni, 2018) vengono narrate e documentate le tappe di un progetto a cui il Centro Gandhi di Pisa ha dato il suo importante sostegno e che ha condotto alla costituzione del Centro Internazionale per la Nonviolenza Mahatma Gandhi, con un polo didattico e pedagogico di educazione alla pace e di ricerca nel settore. Il progetto si è sviluppato nel comune di Monteleone di Puglia, dove, il 10 marzo 2018, è avvenuto l’incontro con Bernice Albertine King, figlia minore di Martin Luther King Junior, per celebrare il cinquantesimo anniversario dell’assassinio del padre, grande profeta dell’uguaglianza umana, avvenuto nell’aprile del 1968. Bernice Albertine King ha ricevuto il pubblico riconoscimento di donna impegnata per la nonviolenza e la pace. 

In questo quaderno si racconta il vissuto che l’amico Raffaello Saffiotti, da Palmi, in Calabria, nei suoi articoli sul sito ildialogo.org – periodico on-line diretto da Giovanni Sarubbi – ha sempre connotato come il miracolo di Monteleone di Puglia. 

Grazie alla disponibilità politica e alla sensibilità culturale degli amministratori e della popolazione, è stato possibile avviare un percorso virtuoso di nonviolenza e pace, con ampi riconoscimenti internazionali dall'Unesco al Parlamento Europeo, dall'Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR) alle televisioni nazionali e al conseguimento del premio della Fondazione Nesi.

In questo quaderno è pubblicata la documentazione delle tappe del progetto cui il Centro Gandhi ha dato ampio sostegno e che ha reso Monteleone di Puglia un emblema di accoglienza, pace e nonviolenza: un borgo virtuoso in Italia e in Europa dove si esplicano e si mettono in pratica alte idealità e nobili idee. 

I grandi agglomerati urbani non hanno un futuro, non alimentano, anzi spengono idealità e idee e non “osano la speranza”. Solo a partire dal basso, tramite la rinascita dei borghi, dei villaggi e delle piccole comunità è possibile costruire la vera pace quotidiana e mondiale. 

Dalle periferie si organizza la resistenza nonviolenta alla follia della guerra, al progetto di apocalisse dell’umanità. La prova lampante dell’inefficacia della guerra come strumento di risoluzione di conflitti e controversie internazionali è nell'incessante proliferare di conflitti e nell'imposizione di stato di “guerra permanente” nel mondo contemporaneo, che non rappresentano il fallimento del sogno della pace mondiale, ma l’inefficacia stessa della violenza a tutti i livelli. 

La guerra provoca sofferenze inenarrabili e devastazioni; inoltre, è insostenibile e finanziariamente costosa e non è conveniente per nessuno, eccetto che per i trafficanti di armi e i guerrafondai che alimentano bieche politiche di riarmo. Le spese militari nel mondo crescono e alimentano miserie e pericoli per l’umanità come il rischio di un’apocalisse nucleare irreversibile. Per evitare questo inferno è necessario indicare esempi virtuosi e poli didattici come il Comune di Monteleone di Puglia che indica il metodo nonviolento per addestrare alla pace, con i contributi di molti esperti e conoscitori di pratiche nonviolente per trascendere ogni tipo di conflitto.