Qualifica Autore: già vicepresidente di Pax Christi Italia

A Verona con il Papa il primo incontro dei movimenti popolari italiani.

 

Il 18 maggio 2024 si terrà a Verona, un'Arena di pace e giustizia alla presenza di papa Francesco che, nella stessa giornata, visiterà il carcere e celebrerà l'eucaristia allo stadio Bentegodi. Il tema dell'incontro areniano si richiama a un versetto del salmo 84: "Pace e giustizia si baceranno". Il giorno precedente si terrà il primo incontro nazionale dei movimenti popolari e delle associazioni per la pace.

Percorso partecipativo

L'iniziativa veronese parte dal mondo missionario, dai padri comboniani, dalla Diocesi di Verona, dal Comune di Verona, da pubblicazioni come Mosaico di pace, Missione oggi, Nigrizia, Aggiornamenti sociali, Avvenire, da circa 40 associazioni attive sul tema della pace, della giustizia, della cura della Casa comune. All'evento di maggio, concepito come momento di un cammino più lungo e ampio, si arriva col contributo di 6 tavoli operativi (dal giugno 2023) su argomenti diversi (pace e disarmo, democrazia e diritti, ecologia integrale, stili di vita, migrazioni e accoglienza, economia e lavoro). Con il supporto del Dipartimento vaticano per il Servizio allo sviluppo integrale, il percorso si rivolge anche alle esperienze italiane legate ai "movimenti popolari" che il Papa ha incontrato più volte a livello mondiale (2014, 2015, 2016, 2021).

Il Papa

La presenza del Papa costituisce un dono importante per almeno tre motivi. In primo luogo, dà valore a un impegno pluridecennale che ha trovato ostacoli e opposizioni sia nel mondo ecclesiastico (Tonino Bello è potuto venire in Arena nel 1989 grazie all'intervento del card. Carlo Maria Martini, allora presidente dei vescovi europei) che nel mondo "laicista", spaventato per le proposte di disarmo e di obiezione di coscienza (compresa quella fiscale alle spese militari). In secondo luogo, dà respiro all'operato di molte persone in un clima spesso avvelenato da contrasti ideologici o da restaurazionismi di vario segno sia nella Chiesa che nella società politica nonché da un pensiero unico bellicista. In terzo luogo, offre una prospettiva alla buona politica, alle buone pratiche sociali, al movimento ecumenico e interreligioso, oggi in grave crisi, radicato nelle grandi sfide della pace, della giustizia e della cura della Casa comune.

Chiamata alla pace

L'iniziativa areniana nasce dalla presa d'atto che lo scenario di una Terza guerra mondiale a pezzi, anzi di un'unica guerra mondiale articolata e permanente, di cui parla più volte Francesco, è concreto e drammatico. Varie sono le proposte scaturite dai tavoli di lavoro che verranno via via diffuse e indicate tra febbraio e aprile, come percorsi comuni da assumere e attraversare. Si tratta di una vera e propria chiamata alla pace da monitorare in una prospettiva biennale. Per ora è bene concentrarsi sul loro punto di partenza, sui riferimenti essenziali e su una dimensione condivisa. I tre aspetti sono legati da un grande desiderio di cambiamento e dall'idea di uscire dal sistema di guerra che, distruggendo vite, beni, territori, sviluppo, democrazia, relazioni sta uccidendo le persone, i piccoli, cioè il futuro, la speranza del mondo.

Partire dalle vittime

Nel novembre 2023, durante l'incontro con settemila bambini e bambine di tutto il mondo che gli hanno posto molte domande, il Papa ha ripetuto almeno quattro volte, come monito solenne, commosso e indignato, una domanda postagli da Antranik, un ragazzo siriano: "Perché uccidono i bambini?". Già. Perché uccidono i bambini e le bambine? Perché stuprano e uccidono le donne? Perché uccidono gli anziani, i malati, i più deboli, i poveri? Perché uccidono gli innocenti? Sono domande strazianti, radicali, che riempiono di sgomento, mettono in tragica evidenza l'orrore delle guerre e spingono a schierarsi da una parte sola: quella dei morti, dei feriti, delle famiglie israeliane e palestinesi, ucraine e russe, di tutte le famiglie coinvolte nei conflitti armati ovunque nel mondo. Dalla parte delle vittime di ogni guerra. Questo è il punto di partenza: condividere il dolore delle vittime. Il Papa lo esprime bene in Fratelli tutti 261: "Non fermiamoci su discussioni teoriche, prendiamo contatto con le ferite, tocchiamo la carne di chi subisce i danni. Rivolgiamo lo sguardo a tanti civili massacrati come 'danni collaterali'. Domandiamo alle vittime […]. Consideriamo la verità di queste vittime della violenza, guardiamo la realtà coi loro occhi e ascoltiamo i loro racconti col cuore aperto. Così potremo riconoscere l'abisso del male nel cuore della guerra e non ci turberà il fatto che ci trattino come ingenui perché abbiamo scelto la pace".

