Non possiamo abituarci a contare i morti. La dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera.

Papa Leone, Porto di Arguineguín

(Las Palmas de Gran Canaria)

11 giugno 2026

 

 

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Qualifica Autore: Libreria delle donne di Milano

Luisa Muraro è morta a Milano il 13 giugno 2026 e con lei scompare una delle grandi pensatrici del Novecento e di questo inizio di secolo. Se ne va una maestra, un punto di riferimento per molte e molti. Ci lascia un pensiero vivo, che continuerà a orientare la ricerca di chi lo incontra, e un’eredità fatta di luoghi, pratiche, relazioni.

Con Lia Cigarini e altre aveva fondato, nel 1975, la Libreria delle donne di Milano, dove ha preso forma una politica inaudita: partire da sé, facendo dell’esperienza materia di pensiero e di politica; stare in relazione tra donne; praticare l’affidamento, fidandosi del sapere di un’altra.

Luisa Muraro ha visto il limite di un’emancipazione intesa come inclusione delle donne in un mondo già pensato dagli uomini. Per questo ha nominato la libertà femminile che non prende il maschile come misura e non attende dalla legge il permesso di esistere. Questa apertura di orizzonte ha permesso a molte – femministe, sindacaliste, scrittrici, insegnanti – di fare di quella libertà una pratica condivisa.

Qualifica Autore: direttrice della Catholic Nonviolence Initiative co-presidente di Pax Christi International

Guarire la comunità umana.

 

Verso la fine di luglio, nella memoria dei santi Marta, Maria e Lazzaro, la comunità cattolica tornerà a raccontare l’episodio in cui Gesù risuscita il suo amico Lazzaro. Un evento così potente che molti lo considerano la “goccia che fece traboccare il vaso”, conducendo alla decisione di mettere a morte Gesù; il racconto di Lazzaro viene spesso proclamato anche verso la fine della Quaresima.

In quest’anno, mentre assistiamo alla forza delle azioni nonviolente nel contrastare la violenza politica, le parole di Gesù a Marta – “Io sono la risurrezione e la vita” – acquistano forse un significato ancora più profondo.

La forza di Gesù

Nel tradizionale messaggio Urbi et Orbi, papa Leone XIV ha affermato: “La forza con cui Cristo è risorto è interamente nonviolenta. È come quella di un chicco di grano che, marcito nella terra, cresce, rompe le zolle, germoglia e diventa una spiga dorata.

Un libro, un tema sempre attuale, prospettive di liberazione. Per tutte le donne del mondo.

 

Liberate, liberanti. Così abbiamo sentito e sentiamo le donne delle nostre storie a cui questo libro insieme dedichiamo”: così si apre il libro scritto a quattro mani da Marilena Lucente, insegnante, scrittrice, esperta di scrittura autobiografica, e A. Chiara Scardicchio, prof.ssa associata di Pedagogia Generale e Sociale all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Aprono domande importanti sulla maternità, senza edulcorazioni, senza perdere la poesia e la tenerezza legate alla maternità ma dando voce anche alle fragilità e alle difficoltà. Le ringraziamo per averci offerto un po’ del loro tempo.

Marilena Lucente

Il libro offre riflessioni sul tema complesso della maternità, accostando due parole forti: “liberate” e “liberanti”. Che tipo di liberazione attraversa oggi l’esperienza della maternità?

Le esperienze della maternità sono tante quante sono le madri. Sono le madri che mettono al mondo i figli, ma sono anche i figli, con i loro vissuti, che mettono al mondo le madri.

Ricamare la memoria, pretendere giustizia: una mostra sulla Palestina alla Biennale di Venezia 2026.

