Qualifica Autore: Attac Italia, Centro studi economico-sociali di Pax Christi Italia

Dal World Economic Forum ai dati sulle povertà e disuguaglianze. 

 

Il Forum economico mondiale, conosciuto anche come Forum di Davos, organizza ogni inverno, in Svizzera, un incontro tra esponenti di primo piano della politica e dell'economia internazionale con intellettuali e giornalisti selezionati, per discutere delle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare. Quest'anno, la 54a edizione del World Economic Forum (WEF) si è tenuta dal 15 al 19 gennaio 2024 con il tema "Ricostruire la fiducia", mirando a ristabilire la stessa in tre aree chiave: il futuro, all'interno delle società e tra le nazioni. Il tutto alla presenza di 1800 leader mondiali, 120 Paesi rappresentati e 60 Capi di Stato o di governo. Nonostante la sua reputazione di ritrovo per il top, l'1%, privilegiato del mondo, Davos è anche un luogo dove si cerca di influenzare il cambiamento globale. Il Forum è noto per la sua imparzialità e indipendenza, ma non è esente da controversie, specialmente per la sovrapposizione di interessi politici e aziendali.

I temi

I temi principali di discussione a Davos hanno riguardato la promozione della sicurezza sociale e la cooperazione nel contesto della crisi geopolitica che, più recentemente, ha toccato il Medio Oriente: la cybersecurity, l'uso dell'intelligenza artificiale (IA), lo sviluppo sostenibile e l'obiettivo zero emissioni, garantendo allo stesso tempo un accesso sicuro e inclusivo a energia, acqua e cibo, e infine, l'ottenimento del sostegno da parte della società per la realizzazione di tali obiettivi. Inoltre, si è discusso dell'aumento delle guerre commerciali con ripercussioni sul mercato globale. Si è concluso con l'impegno di spingere per una riforma della governance globale per diminuire la divisione geopolitica, aumentare la rappresentazione del Sud globale e promuovere una risposta collettiva alle minacce globali più forti.

Disuguaglianze

Durante il Forum sono stati presentati anche i dati sulle disuguaglianze. Dal 2020, i cinque uomini più ricchi al mondo hanno visto più che raddoppiato le proprie fortune (+114%), mentre i 5 miliardi di persone più povere del pianeta hanno visto complessivamente invariata la propria condizione. È solo uno dei dati che emergono dal nuovo rapporto Oxfam. Per quasi 800 milioni di lavoratori occupati in 52 Paesi, i salari non hanno tenuto il passo dell'inflazione e, anzi, il monte salari ha visto un calo in termini reali di 1.500 miliardi di dollari nel biennio 2021-2022, una perdita equivalente a quasi uno stipendio mensile (da 25 giorni) per ciascun lavoratore. Inoltre, nel mondo almeno 4,8 miliardi di persone negli ultimi 10 anni hanno tenuto a stento il passo con l'inflazione. Mentre i miliardari hanno visto il valore dei propri patrimoni crescere in tre anni di 3.300 miliardi di dollari in termini reali, un aumento del 34% rispetto all'inizio di questo decennio di crisi, con un tasso di crescita tre volte superiore a quello dell'inflazione.

Messi tutti vicini i numeri delle disuguaglianze globali, presentati da Oxfam, mostrano quanto il divario economico e sociale sia aumentato e quanto sia preponderante il fenomeno dell'inversione delle fortune tra chi occupa posizioni apicali nella piramide della ricchezza nazionale e la metà più povera del Paese.

In Italia

Vale ovviamente anche per l'Italia, dove la quota di ricchezza detenuta dal top, il 10%, è cresciuta di 3,8 punti percentuali nel periodo 2000-2022, mentre la quota della metà più povera degli italiani ha mostrato una tendenza decrescente, riducendosi nello stesso periodo più che ventennale di 4,5 punti percentuali. In Italia la ricchezza in mano al 10% della popolazione è pari a 6,7 volte la media del Paese.

