Le nuove frontiere dell’economia armata firmata Leonardo: droni, tecnologie di ultima generazione e altro ancora.

 

Manager e azionisti in fibrillazione alla vigilia della pubblicazione del bilancio 2025 di Leonardo SpA, la maggiore holding italiana produttrice ed esportatrice di sistemi di guerra. Si attendono risultati record in termini di commesse e profitti, ben oltre quanto registrato l’anno precedente.

Nel 2024 Leonardo ha ottenuto ordini per 20,9 miliardi di euro (+16,8% rispetto al 2023) e sono stati distribuiti agli azionisti dividendi per 177 milioni, il doppio dell’anno precedente (0,28 euro per azione contro lo 0,14 del 2023). I risultati dei primi nove mesi del 2025 lasciano prefigurare l’eldorado armato: 18,2 miliardi di euro il valore delle commesse, 13,4 miliardi i ricavi. Mal che vada il giro d’affari supererà abbondantemente i 22-23 miliardi di euro. E con i venti di guerra globale che soffiano sul pianeta, nel 2026 andrà ancora meglio.

Tra le operazioni più significative e redditizie del gruppo Leonardo nel 2025 si segnalano la fornitura al Ministero della Difesa del Regno Unito dei servizi di supporto logistico e manutenzione della flotta di elicotteri AW101 “Merlin”; il trasferimento di nuovi elicotteri all’esercito italiano e alle autorità della Malesia; la produzione di radar e sistemi di protezione per i cacciabombardieri “Eurofighter” della Royal Air Force e dell’Aeronautica militare italiana.

Leonardo SpA ha realizzato i sistemi di combattimento per i pattugliatori della Marina dell’Indonesia ed ha fornito le componenti di propulsione elettrica per il sottomarino della classe “Columbia” di nuova generazione della Marina degli Stati Uniti d’America. Per il Pentagono ha prodotto anche i sensori elettro-ottici per i veicoli corazzati M2 “Bradley” di US Army e ha firmato un contratto con il colosso Boeing per la fornitura di 8 elicotteri del programma MH-139 “Grey Wolf” di US Air Force. Leonardo ha, inoltre, realizzato l’hardware e i display per il sofisticato sistema di combattimento integrato navale “AEGIS” destinato alle unità di alcuni Paesi NATO e gli apparati di “autodifesa” della Guardia costiera USA.

Soluzioni cyber sono state ideate e trasferite alle autorità statali e militari di Singapore, Taiwan e Vietnam, mentre lo stabilimento di Cameri (Novara) ha prodotto per la statunitense Lockheed Martin ben 39 ali del cacciabombardiere di quinta generazione F-35, a capacità nucleare. Nei primi nove mesi del 2025 Leonardo ha, infine, completato la consegna di quattro velivoli “Eurofighter” alle forze armate del Kuwait.

Droni

“Lo scorso anno, abbiamo siglato il Memorandum of Understanding con Baykar Technologies per lo sviluppo di tecnologie a pilotaggio remoto, volto a rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento nello scenario competitivo a livello internazionale”, ha dichiarato con enfasi l’ex ministro Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo.

Quello della ricerca e produzione di droni e sistemi bellici automatizzati è la nuova frontiera della filiera produttiva della holding industriale italiana. L’accordo con Baykar, società turca leader nell’export di droni d’intelligence e killer, è di rilevanza strategica.

A fine dicembre 2024 Baykar ha acquisito in Italia la Piaggio Aero Industries ampliando la produzione di velivoli da guerra automatizzati negli stabilimenti liguri della storica società aerospaziale. Leonardo prevede di destinare lo stabilimento di Ronchi dei Legionari (Gorizia) alla produzione di componenti per i droni turchi; a Grottaglie (Taranto), spera invece di integrare la produzione di fusoliere aeronautiche con lo sviluppo dei materiali compositi per i sistemi elettronici dei velivoli senza pilota e di assemblare il nuovo caccia-drone da combattimento pesante “Kizilelma” di Baykar Technologies.

Joint venture

Il 2025 passerà alla storia di Leonardo anche per l’accordo sottoscritto con il colosso militare industriale tedesco Rheinmetall per costituire una joint venture che faccia da grande polo europeo per lo sviluppo e la produzione di veicoli militari da combattimento. Al duo Leonardo-Rheinmetall, il governo Meloni-Crosetto ha affidato senza bando di gara uno dei più ambiziosi programmi di riarmo della recente Storia italiana: l’A2CS, 1.050 cingolati e carri armati da consegnare all’Esercito entro il 2038, con una spesa stimata in 16 miliardi di euro. In vista dell’affaire A2CS, Leonardo ha acquistato gli stabilimenti del gruppo Iveco Defence Vehicles (costo dell’operazione 1,7 miliardi di euro). Sempre nel 2025, la società guidata da Cingolani ha siglato un accordo quadro con i gruppi industriali Airbus e Thales per la creazione di una grande corporation europea del settore aerospaziale.

