A cura di Marcella Orsini e Rosa Siciliano

Le violenze su donne e bambini e gli stupri etnici non sono un drammatico effetto collaterale dei conflitti armati bensì una vera e propria arma di guerra.
Una pratica sin troppo diffusa, sistemica, atroce. oggi riconosciuta come crimine di guerra e perseguibile. Dalla memoria alla denuncia.
Perché nasca sempre più una forma di resistenza organizzata. In nome di tutte le donne di Srabrenica, del Rwanda, della Libia, di Palestina, della Colombia.
e di tante altre.

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Dalla violenza di genere e dagli stupri come tattiche belliche alla pace e alla sicurezza. Un processo lungo che passa dalla trasformazione dei conflitti.

 

Il Dossier prende vita in un tempo complesso in cui la pandemia di Covid-19, nonostante lo stato d'emergenza in cui ha riversato il mondo intero, ha stimolato alcune riflessioni riguardo alla gestione del welfare pubblico, ai modelli socioeconomici e all'ambiente, rendendo sempre più necessaria l'affermazione di nuovi approcci personali e collettivi e di nuove strategie politiche per generare sostenibilità e equità. 

Il più grande silenzio della storia: gli stupri e le violenze sessuali nei conflitti. I paesi coinvolti, i numeri, le leggi e le attese. 

 

The history greatest silence. Gli stupri di guerra e le violenze sessuali nei conflitti rappresentano la peggiore vergogna della storia, la più occultata. Ieri come oggi, donne, bambini e uomini sono costretti a subire abusi e violenze di inaudita crudeltà.

Il genocidio e fratricidio compiuto in questo piccolo paese africano è stato di una ferocia senza precedenti. E le donne sono state le prime vittime. Ora è tempo di giustizia.

 

Il Rwanda è un piccolo paese dell'Africa centrale, situato nella regione dei Grandi Laghi, noto come il paese delle Mille Colline per i numerosi e dolci altipiani verdeggianti, che sono la caratteristica del suo suggestivo paesaggio.

Dal Rwanda ai Balcani e ai campi di detenzione libici, greci e turchi: la tragica attualità degli stupri di guerra e la soggettività delle donne.

 

Stupri di guerra, stupri etnici, contro le donne, ma non solo, violenze sulla popolazione civile, fino al genocidio: avvengono in tutte le guerre in diverse forme di brutalità, ieri e oggi. Non si possono comprendere gli eventi bellici senza cogliere la dimensione sessuale che li fonda e li attraversa.

Qualifica Autore: Women in Black psicologa sociale

Violenza sessuale, conflitti e opportunità per le donne: dagli abusi alla giustizia e riappropriazione del proprio ben-essere.

 

Circa quattro anni e mezzo fa abbiamo raccolto alcuni esempi relativi a realtà di donne colpite dalla violenza dei conflitti etnico-politici, donne vittime ma anche donne capaci di rivendicare i loro diritti, voci dal Mediterraneo, Sarajevo e Colombia (cfr. https://elpais.com/elpais/2016/08/08/31/opinion/1472656428_47-3077.html)

Qualifica Autore: Comunità della Bosnia ed Erzegovina a Roma “Bosnia nel cuore”

Il drammatico caso della Bosnia ed Erzegovina: 25 anni dopo, i passi verso la giustizia negata.

 

Le stime del numero di donne stuprate nella guerra in Bosnia ed Erzegovina variano. Si parla di un numero compreso tra venti e venticinquemila donne che hanno subito violenze sessuali, per la maggior parte donne musulmane anche se non furono risparmiate le donne croate, serbe e rom. 

La rete delle donne nell'ex Jugoslavia e la ricerca della giustizia. Intervista a Staša Zajovic delle Donne in nero di Belgrado.

 

Ringraziamo Stasa Zajovic per aver colto l'invito a incontrare Mosaico di Pace. Stasa è la voce del femminismo pacifista impegnato in prima linea contro l'impunità dei crimini commessi a danno delle donne dai regimi della ex Jugoslavia durante la guerra nei Balcani tra il 1992 e il 1995.