Qualifica Autore: Associazione Laudato Si' www.laudatosi-alleanza-clima-terra-giustizia-sociale.it

Dubai: una sconfitta globale e un'ammissione di correità.

 

Le analisi preliminari dei dati della NOAA/NCEP (National Centers for Environmental Prediction, cfr. box) e quelle parziali sugli altri database climatici permettono di affermare che il 2023 è risultato di nuovo l'anno più caldo da quando si misurano le temperature, con un'anomalia pari a poco meno di +1,5°C rispetto al periodo preindustriale. Un aumento di quasi un decimo di grado rispetto al precedente record del 2016. Per quanto riguarda l'Italia, l'anomalia registrata è stata inferiore a quella dello scorso anno, che era stata spaventosa (oltre +2,2°C in più rispetto al periodo preindustriale) ma, con i suoi +2°C risulta comunque il secondo valore della serie delle temperature annue disponibili. Questo scenario è poco divulgato: anzi, viene sostanzialmente sminuito proprio quando non si stanno adottando le misure necessarie a renderlo meno drammatico.

Gli  impegni

Sotto questo punto di vista la Cop 28 conclusa a Dubai (30 novembre – 13 dicembre 2023) ha mostrato in modo chiaro l'inadeguatezza di quanto fatto finora a livello internazionale, e, in particolare, l'insufficienza degli impegni degli NDC (Nationally Determined Contribution, ovvero gli obiettivi assegnati a Parigi nel 2015 alle singole nazioni per stare entro 1,5°C), e del divario tra questi impegni e le politiche effettivamente messe in atto.  Il negoziato sul clima è un processo lento, e, proprio per come è stato pensato e approvato l'Accordo di Parigi del 2015, non può essere una singola conferenza a risolvere la crisi climatica.

L'aspetto più negativo sta nell'aver ripetuto più o meno gli stessi vuoti propositi delle precedenti edizioni, con la beffa aggiuntiva che un nulla di fatto è passato per un successo presso una parte prevalente dell'opinione pubblica: per l'industria dei combustibili fossili, il migliore degli esiti possibili. A mio parere, soltanto i giudizi più duri colgono nel segno, e in certo modo, anzi, vanno rincarati (o resi più precisi) per dar luogo a risultati che almeno si avvicinino all'ordine di grandezza di quelli necessari. Nelle intenzioni, si doveva giungere a formulare un giudizio complessivo, in un orizzonte temporale di conveniente ampiezza, circa gli sforzi messi in opera per raggiungere i fatidici target di 1,5 e 2°C. 

I timori

Se posso riassumere il senso dell'insuccesso di questa Cop araba direi che nel 2030, secondo l'ultima ipotesi tuttora disponibile, continueremo a emettere quantità di gas climalteranti intorno al 70% in più di quelle coerenti con l'obiettivo di non superare un Global Warming di 1,5°C. Inoltre, come risultato, il livello del riscaldamento globale atteso è pari a 2,7°C, ma quello più probabile, in verità, è 2,9, visto l'aggravamento delle condizioni climatiche che si è intanto verificato più rapidamente di quanto si pensava.

In presenza di una situazione tanto grave si è stabilito (e vale la pena di riportare il testo letterale) di "Transitioning away from fossil fuels in energy systems, in a just, orderly and equitable manner, accelerating action in this critical decade, so as to achieve net zero by 2050 in keeping with the science" [Operare una transizione che allontani i sistemi energetici dai combustibili fossili, in modo giusto, ordinato ed equo, accelerando l'azione nella decade critica che è in corso, così da ottenere zero emissioni nette entro il 2050, in sintonia con la scienza]. Una chiara vittoria dei grandi gruppi dei fossili, anche se per la prima volta si è dovuto ammettere "apertis verbis" che petrolio carbone e gas andranno abbandonati in quanto riconosciuti responsabili della catastrofe climatica. Ma l'ambiguità non gioca a favore del nuovo paradigma energetico. E "transitioning away" (allontanamento, cfr cit. precedente) non equivale certo a "phasing out" (eliminazione graduale)! Un puro auspicio, senza cogenza o qualche livello controllabile di operatività.