 

Alla Biennale di Venezia 2026 un evento collaterale si distingue per la sua straordinaria scala fisica, il profondo peso storico e la crudezza del tema trattato. Stiamo parlando della mostra “------------------ *Gaza – No Words – See The Exhibit”. Organizzata dal Palestine Museum US, questa monumentale esposizione funge da evento collaterale ufficiale della Biennale, attirando migliaia di curatori, critici e visitatori occasionali in uno spazio silenzioso e meticolosamente curato, dove fili e tessuti sostengono l’immenso peso della sofferenza umana e di una resilienza duratura e incrollabile.

Sullo sfondo dell’ornata architettura rinascimentale di Venezia e del mondo spesso glamour dell’alta arte, la mostra offre una realtà cruda e di profondo impatto. Incentrata interamente sul genocidio di Gaza, l’esposizione è una testimonianza definitiva del potere della memoria collettiva, della necessità della narrazione visiva e del rifiuto assoluto di un popolo di essere cancellato dalla coscienza del mondo.

Qualifica Autore: Comunità dell’Arca

Esistono ancora. Una proposta per riempirle di giovani obiettori.

  

La nonviolenza di Gandhi e di Lanza del Vasto pone al centro la dimensione della coscienza. Di fronte all’ipotesi di una guerra, anche di aggressione, dovrebbe muoverci un’interrogazione interiore: saremmo disposti a uccidere i nostri avversari? A colpire obiettivi civili, come è ormai consuetudine? A contribuire alla distruzione della natura e dei territori? Quale contributo possiamo dare, in alternativa alla forza militare, per la soluzione dei conflitti che garantisca la vita di tutti?

A partire da questi interrogativi, due nostri aderenti hanno partecipato a una delle carovane di Stop the war now. Al loro ritorno, la Comunità dell’Arca ha iniziato una riflessione sul tema dell’Obiezione di Coscienza e sulle possibili azioni da mettere in campo, sin da subito, per prepararci alla gestione dei conflitti internazionali in cui siamo già in vario modo coinvolti.

Qualifica Autore: docente di Teologia morale direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI

Magnifica humanitas: la prima enciclica di papa Leone.

 

La prima enciclica di Leone XIV, Magnifica humanitas (MH), è una “lettera d’amore” (Luigino Bruni) all’umanità. L’aggettivo “magnifica” rimanda al fatto che l’umanità è resa grande dalla grazia e dal dono ricevuto dal Creatore.

Il documento si può dividere in due parti. I primi due capitoli sono il racconto di una storia che ci precede e di cui siamo parte.

Lo sviluppo del magistero sociale dalla Rerum novarum in poi ha sedimentato alcuni principi imprescindibili: il bene comune, la destinazione universale dei beni, la sussidiarietà, la solidarietà e la giustizia sociale.

Nell’epoca dell’intelligenza artificiale (IA) la dignità dell’uomo rischia di essere annebbiata da nuove forme di schiavitù. Rimanere umani è la sfida di ogni stagione, tanto più in tempo di guerre, mire espansionistiche, logiche autoritarie e respingimenti umani.

Qualifica Autore: Pax Christi Punto Pace Potenza

Europa, crisi e futuro di un progetto comune.

 

Si è svolto lo scorso 4 maggio, nel Museo Archeologico Provinciale di Potenza, il quarto incontro dei Percorsi di cittadinanza, dal titolo “Quali valori e quali sfide per la costruzione di un’Europa unita?”.

L’iniziativa, promossa da Pax Christi – Punto Pace di Potenza, dal Laboratorio di Educazione alla Pace, da Libera, da AGESCI e da CGIL-SPI Basilicata, è stata coordinata da Alberto Iannuzzi, già Presidente Corte di Appello di Potenza.

Sono intervenuti Giuseppe Lumia, già presidente della Commissione parlamentare antimafia e Rocco Giurato, professore associato di Storia delle istituzioni politiche presso l’Università degli studi di Foggia. I relatori hanno offerto una riflessione ampia e articolata sul futuro del progetto europeo, tra valori fondativi, crisi contemporanee e prospettive di rinnovamento politico e culturale.

Record di spese militari. Quale sicurezza garantiscono le armi?

