A cura di Davide Varasi (monaco di Bose)

Cosa significa oggi essere maschi? Quali cambiamenti nella maschilità sono avvenuti e quale relazione con il proprio corpo e il resto del mondo?
Ripartiamo da una riflessione sulla maschilità nelle Chiese.
Da ruoli, percezioni, relazioni. Dal corpo e dal potere. Per innescare cammini di rinnovamento relazionale fuori e liberi da ogni stereotipo.

 

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Qualifica Autore: teologa cattolica, Perugia

Occorre ripensare e ripartire dal maschile. Cosa significa essere maschi? Una teologa cattolica si interroga.

 

Per cercare di comprendere quale possa essere il valore e l'urgenza di porsi la domanda sulla maschilità, forse è bene partire da un fatto concreto, cioè lo stupro collettivo perpetrato su una ragazzina da ragazzi molto giovani, accaduto nelle settimane passate a Palermo. Mi è parso interessante – anche se è sempre il solito tentativo di scagionare lo stupratore – che fra i molti commenti si cercasse di attenuare le responsabilità di questi ragazzi sostenendo che la ragazza avesse dato il consenso a quanto accaduto.

La violenza maschile e il ministero pastorale.

 

Essere uomini e pastori ci inserisce in un nodo di riflessioni da districare: da un lato ci sentiamo eredi di una tradizione propria della nostra minoranza protestante in Italia, che si è fatta portatrice di un'attenzione verso le tematiche legate alle differenze di genere e al loro impatto nella vita delle Chiese e nel ministero. Dall'altra, viviamo in una società che perpetra espressioni forti e violente di patriarcato e che richiama a un modello definito di maschilità.

Qualifica Autore: pastore valdese, Livorno

La bella storia di un Centro ecumenico. Insieme per un cambiamento di sguardo e di convivenza umana, liberi e capaci di accogliersi l'un l'altro.

  

La storia del Centro ecumenico di Agape comincia nel 1946, subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, con la costruzione fisica della struttura, a Prali (TO), da parte di centinaia di volontari e volontarie provenienti da tutta Europa e oltre. Giovani che avevano appena smesso di combattere gli uni contro gli altri nella Seconda guerra mondiale si sono ritrovati a costruire insieme un luogo di riconciliazione e di confronto. Le differenze di lingua, di cultura, di schieramento politico, da motivo per combattersi diventavano occasione per comprendersi e crescere insieme. Allo stesso modo, le differenze religiose tra protestanti, cattolici, ortodossi – e più tardi atei, ebrei, musulmani e ogni altra tradizione o punto di vista spirituale – da motivo di contrapposizione diventavano stimolo alla ricerca.

Qualifica Autore: pastore valdese, Taranto

Attraversare le Scritture con uno sguardo maschile consapevole e critico.

 

La tradizione femminista ci ha insegnato a considerare come i testi biblici siano racchiusi all'interno di parole e dinamiche patriarcali, figlie del tempo e della mentalità nelle quali hanno preso luce, ma anche di come ancora oggi, questi, siano usati per giustificare una certa visione del mondo e delle differenze di genere. È necessario, prima di tutto, partire da una consapevolezza di sé anche nella lettura dei testi biblici, riconoscendo qual è il soggetto che si pone in ascolto di queste pagine bibliche e quali sono i crocevia della propria identità che lo portano a riconoscersi con esse.

Qualifica Autore: pastore battista, Napoli

Il gruppo uomini della Chiesa battista di Milano.

 

Da molto tempo desideravo la nascita di un gruppo di uomini. Corrispondeva al mio percorso individuale in quanto non sono solo un pastore, ma il marito di una pastora. Questo mi ha abituato a confrontarmi con le trasformazioni simboliche che i cambiamenti di ruolo hanno portato. La presenza di colleghe pastore ci ha dato la possibilità di rimodulare in forme diverse il nostro modo di essere pastori.

Qualifica Autore: pastora battista, Milano

Che testimonianza possiamo dare oggi a partire dalle nostre vite di donne e uomini?

 

La Parola si è fatta carne e l'essere carne è proprio dell'essere umano, essere corpo, proprio come il suo essere sessuato. Che Gesù sia stato maschio mi sembra un dato condiviso e consolidato. Come la teologa Simona Segoloni Ruta afferma fin dall'inizio del suo libro Gesù, maschile singolare: "Non cerchiamo in Gesù la natura maschile, che proprio come quella femminile, non esiste, ma il vissuto sessuato di lui, che si trova a giocare secondo le regole della storia; si può cogliere solo nelle relazioni che vive, alla luce dei significati allora in gioco e delle scelte fatte in base a questi. Come egli abbia compreso e vissuto la propria maschilità è dunque l'elemento fondante per i credenti, cui poi spetta la responsabilità di vissuti che rendano evidente la logica di Gesù e così rendano presente lui".


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