Sempre più scuole stringono accordi con basi militari. E tanti insegnanti insorgono. Quale educazione alla pace per i giovani?
Dalle ore 9.30 alle 12 visita agli stand e "mostra statica" presso il 6° Stormo "Diavoli Rossi" dell'Aeronautica Militare; attività di volo ed esibizione delle Frecce Tricolori. Dalle 12 alle 14 pranzo a sacco e poi rientro in pullman fino a scuola. È il programma della "gita" alla base di Ghedi (sede dei nuovi cacciabombardieri F-35, quartier generale di uno dei reparti delle forze armate italiane più impegnati nelle missioni di guerra in mezzo mondo e sito di stoccaggio delle testate nucleari B12-61 di US Air Force) promossa dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia per gli istituti di ogni ordine e grado della provincia di Brescia. Mettiamo le ali ai nostri sogni. Giornata per le Scuole (16 aprile 2024), recita la nota dell'organo del ministero dell'Istruzione e del Merito.
"La finalità è quella di far conoscere e promuovere sul territorio insieme alla cittadinanza, alle scuole, alle istituzioni, i valori che ispirano il servizio al Paese, le tradizioni e la cultura dell'eccellenza italiana nel mondo e il patrimonio di storia, cultura aeronautica con le professionalità espresse dall'Aeronautica Militare", aggiunge USR Lombardia. "Oltre all'emozione per l'esibizione aerea, l'occasione potrà fornire agli studenti anche uno spunto per l'orientamento nella scelta del proprio profilo professionale e occupazionale".
Quale educazione?
L'incredibile proposta bellico-didattico-educativa è stata prontamente stigmatizzata dai docenti e dagli educatori bresciani. La professoressa Patrizia Londero dell'Istituto Bazoli - Polo di Gesenzano si è fatta portavoce del profondo disagio dei colleghi. "La comunicazione che mi è stata inoltrata a scuola, dà conto di una capillare diramazione informativa che, per i contenuti e l'ufficialità, suona come un'ingiunzione dall'alto che non può non stridere con quanto per anni ho cercato di costruire nei percorsi di Educazione Civica a scuola con i ragazzi, quando l'attenzione in primis era posta all'art.11 della Costituzione, che stimolava discussioni su culture di sopraffazione, di violenza che portano direttamente a quella delle armi", ha lamentato la prof.ssa Londero in una lettera-appello poi sottoscritta da migliaia di docenti di tutta Italia.
"Ci si chiede di assistere a un addestramento", ha aggiunto. "Al di là dei volteggi acrobatici e delle scie tricolori che dovrebbero attirare il pubblico, forse non si mette in conto l'alto tasso di inquinamento acustico e dell'aria e gli incidenti verificatisi nel corso delle esibizioni. Ho vivo il ricordo delle Frecce Tricolori, che per ben due anni consecutivi hanno stravolto Desenzano: transennata, muta, con gente come me barricata in casa, congelata e assordata dal fragore degli aerei, in una fluttuante atmosfera lattiginosa rimasta in sospeso a lungo anche dopo l'esibizione, con un pubblico, va detto, accorso da ogni dove per non perdersi lo spettacolo".
Scuole di pace
Patrizia Londero ha poi ricordato il progressivo "sgretolamento" del diritto umanitario in numerose zone del mondo, lo "stravolgimento" di Paesi e popoli "colpiti da armi di cielo e di terra che generano fame e migrazioni spesso senza speranza", l'organizzazione nelle scuole, comprese quelle dell'infanzia, di iniziative e uscite didattiche aventi per oggetto visite a mostre d'armi, a basi militari, a parate, ad addestramenti, ad alza-bandiera, a incontri con le forze armate. "Non resta che solidarizzare unendosi a tutti coloro che condannano questa pericolosa proliferazione di proposte formative a sfondo militare", conclude la lettera-appello della prof.ssa Londero. "Dichiariamo con forza l'urgenza della costruzione di scuole di Pace, coltivando con i ragazzi occasioni di solidarietà con chi vive in zone di guerra, di conoscenza del dramma della guerra e delle sue vittime, di progettazione di aiuti concreti per coloro a cui la guerra ha distrutto tutto. Curare le ferite, aiutare a ricostruire".
Educazione ambientale
Anche nella città di La Spezia numerosi docenti e genitori hanno criticato e boicottato la "Giornata del Mare 2024" promossa da un variegato e indigesto pool di istituzioni militari e associazioni e sponsorizzata dall'Ufficio Scolastico Provinciale. "Attraverso un percorso di educazione ambientale, bambine/i e ragazze/i vengono portati in verità a visitare navi da guerra", hanno denunciato con un appello-petizione firmato da oltre duecento persone. "Si propone di sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico ma guardando ai 55 eventi previsti per l'11 aprile è evidente che non tutti sono coerenti con la missione educativa della scuola e le sue caratteristiche di spazio multiculturale pacifico, inclusivo, solidale, non violento". Nello specifico gli educatori spezzini puntano l'indice contro le visite programmate a due unità antisommergibile e lanciamissili e alla Stazione elicotteri di Luni della Marina Militare, "con annesso simulatore dell'EH 101, un elicottero da assalto anti-sottomarino e antinave".