Dal canto loro, i governi si trovano in grandi difficoltà finanziarie di fronte al crescente debito e agli aumenti dei costi di importazione di carburante, cibo e medicinali. I Paesi a basso reddito saranno costretti a pagare quasi mezzo miliardo di dollari al giorno per colmare il proprio debito da qui al 2029 e dovranno apportare tagli draconiani alla spesa pubblica per poter ripagare i propri creditori. D'altro canto, è cresciuta anche l'incidenza della povertà assoluta nel 2022. L'incidenza della povertà a livello familiare è passata in un anno dal 7,7% all'8,3%, mentre quella individuale è cresciuta dal 9,1% al 9,7%. Non è sufficiente il dato positivo del tasso di occupazione al 61,3% per le persone tra i 15 e i 64 anni di età a fronte della perdurante stagnazione salariale, della contenuta produttività del lavoro, della bassa qualità lavorativa di giovani e donne e soprattutto del diffuso ricorso a forme di lavoro povero e atipico che determina marcate disuguaglianze retributive e costringe – come ha ricordato di recente Istat –oltre 5,6 milioni di italiani a vivere in condizioni di povertà assoluta. A livello fiscale un primo parziale segnale di riscossa all'orizzonte è quello della nascita della Global Minimum Tax che costringe le imprese di grandi dimensioni a pagare il 15% di aliquota effettiva ponendo un primo limite importante alla concorrenza fiscale sleale. Lo stesso approccio potrebbe in futuro dare seguito a una tassa minima globale sui grandissimi patrimoni (nella proposta di Oxfam con un'aliquota a tre scaglioni tra 1 e 3%  per quelli sopra i 5,4 milioni netti che colpirebbe lo 0,01%  più ricco con un gettito stimato tra i 13 e i 15 miliardi di euro solo in Italia).

Francesco

Anche il Papa è intervenuto con un messaggio inviato al Forum sottolineando come le discussioni debbano tener conto dell'urgente necessità di promuovere la coesione sociale, la fraternità e la riconciliazione tra gruppi, comunità e Stati, al fine di affrontare le sfide che abbiamo davanti. "La pace richiede di affrontare le ingiustizie che sono le cause profonde dei conflitti. Tra i più significativi c'è la fame, che continua ad affliggere intere Regioni del mondo, anche se altre sono caratterizzate da eccessivi sprechi alimentari. Lo sfruttamento delle risorse naturali continua ad arricchire pochi lasciando intere popolazioni, che di queste risorse sono i naturali beneficiari, in uno stato di indigenza e povertà. Né possiamo trascurare il diffuso sfruttamento di uomini, donne e bambini costretti a lavorare per bassi salari e privati di reali prospettive di sviluppo personale e di crescita professionale. Com'è possibile che nel mondo di oggi le persone muoiano ancora di fame, siano sfruttate, condannate all'analfabetismo, prive di assistenza medica di base e lasciate senza un tetto?".

Francesco richiama l'importanza di "promuovere modelli di globalizzazione lungimiranti ed eticamente sani, che per loro stessa natura devono implicare la subordinazione del perseguimento del potere e del guadagno individuale, sia esso politico o economico, al bene comune della famiglia umana, dando priorità ai poveri, ai bisognosi e a coloro che si trovano in situazioni più vulnerabili. Sul banco degli imputati il mondo degli affari e della finanza, che opera oggi in contesti economici sempre più ampi, dove gli Stati nazionali hanno una capacità limitata di governare i rapidi cambiamenti nelle relazioni economiche e finanziarie internazionali. Non va ricercato solo profitto, ma si devono perseguire anche elevati standard etici, soprattutto nei confronti dei Paesi meno sviluppati, che non dovrebbero essere in balia di sistemi finanziari abusivi o usurari. "Lo sviluppo autentico deve essere globale, condiviso da tutte le nazioni e in ogni parte del mondo, altrimenti regredirà anche nelle aree finora segnate da un progresso costante".

Conclude il Papa: "La mia speranza, quindi, (è) che i partecipanti al Forum di quest'anno siano consapevoli della responsabilità morale che ciascuno di noi ha nella lotta contro la povertà, nella realizzazione di uno sviluppo integrale per tutti i nostri fratelli e sorelle, e nella ricerca di una convivenza pacifica tra i popoli".

I nostri giorni sembrano mostrare segni di una certa regressione; resta vero che "ogni nuova generazione deve fare proprie le lotte e le conquiste delle generazioni passate, puntando al contempo ancora più in alto… La bontà, insieme all'amore, alla giustizia e alla solidarietà, non si realizzano una volta per tutte; devono realizzarsi ogni giorno".

 

 

 


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