Qualifica Autore: già Communicator Officer della UISG e responsabile del Progetto Comunicare la Vita Religiosa

Insieme per una comunicazione digitale ed evangelica efficace: un impegno per i prossimi anni.

 

Quante volte abbiamo letto sui social o sulle riviste cattoliche, espressioni come: la suora twittera, la suora tiktokera, le suore sono digitali, influencer cattolici riuniti? Credo non poche.

Questo perché la Vita religiosa ha saputo, nel tempo, cogliere le potenzialità dell'agorà digitale e sociale per raccontare, non solo ciò che fa, ma chi è, chi sono le suore. Il perché della loro vocazione, certamente non comune nella nostra società; la loro vita quotidiana, fatta non solo di preghiera e silenzio, ma impegno fattivo negli interstizi della povertà e dell'esclusione; il senso della loro vita generato da un incontro, quello con il Gesù dei Vangeli.

Nel 2022 all'interno dell'Unione Internazionale delle Superiore Generali (UISG) è nato il desiderio di far incontrare, anche se solo virtualmente, questa grande forza di sorelle e persone laiche che, dentro le congregazioni di vita religiosa, si dedicano alla missione della comunicazione digitale e sociale.

Questo non è stato soltanto un incontro, ma un processo costruito insieme: partendo dal lancio con il lemma "Comunicare la vita religiosa", sito, icona, preghiera e canzone, si è disegnato un cammino di intelligenza collettiva, attraverso la Piattaforma Delibera, per far emergere i bisogni, i temi e le sfide di chi lavora sul campo. Gli obiettivi del processo sono stati identificati in tre parole chiave: Formazione, Networking e Cambiamento.

Si è rilevato anche il bisogno di promuovere una ricerca per avere una fotografia della realtà della Comunicazione nella Vita religiosa: hanno partecipato circa 300 congregazioni; da questa è scaturita una pubblicazione dal titolo "Sisters Communicate" (Le suore comunicano).

Un altro risultato del processo digitale avviato è stata la Dichiarazione finale, sottoscritta dalle partecipanti, per un impegno collettivo per migliorare la comunicazione nella vita religiosa nei prossimi anni; con l'intento che le suore diventino le autrici del loro raccontarsi e non che, come spesso accade, siano altri a parlare di loro.

Una settimana di eventi

Dopo la preparazione durata un anno, a novembre scorso, si è svolto il Primo Incontro Internazionale della Comunicazione della Vita Religiosa: più di 300 comunicatrici e comunicatori, persone laiche e consacrate, hanno preso parte all'evento, che si è svolto interamente online, ad eccezione dell'incontro conclusivo, che è stato organizzato in modalità ibrida.

È stata una settimana di eventi: 13 workshop di formazione ai quali hanno partecipato quasi 1000 persone; 5 tavole rotonde con una partecipazione di più di 500 accessi e due giornate interamente dedicate a chi si occupa di comunicazione digitale e sociale negli istituti di vita consacrata.

Una ricerca

Dalla ricerca effettuata emergono dati interessanti, così come sfide comuni e trasversali alle diverse congregazioni.

L'86% di chi si occupa di comunicazione sono suore, solo il 14% sono laici; il 70% degli istituti ha un'équipe di comunicazione ma solo il 42% ha un Piano strategico di comunicazione.

Come dire: ci sono risorse, volontà e buone intenzioni, ma il lavoro non è ancora professionale e pianificato come, oggi, la comunicazione richiede. Le congregazioni sono sempre più piccole in termini di membri e con un'età media in crescita: non tutte sentono di poter investire nell'assumere personale laico esterno.

Solo il 45% ha una relazione continuativa con la stampa: prevalgono sfiducia e paura verso le testate anche cattoliche; così, in mancanza di fonti dirette e competenti, la stampa può proporre una narrazione piena di distorsioni e pregiudizi verso le suore. È bene costruire una relazione di fiducia con giornalisti/e, perché siano nostri/e alleati/e nel diffondere una comunicazione più umana. Questo ci dice anche che le suore si impegnano di più per la comunicazione interna che verso quella esterna, dove sarebbero necessarie più qualificate competenze in questo ambito.

Il 65% non ha una parte dedicata alla comunicazione istituzionale nella formazione iniziale: non si accompagnano le future consacrate a vivere la vocazione dentro un contesto paradigmatico digitale.

La domanda si riduce a: celluare sì o celluare no durante le diverse fasi della formazione iniziale di una candidata alla vita religiosa? Le risposte sono diverse da congregazione a congregazione, da nazione a nazione. L'incontro ha stimolato un dibattito più ampio partendo dalla complessità di questa sfida: il mondo digitale è ormai una realtà dalla quale non si può prescindere; pertanto, rendere le giovani candidate più consapevoli, più sagge, più preparate a gestire le risorse e le insidie del digitale, è, a nostro avviso, parte della stessa formazione. Quindi formare alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e formare attraverso di esse.

I social media più "frequentati" dalle suore sono quelli più classici e dove abitano le generazioni più adulte. Questo porta alla riflessione che, essendo la vita religiosa molto adulta, tende a dialogare con le proprie fasce di età, tralasciando altre generazioni con le quali fa più fatica a relazionarsi. Potrebbe aiutare l'uscire dalla confort zone del convento e misurarsi con un linguaggio meno "suoresco"? Questa la domanda venuta da un gruppo di giovani suore.

La ricerca ha messo in luce altre sfide più inerenti alla cultura della comunicazione tra le consacrate, che si possono così sintetizzare:

  • Differenza di età (gap generazionale) tra chi prende le decisioni e chi le esegue
  • Formazione non digitale della leadership
  • Difficoltà a riconoscere la comunicazione digitale come una missione: non si è arrivato a nominare delle missionarie digitali del sesto continente in ogni istituto.

La comunicazione nella Vita Religiosa e della Vita Religiosa sta diventando sempre più importante per essere presenti nella società e per guidare le nuove generazioni e le congregazioni verso il futuro che è già in atto.

 

 

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Un altro risultato del processo digitale avviato è stata la Dichiarazione finale, sottoscritta dalle partecipanti, per un impegno collettivo per migliorare la comunicazione nella vita religiosa nei prossimi anni

 

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La Dichiarazione finale del Primo Incontro Internazionale della Comunicazione per la Vita Religiosa è pubblicata nella rubrica Mosaiconline.

Info sull'incontro: https://www.uisg.org/it/communicating-religious-life/

 

 

 

 


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