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La strada del futuro è costellata di diritti. Da riprendere, da difendere, da tutelare. Tutti insieme sulla via tracciata dalla Costituzione.

 

Salari in discesa, inflazione galoppante, disoccupazione e condizioni di lavoro infami: nella fredda primavera del 1932 una rivolta a Berlino, con barricate per strada nel popolare quartiere di Wedding, lasciò a terra trenta cadaveri. Gli operai e i disoccupati di Wedding protestavano per le loro condizioni materiali, non avevano granché da difendere e non si sentivano tutelati dalla democrazia della Repubblica di Weimar.

La fine è nota. Una lontana storia, di cui in Italia si seppe niente, anche se i salari erano calati di circa il dieci per cento anche da noi, c'era il fascismo.

Il nostro autunno è diverso, si scende in piazza per qualcosa da difendere. E questo qualcosa però è la Costituzione, la Carta nata dalla Resistenza al nazifascismo con i diritti sociali fondamentali che sancisce, nero su bianco. Una manifestazione nazionale, quella del 7 ottobre a Roma, che è stata preparata per mesi nella lunga estate infuocata e che intende proseguire in un capillare percorso di incontro tra il sindacato di Maurizio Landini, la Cgil, e le oltre trecento associazioni della società civile e comitati civici territoriali che hanno aderito.

Cento sono le associazioni e reti di associazioni che hanno promosso la mobilitazione insieme al più forte sindacato italiano recuperando l'appello di dieci anni fa, "La Via Maestra", lanciato allora dallo stesso Landini, dai compianti Stefano Rodotà e Lorenza Carlassare, e da Gustavo Zagrebelsky e don Luigi Ciotti, che infatti hanno accompagnato sul palco di piazza San Giovanni l'ex segretario dei metalmeccanici oggi alla guida della confederazione.

Cominciava così l'appello di dieci anni fa: "Di fronte alle miserie, alle ambizioni personali e alle rivalità di gruppi spacciate per affari di Stato, invitiamo i cittadini a non farsi distrarre. Li invitiamo a interrogarsi sui grandi problemi della nostra società e a riscoprire la politica e la sua bussola: la Costituzione. La dignità delle persone, la giustizia sociale e la solidarietà verso i deboli e gli emarginati, la legalità e l'abolizione dei privilegi, l'equità nella distribuzione dei pesi e dei sacrifici imposti dalla crisi economica, la speranza di libertà, lavoro e cultura per le giovani generazioni, la giustizia e la democrazia in Europa, la pace: questo sta nella Costituzione". La costituzionalista Lorenza Carlassare sul palco del 12 ottobre di dieci anni fa spiegò che quella manifestazione non voleva creare un partito "perché ce ne sono anche troppi", disse, ma che si intendeva "pretendere" che la Costituzione fosse applicata "perché non è mai stata applicata interamente, fu fatto muro all'inizio e ora si dice che è vecchia, ha le rughe e deve essere cambiata" mentre la politica dovrebbe attuarla e rimettere al centro la persona umana e la sua dignità, così come la Costituzione richiede e così facendo l'Italia avrebbe, accennò, una grande trasformazione positiva.

Oggi una grande trasformazione, sia industriale che sociale, è in corso, ripete spesso il segretario Landini, ma c'è ancora di più bisogno della bussola dei diritti costituzionali per evitare che si perdano per strada. Così nel nuovo appello "La Via Maestra" per la piazza del 7 ottobre vengono declinati i diritti da difendere, a cominciare dal primo, quello a un lavoro dignitoso e non precario,  centrale per il sindacato, e poi a un welfare inclusivo, dal reddito di cittadinanza al rifinanziamento del Servizio sanitario nazionale a livello degli altri Paesi dell'Eurozona, fino a un sistema fiscale che riprenda ad essere progressivo e redistribuivo, tutto il contrario di ciò che il governo vorrebbe attuare con l'estensione della flat-tax e dell'autonomia differenziata regionale del progetto Calderoli. E poi ancora: si chiede la tutela del diritto allo studio, l'attuazione di politiche per il diritto all'abitare, si contrastano i tagli ai Comuni, al Sud e all'ambiente nella revisione dei piani del Pnrr. La riduzione delle spese militari e un reale impegno della diplomazia in direzione del negoziato di pace in Ucraina. La sicurezza sul lavoro con un argine alla catena dei subappalti e per i migranti un'accoglienza diffusa, non la proliferazione di lager dove rinchiudere fino a un anno e mezzo, un tempo infinito, persone la cui unica colpa è stata quella di fuggire da condizioni di vita insostenibili. Un vasto programma, si sarebbe detto un tempo, in effetti il più vasto – e organico – mai scritto. Per ognuno di questi temi, associazioni e comitati aderenti alla manifestazione "La Via Maestra" stanno organizzando tavoli di discussione per articolare le proposte e gli obiettivi concreti in vertenze territoriali e tematiche. Un lavoro sotterraneo che sarà poi compito soprattutto del sindacato portare all'attenzione del Governo e del Parlamento.

A metà ottobre si annuncia la manovra di bilancio, il governo ha già raffreddato le aspettative sul rispetto delle promesse elettorali. "Non ci aspettiamo interventi redistribuivi, a eccezione del mantenimento della riduzione del cuneo fiscale – dice Giulio Marcon, portavoce della Campagna Sbilanciamoci che da oltre vent'anni produce una Controfinanziaria analizzando il bilancio dello Stato e ricalibrandolo con proposte alternative a saldi invariati – ma si tratta comunque di una legge fondamentale che dovrebbe dare risposte a bisogni impellenti, dagli ospedali che sono al collasso, alla crisi migratoria fino all'ambiente, ai territori come la Romagna stravolti dagli effetti del cambiamento climatico e da decenni di mancato intervento su dissesto idrogeologico".

La politica non è appannaggio esclusivo dei partiti e i corpi intermedi della società civile, incluso il terzo settore, restano un cardine del pluralismo democratico, spiegano i costituzionalisti.

A Berlino il 1° maggio del 1933 il ministro della Propaganda Joseph Goebbels trasformò la festa del Lavoro nella celebrazione della sua conquista della città. Il palco rosso fu tinto di nero con croci uncinate e fuochi d'artificio. Repressione del dissenso, connessioni con generali ottusi, odio becero instillato nell'opinione pubblica verso capri espiatori come ebrei, omosessuali, stranieri, diversi. Certo. Ma i nazisti riuscirono ad avere la meglio solo quando sembrò che nessuna alternativa fosse più possibile, che nessuno avesse più niente da perdere, ogni resistenza ormai inutile. Sindacati e "corpi intermedi" non nazi a quel punto erano già stati silenziati.

 

 


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