  

“E se il nemico ci attacca, con che cosa ci difendiamo? Con le margherite o con le bandiere della pace”? Questa è una delle frasi più ricorrenti sui social quando si parla di spese militari. E forse rispecchia, seppur in forma di battuta provocatoria, un pensiero che si sta diffondendo grazie a una politica e informazione, sempre più ‘armate’.

E che siamo più armati lo confermano i dati del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) resi pubblici alla fine dello scorso mese di aprile. “La spesa militare mondiale – si legge sul sito di Rete Italiana Pace e Disarmo (RIPD) – ha raggiunto nel 2025 un nuovo record storico: 2.887 miliardi di dollari complessivi, con un aumento del 2,9% in termini reali rispetto al 2024”.   

La nonviolenza di Gesù nella ricerca di Pax Christi International.

 

La nonviolenza di Gesù (parte di un articolato documento di Pax Christi International) è un libro pubblicato in italiano nel 2023 da Edizioni Zikkaron, con le introduzioni del card. Matteo Maria Zuppi, di mons. Giovanni Ricchiuti e di Fabrizio Mandreoli.

Il testo propone un’esegesi evangelica nella prospettiva della pace e della nonviolenza. Il “regno di Dio” annunciato da Gesù, oltre alla dimensione escatologica, assume anche concretezza sociale nel contesto storico del suo tempo, in contrasto con il “regno di Roma” e con la “pax romana”.

Il percorso nonviolento di Gesù, e dei suoi seguaci, viene esplicitato attraverso sette verbi: prevenire, intervenire, resistere, riconciliare, difendere, costruire, vivere. Infatti, come afferma nell’introduzione mons. Ricchiuti, “la pace non è un sostantivo, ma un verbo, un’azione”.

Qualifica Autore: già vicepresidente di Pax Christi Italia

Un tempo ecumenico dedicato alla cura e alla protezione dell’ambiente. Quest’anno parliamo di acqua.

  

Il Tempo del Creato è un periodo dedicato alla riflessione e alla celebrazione della creazione e della cura della Casa comune. È un’iniziativa ecumenica che si celebra ogni anno dal 1° settembre al 4 ottobre ed è promossa e sostenuta da diverse realtà, tra cui il Consiglio Ecumenico delle Chiese, la Federazione luterana mondiale, la Comunione Anglicana e il Movimento Laudato Sì.

Il Tempo del Creato nasce nel 1989 con la Giornata di Preghiera per il Creato, per i cristiani ortodossi, ad opera del Patriarca ecumenico Dimitrios I. Successivamente, il Consiglio Ecumenico delle Chiese (WCC) ha prolungato la celebrazione fino al 4 ottobre, giorno dedicato a san Francesco d’Assisi.

Negli ultimi anni, la Chiesa cattolica incoraggia tutti a partecipare alle iniziative di questo tempo ecumenico.

Accogliere le fragilità: dalla parte dei migranti.

 

Don Alfio Li Noce presiede a Siracusa un Centro di accoglienza per migranti e la Fondazione Sant’Angela Merici, sostenuta dall’8xmille della Chiesa cattolica. Lo abbiamo ascoltato per conoscere il loro lavoro.

Quando è nata la vostra scelta di lavorare accanto ai migranti?

La nostra realtà nasce nel 2017, in un momento in cui cominciarono ad arrivare tantissimi migranti, soprattutto in Sicilia.

Nella prima accoglienza di questi fratelli e sorelle mancava un’attenzione particolare ad alcune fragilità, come donne con bambini piccoli o vittime di tratta, persone vulnerabili dal punto di vista sanitario.

La Global Flotilla è anche equipaggio di terra. Da Sarajevo a Gaza, la forza della nonviolenza.

  

Bisogna far capire, invece, che la speranza è parente stretta del realismo. È la tensione di chi, incamminatosi su una strada, ne ha già percorso un tratto e orienta i suoi passi, con amore e trepidazione, verso il traguardo non ancora raggiunto”.