Tra gli enti che partecipano alla realizzazione della "Giornata del Mare 2024" di La Spezia, spiccano l'Associazione Nazionale Arditi Incursori; l'azienda BK S.r.l. (produttrice del sistema Combat-GTS, un simulatore integrabile con sistemi d'arma reali opportunamente predisposti); il N.A.T.O. - Centre for Maritime Research and Experimentation (il Centro dell'Alleanza Atlantica che si occupa di ricerca scientifica e tecnologica in ambito navale e sottomarino); l'Italian Blue Growth, la società organizzatrice di SeaFuture, la fiera-mercato di sistemi d'arma che si tiene annualmente a La Spezia alla presenza dei vertici militari di innumerevoli Paesi africani e mediorientali coinvolti in vari conflitti e/o accusati di gravi violazioni dei diritti umani.
Propaganda
"Non ti sfuggirà, collega, la natura propagandistica e bellicista di tali eventi che, mentre attirano l'attenzione e stimolano la fantasia dei minori su aspetti tecnologici e avventurosi, evitano accuratamente di informarli sul ruolo che le forze armate italiane stanno svolgendo, in questo preciso e drammatico momento storico, in specifici contesti", sottolineano i firmatari dell'appello di boicottaggio della "Giornata del Mare". "Chiediamoci invece se non stiamo assistendo, in forme aggiornate, alla riproposizione dell'inquadramento paramilitare dei minori, in ossequio all'ideologia autoritaria e nazionalista che, nel secolo scorso, li rivestiva con le uniformi dei balilla e delle giovani italiane, e oggi li trova belli e pronti in aula, su una fregata o in una base aerea, accompagnati dai docenti, ricompensati con gadget e gagliardetti, da esibire a casa quali prove di sicuro e promettente patriottismo".
Le due recenti iniziative di denuncia del dilagante processo di occupazione bellico-militarista dell'istruzione hanno ottenuto un'ampia copertura mediatica e il sostegno di associazioni di educatori e di alcune organizzazioni sindacali del settore. "La militarizzazione delle scuole comincia a uscire dalla normalizzazione in cui sembrava relegata", rileva l'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, l'organismo istituito lo scorso anno da diversi intellettuali, docenti, Cesp-Cobas scuola, Mosaico di Pace, ecc. "Mentre la propaganda del Governo al fine di avvicinare studenti e studentesse al mondo militare sta assumendo toni sempre più inascoltabili, una consapevolezza via via più diffusa comincia a rompere quella che fino a poco fa era la normalizzazione della presenza delle forze armate nelle scuole italiane. Docenti, genitori, studenti e studentesse devono diventare parte vitale di una pratica diffusa di denuncia e resistenza anche perché tutto questo avviene mentre in molti Paesi d'Europa i governi stanno programmando il ritorno alla leva obbligatoria".
Soffiano impetuosi i venti di guerra e i capi di governo e i vertici militari invocano la chiamata alle armi e carne, fresca, da cannone…
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Il fascino indiscreto della guerra
Mentre assistiamo impotenti allo sgretolarsi del diritto umanitario in numerose zone del mondo, allo stravolgimento di Paesi e popoli colpiti da armi di cielo e di terra che generano fame e migrazioni spesso senza speranza, vediamo … un fiorire di iniziative frutto anche dello zelo ministeriale che esortano le scuole di ogni ordine e grado a far partecipare i loro alunni a uscite didattiche aventi per oggetto visite a mostre d'armi, a basi militari, a parate, ad addestramenti, ad alza-bandiera, a incontri con l'esercito […] . Non resta che solidarizzare unendosi a tutti coloro che condannano questa pericolosa proliferazione di proposte formative a sfondo militare, per dichiarare con forza l'urgenza della costruzione di scuole di Pace, coltivando con i ragazzi occasioni di solidarietà con chi vive in zone di guerra, di conoscenza del dramma della guerra e delle sue vittime, di progettazione di aiuti concreti per coloro a cui la guerra ha distrutto tutto.
Patrizia Londero
La lettera integrale di Patrizia Londero è pubblicata nel sito dell'Osservatorio contro la militarizzazione, https://osservatorionomilscuola.com. Nello stesso sito, è possibile leggere altri contributi e riflessioni sull'educazione alla pace nelle scuole e su progetti di collaborazione tra queste ultime e basi militari.