Leonardo intende comunque rafforzare la propria presenza pure nelle conflittuali aree geostrategiche di Medio Oriente e Africa. Il 16 febbraio 2026 il Ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha ordinato al gruppo italiano quattro velivoli di pattugliamento marittimo e multi-missione C-27J “Spartan” per “contrastare le moderne minacce sottomarine e di superficie e svolgere efficaci missioni di trasporto e aviolancio”. Le consegne dei pattugliatori saranno avviate nel 2029.

Negli stabilimenti lombardi di Vergiate e Venegono Inferiore sta per essere completata la realizzazione di 10 elicotteri d’attacco AW109 “Trekker” e 24 caccia-intercettori M-346 destinati all’Aeronautica militare della Nigeria. Il valore stimato della commessa è di 1,2 miliardi di euro; oltre alla fornitura dei velivoli, Leonardo assicurerà la loro manutenzione in Nigeria per 25 anni. L’accordo con le autorità di Abuja prevede che una parte della formazione dei piloti sia svolta presso l’International Flight Training School dell’Aeronautica italiana, nelle basi aeree di Galatina (Lecce) e Decimomannu (Cagliari).

I caccia

Per i sistemi di munizionamento dei caccia M-346, le forze armate nigeriane si sono rivolte a due società israeliane, Elbit Systems ed Ebony Enterprises Ltd.. Proprio lo Stato di Israele continua ad essere uno dei principali clienti internazionali di Leonardo SpA, nonostante l’aggressione genocida alla Striscia di Gaza e l’escalation bellica in Libano, Siria, Yemen e Iran.

A fine gennaio 2026, il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti ha approvato un piano di oltre 7 miliardi di dollari per il trasferimento a Israele di armi: 150 milioni andranno a Leonardo Helicopters, società con sede negli USA interamente controllata dalla holding italiana, per fornire equipaggiamenti, pezzi di ricambio, addestramento e supporto ingegneristico ai 12 elicotteri leggeri AW-119Kx in dotazione alle forze israeliane. Gli AW119Kx sono impiegati per differenti missioni, dall’addestramento e la formazione dei piloti dei velivoli d’attacco, al trasporto VIP, ai servizi di assistenza medica e ricerca e soccorso. I velivoli di Leonardo Helicopters operano dalla primavera del 2024 presso la Flight Training School ospitata nella base aerea di Hatzerim, nel deserto del Negev.

Leonardo DRS, azienda del gruppo con stabilimenti in Virginia, è stata prescelta dal Pentagono per sperimentare e produrre nuovi sistemi di intercettazione anti-drone per le forze armate USA. Leonardo si avvarrà del contributo della società israeliana Axon Vision, specializzata nella fornitura di soluzioni automatizzate per piattaforme terrestri, aeree e marittime militari, in particolari droni aerei Edge e loitering munitions (droni kamikaze) impiegati dalle IDF (Israel Defense Forces) nei bombardamenti a Gaza. Secondo quanto rivelato dalla testata specialistica Israel Defense, Axon Vision ha ricevuto un primo ordine da Leonardo DRS per il valore di 350.000 dollari per un set iniziale di un sistema dimostrativo per l’individuazione, tracciamento e intercettazione di droni aerei ad alta velocità.

 

 

====================

Un gruppo di associazioni della società civile – tra cui AssoPacePalestina, ARCI, ACLI, Pax Christi e Un Ponte Per – ha avviato un’azione legale contro Leonardo Spa e lo Stato italiano chiedendo al Tribunale civile di Roma di dichiarare nulli i contratti per la vendita e la fornitura di armi a Israele. Secondo i ricorrenti, tali accordi violano l’articolo 11 della Costituzione, la legge 185/1990 e le norme internazionali sui diritti umani, alla luce delle gravi violazioni attribuite allo Stato israeliano nei territori palestinesi.

Le associazioni chiedono, inoltre, che venga vietata in futuro la vendita di armamenti e tecnologie militari a Israele. Questa iniziativa rappresenta una delle prime azioni legali in Europa contro una compagnia privata e uno Stato coinvolti in forniture militari al governo israeliano.

 

 

 


Mosaico di pace, rivista promossa da Pax Christi Italia e fondata da don Tonino Bello, si mantiene in vita solo grazie agli abbonamenti e alle donazioni.
Se non sei abbonato, ti invitiamo a valutare una delle nostre proposte:
https://www.mosaicodipace.it/index.php/abbonamenti
e, in ogni caso, ogni piccola donazione è un respiro in più per il nostro lavoro:
https://www.mosaicodipace.it/index.php/altri-acquisti-e-donazioni