La Liberazione è stata la premessa alla Carta costitutiva della Repubblica fondata sul lavoro e sul ripudio della guerra.

Il 50% della popolazione è a rischio carestia. La carestia è imminente a Gaza, secondo l’ultimo rapporto della Classificazione Integrata delle Fasi della Sicurezza Alimentare (IPC) sviluppata dalle Nazioni Unite, oltre che da governi e ONG, tra cui Azione contro la Fame.
L'IPC specifica che il 50% della popolazione di Gaza sta vivendo una catastrofe (Fase 5 dell'IPC), a un passo dalla carestia, mentre quasi il 40% sta vivendo una situazione di emergenza (IPC Fase 4). Entro i prossimi quattro mesi, 7 persone su 10 nel nord di Gaza saranno a rischio di carestia.
1 bambino su 6 nel nord di Gaza soffre di malnutrizione acuta e 23 bambini sono morti per malnutrizione e disidratazione.
Nonostante le estreme difficoltà, Azione contro la Fame ha raggiunto più di mezzo milione di persone con la distribuzione di cibo, acqua e servizi igienico-sanitari dall'ottobre 2023.
18 marzo 2024. Si prevede che, nel nord di Gaza, la carestia possa verificarsi in qualsiasi momento tra oggi e maggio. Inoltre, c'è il rischio di carestia nel resto della Striscia.
Nel dicembre 2023, il rapporto sulla Classificazione Integrata delle Fasi dell’insicurezza alimentare (IPC) indicava che il 17% della popolazione era a un passo dalla carestia. L'ultimo rapporto, diffuso oggi, rivela un aumento ancora più preoccupante: il 50% delle famiglie a Gaza sta vivendo in una situazione di catastrofe alimentare (Fase 5 dell'IPC). Si tratta del grado più alto della scala IPC. La condizione di carestia si verifica quando i relativi parametri in termini di sicurezza alimentare, nutrizione e mortalità colpiscono almeno il 20% della popolazione, con circa 1 bambino su 3 gravemente malnutrito e 2 persone su 10.000 che muoiono a causa della fame.
Più della metà della popolazione totale in Fase 5 si trova nel nord della Striscia. L'accesso umanitario al nord di Gaza è quasi impossibile, una situazione che ha portato più di 160.000 persone sull'orlo della morte a causa della fame. Ma l'estrema insicurezza alimentare colpisce anche Rafah, attualmente l'area più popolata della Striscia a causa degli sfollamenti interni. Nonostante le minori restrizioni di accesso, gli aiuti umanitari restano del tutto insufficienti per sostenere le oltre 2 milioni di persone bloccate a Rafah: 3 persone su 10 nel sud di Gaza rischiano di morire di fame e si prevede che metà della popolazione debba affrontare condizioni di catastrofe di fase 5 tra marzo e luglio. La popolazione civile, disperata, è costretta a ricorrere anche al cibo per animali. Abbiamo ricevuto segnalazioni di persone che hanno mangiato foraggio animale, tra cui fieno, paglia e altri mangimi adatti a bovini, capre e pecore.
Questa straziante dichiarazione è stata rilasciata oggi dall'IPC, un quadro di sicurezza alimentare che comprende le Nazioni Unite, oltre a governi e ONG come Azione contro la Fame, le cui operazioni a Gaza risalgono al 2005. La soglia di carestia relativa al consumo alimentare delle famiglie è già stata significativamente superata. Il rapporto rivela una tendenza in forte aumento della malnutrizione acuta ed è altamente probabile che sia stata superata anche la soglia di carestia in relazione alla malnutrizione acuta. I dati disponibili indicano un forte aumento della mortalità infantile, che segnala l'imminente inizio della carestia.
Il Direttore delle Operazioni di Azione contro la Fame, Vincent Stehli, avverte dalla sua recente visita a Rafah, Gaza: "lavoriamo a Gaza da 20 anni e non ho mai visto nulla di simile. L'80% dei bambini ha malattie infettive; il 70% ha la diarrea. Non hanno cibo a sufficienza e i servizi sanitari non funzionano: un mix perfetto per la diffusione della malnutrizione. Questo è solo l'inizio".
I primi rapporti sulla malnutrizione rivelano un'altra realtà allarmante: nel nord della Striscia, 1 bambino su 6 è gravemente malnutrito e almeno 23 sono morti per malnutrizione e disidratazione, secondo i dati del Global Nutrition Cluster e del Ministero della Salute di Gaza.