Parole, quelle di don Tonino, che attraversano i decenni, ma che con la loro potenza evocativa, dipingono bene la vicenda di Massimo Marchini, attivista pordenonese della Global Sumud Land Convoy, carovana di terra, partita nelle scorse settimane per portare aiuti e persone nella Striscia attraverso Rafah.

Atterrato in Italia, il 27 maggio scorso, all’aeroporto Marco Polo di Venezia, insieme a un’altra attivista, Sofia Belfarsi, Massimo Marchini ci racconta la sua esperienza. Mentre scriviamo, sono ancora detenute/i a Bengasi dieci attiviste/i di altre zone del mondo, tra cui gli italiani, Leonarda Alberizia, detta Dina e Domenico Centrone.

Qualifica Autore: mediatrice interculturale iraniana associazione Woman Life Freedom for Peace and Justice

In Iran c’è chi resiste, tra oppressione, bombardamenti e narrazioni dominanti. E tra loro c’era Marjane Satrapi.

  

Ancora una volta al tavolo dei negoziati non sono presenti i diritti umani!

Mai come in questi ultimi giorni l’attenzione mediatica del mondo si è concentrata sull’Iran: una situazione pericolosa e incerta, capace di mettere in crisi anche i più esperti di geopolitica.

Ma per me è importante poter parlare della situazione attuale in Iran dal punto di vista di quella parte della popolazione iraniana che viene chiamata “la terza voce”, cioè l’opinione di una parte degli iraniani che non è necessariamente una minoranza ma che, schiacciata in mezzo a una guerra di narrazioni tra due parti che dispongono dei mezzi economici e politici necessari per dominare i media, raramente riesce a far sentire la propria voce.

Le due grandi narrazioni dominanti sono, da una parte, la retorica propagandistica della Repubblica Islamica, che da anni cerca di costruire un’immagine di sé come forza antimperialista e sostenitrice dei popoli oppressi, negando al contempo la brutale e sistematica violazione dei diritti umani ai danni del popolo iraniano dissidente, delle donne e delle minoranze etniche, religiose e di genere.

Qualifica Autore: Peacelink.it

Quando la disruption la pagano i consumatori.

  

C’è una parola che nel mondo delle startup tecnologiche suona come una promessa: disruption. Distruggi il vecchio, porta il nuovo, cambia il mondo. Dietro questa retorica esiste una strategia precisa, con un nome militaresco: blitzscaling. Cresci a velocità fulminea, brucia soldi a palate, conquista il mercato prima che qualcuno possa fermarti. I danni collaterali? Quelli li sistemeremo dopo.

Il meccanismo è sempre lo stesso: entrare in un mercato con prezzi insostenibili, finanziati da capitali di rischio, per eliminare la concorrenza e abituare i consumatori a un prezzo che non riflette il costo reale. Una volta raggiunto il dominio, i prezzi salgono e l’alternativa che esisteva prima – il negozio fisico, la libreria, l’etichetta indipendente – non c’è più.

Lo vediamo nelle piattaforme di consegna, nella mobilità, negli affitti brevi. Ma è nel mondo dei servizi digitali che questo modello penetra più in profondità nelle nostre vite.

A cura di Cristina Mattiello 

Migranti, tra leggi repressive e accoglienza necessaria

“La frontiera corre sempre nel mezzo”, scriveva Alessandro Leogrande.

È una linea sottile, creazione umana e politica, che potrebbe unire e legare. E, invece, oggi separa, divide, uccide.

È un muro invalicabile. Dietro scorre un’umanità negata, privata dei diritti essenziali. In queste pagine diamo voce al mondo migrante nell’era delle supremazie violente.

Nazionalismi, sovranismi, politiche dell’esclusione, lavoro

forzato, ma anche accoglienza, mare aperto, mani tese.

Perché migrare è un diritto. Non un problema e ancor meno un reato.

  

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