Rapporto Ocse

Il rapporto Ocse per lo sviluppo delle energie pulite e la riduzione delle emissioni manda, invece, un messaggio inequivocabile. In estrema sintesi: bisogna correre, installando fonti rinnovabili sostitutive con grande rapidità e integrandole con sistemi di accumulo energetico e produzione di idrogeno verde per eliminare gli usi di carburanti fossili in ogni settore (elettricità, trasporti, industria). Occorre tagliare con urgenza e in profondità le emissioni di gas serra già entro questo decennio. Non è affatto sufficiente fissare traguardi net-zero (azzeramento delle emissioni nette) per metà secolo! È quanto ripeteva con insistenza Massimo Scalia, purtroppo scomparso l'11 dicembre 2023.

Dovremmo, quindi, sostenere il più straordinario cambiamento del sistema energetico mai visto nella storia umana, in termini di velocità, globalità e dimensioni, come sostiene uno studio realizzato dalla International Solar Energy Society (Società internazionale per l'energia solare, www.ises.org). Ma questo non sta affatto avvenendo, in particolare nel nostro Paese.

L'Italia

Alla conferenza di Dubai Giorgia Meloni si è sostanzialmente limitata a richiamare un fantomatico piano Mattei come schermo alla decisione di mancata soppressione del gas nel mix energetico nazionale al 2050 e come prova di interesse verso i Paesi africani più poveri (…e a quelli del Golfo zeppi di petrodollari!).

Se però perdura l'apporto delle fonti fossili, anche solo come sussidiarie temporanee alla moltiplicazione di fonti pulite, supereremmo sicuramente +2°C già entro gli anni Trenta. Nei fatti, la transizione in Italia è ancora ai blocchi di partenza e le emissioni legate all'energia sono tuttora in aumento e sicuramente raggiungeranno il picco solo dopo il 2024 – il che equivale a raggiungere nella media delle nostre regioni +2,5° già nel 2027 – poiché in termini assoluti l'uso di combustibili continua a crescere.

Il complesso passaggio da un sistema fossile centralizzato a un sistema rinnovabile e basato sulla sufficienza energetica non entra affatto nelle priorità dell'attuale governo e nemmeno sfiora il dibattito nazionale, come se davvero si addicesse agli italiani la definizione di sonnambuli, mal connessi a visioni strategiche e di lungo periodo.

Di conseguenza, la prospettiva inspiegabile di un ritrovato apporto del nucleare, che entrerebbe ipoteticamente in funzione solo oltre la metà del secolo, serve a spacciare per attendibili e realizzabili, nel frattempo, tecnologie che hanno la funzione di autentiche polizze assicurative per le lobby fossili sovvenzionate dal pubblico, come è il caso della cattura di CO2 (Ccs), o di un fantomatico trasporto di idrogeno mescolato al gas nelle condotte oggi già in dotazione.

 

 

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NOAA

La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – Amministrazione nazionale per l'oceano e l'atmosfera – è un'agenzia scientifica statunitense, che si occupa di previsioni meteorologiche, monitoraggio delle condizioni oceaniche e atmosferiche e tracciamento di mappe dei mari.

Info: www.noaa.gov

 

 

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La Conferenza delle Nazioni Unite sul clima di Dubai (Cop28) si è chiusa il 13 dicembre 2023 con un accordo approvato in seduta plenaria, con l'obiettivo di mantenere l'impegno di limitare l'incremento della temperatura globale entro 1,5°C.

Tra i contenuti dell'accordo finale si evidenziano:

  • l'assunzione di un "bilancio globale" (Global stocktake) per accelerare l'azione sul clima prima della fine del decennio
  • il riferimento al superamento dei combustibili fossili per raggiungere la neutralità climatica al 2050
  • l'invito a un nuovo impegno nei contributi determinati a livello nazionale (Ndc)
  • un nuovo obiettivo di triplicare le rinnovabili e raddoppiare l'efficienza energetica entro il 2030
  • l'accelerazione degli sforzi per eliminare gradualmente la produzione di energia da carbone senza compensazioni
  • l'eliminazione graduale dei sussidi inefficienti alle fonti fossili
  • l'accelerazione delle tecnologie a zero e a basse emissioni, tra cui il nucleare e le tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio.

Fonte: www.isprambiente.gov.it

La pagina ufficiale di Cop28: www.cop28.com

 

 

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Ccs - Carbon Capture and Storage consiste in una procedura per separare l'anidride carbonica dalle fonti energetiche, dai gas emessi da combustibile o da processi industriali e di trasportarla in un sito per lo stoccaggio a lungo termine.

 

 

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Per approfondire

www.climalteranti.it/tag/ncep/

www.noaa.gov/jetstream/ncep

 

 

 


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