IL LAVORO DI AZIONE CONTRO LA FAME A GAZA
Negli ultimi cinque mesi, Azione contro la Fame ha lavorato in condizioni estreme e di forte insicurezza per implementare la sua risposta umanitaria, con la distribuzione di cibo fresco e secco, pasti caldi, servizi di pulizia, trasporto di acqua, gestione dei rifiuti solidi e distribuzione di kit igienici e rifugi. Il Direttore delle Operazioni dell'organizzazione, da Rafah, ricorda che "la cessazione delle ostilità e il ripristino dello spazio umanitario per consegnare gli aiuti umanitari e ristabilire i servizi sono essenziali per eliminare qualsiasi rischio di carestia. Per questo Azione contro la Fame continua a chiedere un cessate il fuoco immediato e permanente".
Quando le persone soffrono di estrema carenza di cibo, la morte è lenta. Il dolore è intenso, con squilibri elettrolitici, apatia, affaticamento, deterioramento fisico e psicologico, degrado dei tessuti e danni agli organi vitali. La fame non dovrebbe mai essere usata come arma di guerra.

L’APPELLO DI AZIONE CONTRO LA FAME
Azione contro la Fame chiede quindi ancora una volta a tutte le parti in conflitto di concordare e prendere tutte le misure necessarie per raggiungere un cessate il fuoco umanitario immediato e duraturo che garantisca la protezione dei civili e delle infrastrutture civili e consenta un massiccio aumento della fornitura di aiuti umanitari salvavita.
Chiediamo inoltre agli Stati terzi di promuovere e monitorare attivamente l'attuazione della Risoluzione 2712 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che chiede un'urgente pausa umanitaria nei combattimenti e l'istituzione di corridoi sicuri in tutta la Striscia di Gaza per un periodo sufficiente a consentire un accesso rapido e senza ostacoli agli attori umanitari, in conformità con il Diritto Internazionale Umanitario. Ciò deve includere la priorità dell'accesso via terra, specialmente ai valichi di Rafah, Kerem Shalom/Kerem Abu Salem, Erez/Beit Hanoun e Karni.
Ribadiamo che, in conformità con la Risoluzione 2417 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che vieta l'uso della fame come arma di guerra, tutte le parti in conflitto devono cessare immediatamente gli attacchi contro i civili e le infrastrutture fondamentali per la sopravvivenza, comprese le strutture di produzione e distribuzione di cibo.

IL LEGAME TRA CONFLITTI E FAME
Azione contro la Fame ribadisce che i conflitti armati e la violenza sono le principali cause della fame. Gaza non è da meno: il conflitto sta minando direttamente la sicurezza alimentare della popolazione. Le ostilità in corso hanno creato grossi ostacoli alla coltivazione e alla produzione di cibo. I terreni agricoli sono stati colpiti da armi esplosive, con conseguenze negative sia a breve che a lungo termine, distruggendo i mezzi di sussistenza e contaminando il suolo con resti di esplosivi e ordigni inesplosi.
La maggior parte delle attività di pesca è stata interrotta. Molti negozi e mercati alimentari sono stati distrutti. Sono rimaste operative solo 15 panetterie delle 97 che erano attive prima del 7 ottobre. La distruzione di queste infrastrutture impedisce alla popolazione di acquistare e vendere cibo in modo sicuro. Il mercato è quasi inesistente. Inoltre, l'impennata dei prezzi ha creato seri ostacoli economici per i civili che vogliono accedere al cibo. Secondo l'ultimo rapporto di Insecurity Insight, la disponibilità di generi alimentari di base è estremamente limitata. Nel frattempo, 1,7 milioni di sfollati interni mancano di utensili da cucina, acqua e combustibile, impedendo l'accesso effettivo al cibo, anche quando questo è disponibile.
La fornitura di aiuti umanitari, compresi quelli alimentari, è una misura di emergenza fondamentale per salvare delle vite. Le restrizioni all'accesso ai beni commerciali e agli aiuti umanitari a causa di blocchi, violenze o misure amministrative hanno reso impossibile per i civili soddisfare i bisogni più elementari.