Punti di riferimento

I riferimenti essenziali? Tra i molti, le Arene dal 1986 al 2014, le testimonianze di volti di pace da Gandhi a Luigi Bettazzi, la Carta dell'Onu e dell'Unesco, la Laudato si' e la Fratelli tutti, gli interventi del Papa ai movimenti popolari, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (dicembre 1948), la Costituzione italiana con il ripudio della guerra che è in se stessa un crimine contro l'umanità. Tali indicazioni incrociano "la regola aurea" delle culture e delle fedi ("non fare agli altri quello che non vorresti che gli altri facessero a te") e il "Documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale" del 4 febbraio 2019. Insomma, la nonviolenza è la via della pace, non quella proclamata a parole ma negata con strategie di dominio, supportate da scandalose spese per gli armamenti mentre tante persone sono prive del necessario per vivere. Questa, per i cristiani, è la via tracciata da Gesù Cristo, il cui messaggio nonviolento non è ancora stato assunto e praticato adeguatamente.

Responsabilità educativa

Per i promotori dell'Arena 2024 qualunque attività deve essere preceduta, accompagnata e seguita da un articolato lavoro formativo. Tante sono le responsabilità delle violenze ma la responsabilità educativa coinvolge tutti e tutte. La pace è un bene da ricercare, studiare, coltivare, custodire e diffondere soprattutto con e tra le giovani generazioni. Un cammino pedagogico verso la nonviolenza deve cominciare tra le mura di casa e di scuola. È importante formare personalità che sappiano prendersi cura del mondo e dell'umanità. È fondamentale risvegliare la passione educativa per costruire una scuola adatta a ripudiare la guerra. La scuola, dialogando con la pluralità dei saperi, può dar avvio a un vero salto di civiltà. Quello di abolire la guerra. Per fare questo, è necessario, per un verso, far circolare solidi anticorpi capaci di resistere alla propaganda di guerra o alla giustificazione delle violenze e, per l'altro, coltivare l'immaginazione, cioè la capacità di prefigurare un'altra storia possibile. Si tratta di fare esercizio di ecologia della mente per consentire la visione più ampia possibile della realtà, favorire una comunicazione pubblica orientata al pluralismo e al dialogo, valorizzare tante iniziative artistiche, momenti di festa, attività sportive, visite e viaggi. Essa può organizzare la formazione alla nonviolenza facendo conoscere esperienze di gestione e superamento dei conflitti e pratiche di riconciliazione nella verità e nella giustizia. In tale contesto le città possono diventare protagoniste della pace. Gorizia e Nova Gorica, capitali europee della cultura 2025, stanno pensando a istituire un centro di formazione per Corpi Civili di Pace. Molte altre città possono attivare un centro, una scuola o un istituto di educazione alla pace, alla giustizia, alla cura della Casa Comune, alla gestione e trasformazione dei conflitti.

 

 

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Le Arene di pace

"Arena 2024" riprende l'esperienza delle Arene di Pace degli anni Ottanta e Novanta e si colloca a dieci anni dall'ultima celebrata il 25 aprile 2014. Le Arene, ordinarie e straordinarie, sono state grandi momenti assembleari, promossi inizialmente dal movimento "Beati i costruttori di pace", con testimoni da tutto il mondo. Questi i temi affrontati.

Arena 1 (4 ottobre 1986) - Educazione alla mondialità e alla pace, disarmo, obiezione di coscienza, stili di vita

Arena 2 (30 maggio 1987) - L'apartheid e le obiezioni di coscienza

Arena 3 (30 aprile 1989) - Giustizia, pace, salvaguardia del creato

Arena-Golfo (edizione straordinaria 27 gennaio 1991) - Cessate il fuoco

Arena 4 (22 settembre 1991) - Dalla conquista alla scoperta: a 500 anni dalla conquista dell'America Latina

Arena 5 (19 settembre 1993) - Quando l'economia uccide bisogna cambiare

Arena di pace (1° giugno 2003) - Per la pace mi espongo anch'io

Arena di pace e disarmo (25 aprile 2014) - La resistenza oggi si chiama non violenza, la liberazione oggi si chiama disarmo.

Arena di pace e giustizia 2024 (18 maggio 2024) "Giustizia e pace si baceranno" [Salmo 85 (84)]

 

 

 


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