AZIONE CONTRO LA FAME
Via Rubens, 3
20148 Milano
www.azionecontrolafame.it

La Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese ha voluto rendere omaggio a Aaron Bushell, il giovane che si è dato fuoco davanti all'ambasciata israeliana per protestare contro i massacri in Palestina. Il suo gesto può essere interpretato in tanti modi diversi, ma nel complesso c’è una questione che spicca più delle altre: ciò che succede a Gaza è insopportabile. Purtroppo i media "mainstream" hanno minimizzato, se non ignorato, questo atto coraggioso. E cosi viene anche ignorato il messaggio enorme trasmesso da Aaron dai media e i governi complici nel genocidio a Gaza.
----
NON DIMENTICHIAMO AARON BUSHNELL
Roma, 1° marzo 2024
Con grande dolore rendiamo omaggio al giovane Aaron Bushnell, 25 anni, informatico nell' aereonautica militare degli Stati Uniti che domenica 25 febbraio 2024 si è dato fuoco davanti all' ambasciata israeliana a Washington dopo aver pronunciato in modo chiaro e semplice "sto per commettere un atto estremo di protesta ma confrontandolo a ciò che la popolazione palestinese sta soffrendo per mano dei suoi colonizzatori, non è per nulla estremo. Non voglio più essere complice di un genocidio che loro vogliono sia una cosa normale. Free Palestine, Free Palestine" continuando a gridarlo finché ha potuto anche dopo essersi dato fuoco. È morto per le gravi ustioni qualche ora dopo.
Evitate di fare diagnosi di follia. Aaron viene descritto con affetto dai suoi amici, come un ragazzo genuino, dai modi garbati, riflessivo e che amava scherzare. Partecipava alle proteste contro la brutalità della polizia, chiedeva rispetto per i diritti delle donne e giustizia sociale. Studiava ed aveva in progetto ulteriori studi.
Questa tragica vicenda ci ricorda un'altra giovane americana Rachel Corrie che nel 2003 mise la sua vita a rischio opponendosi alla espulsione della popolazione civile palestinese dai suoi villaggi e morì sotto una tonnellata di terra gettatale addosso da un bulldozer manovrato da un militare israeliano.
Prima ancora l’autoimmolazione di Aaron ci riporta agli anni 60-70. Il 16 gennaio 1969 si diede fuoco, in piazza San Venceslao, Jan Palach, in segno di protesta contro l’invasione dei carri armati sovietici che nell’agosto del ’68 aveva messo fine alla primavera di Praga. Il suo gesto impressionò moltissimo i suoi connazionali ed ebbe risonanza anche nel resto del mondo. La sua fama è tuttora viva. Paolo VI, riconobbe la necessità di «custodire il valore che mette al grado supremo il sacrificio di sé e dell’amore per gli altri”.
Anche in Vietnam, furono numerosi i monaci, le monache ed i laici che si immolarono affinché si mettesse fine prima alla dittatura nel Vietnam del sud, che perseguitava i buddisti, poi alla guerra degli Stati Uniti. In questo caso fu il grande monaco Thích Nhất Hạnh che scrisse una lettera rivolta al mondo occidentale per spiegare il gesto di Thích Quảng Đứ, il primo monaco a darsi fuoco. L'immolazione, scrisse, non deve essere considerata suicidio, ma espressione di coraggio ed ottimismo per cambiare la società, un gesto volto a toccare i cuori e mostrare la situazione per quella che è, si tratta di un atto di compassione.
Ricordiamo che allora le reazioni furono intense, empatiche e diffuse, la società restò colpita e reclamò la fine della repressione e delle guerre.
La tragica notizia della protesta di Aaron Bushnell è invece passata quasi sotto silenzio ed occultata dai nostri media. Una breve menzione, la più passeggera possibile. Non andavano comunicati né il contenuto delle sue parole né le forti emozioni provocate dalla sua protesta. I lettori dei quotidiani, gli ascoltatori di radio e tv non dovevano poter riflettere su quanto profondo fosse il significato del gesto del giovane militare americano che protestava per l'orrore della grave e totale complicità del suo Paese nel genocidio della popolazione palestinese a Gaza e in Cisgiordania. Sentiamo Aaron come Rachel ed altri come persone di grande valore, immerse nel mondo, che non si voltano dall' altra parte di fronte ad atroci ingiustizie e crimini di Stato, che confidano nell’umanità.
E sappiamo quanto il nostro governo sostiene il genocidio cercando di soffocare e punire le pacifiche proteste nelle nostre piazze.
Chiudiamo con la volontà espressa da Aaron nel suo testamento: “Se i palestinesi potessero riavere la loro terra e se gli uomini e le donne della terra fossero aperti a questa possibilità, mi piacerebbe che le mie ceneri fossero disperse in una Palestina libera”.


 

Adeguare le normative regionali in materia è una priorità anche per la possibile approvazione dell’autonomia differenziata delle Regioni.

24 febbraio 2024 – Giornata nazionale di mobilitazione nelle città italiane per il
CESSATE IL FUOCO IN PALESTINA ED IN UCRAINA
Fermiamo la criminale follia di tutte le guerre, la corsa al riarmo, la distruzione del Pianeta

Non si può uccidere un bambino o una bambina.
Non si possono uccidere tanti bambini tutti i giorni.

Pubblicato il bando per la selezione di 52.236 giovani tra i 18 e i 28 anni che intendono diventare operatori volontari in progetti di servizio civile universale in Italia e all'Estero, con un impegno di 25 ore settimanali ed una durata variabile dagli 8 ai 12 mesi.

30 capi di Chiese chiedono urgentemente al presidente Biden il cessate il fuoco

Caro presidente Biden, Noi, capi di Chiese, denominazioni e organizzazioni religiose negli Stati Uniti, restiamo profondamente addolorati per la violenza che dura ormai da più di un mese tra Hamas e Israele.

"Italia ripensaci" a Governo in Giornata contro le armi nucleari: “Servono passi concreti di disarmo, Italia partecipi a Conferenza del trattato TPNW”

Sei pronto/a a fare la differenza nelle vite di coloro che hanno bisogno? La comunità cristiana "La Compagnia del Vangelo" ti invita a unirti a noi in una missione di amore e solidarietà.

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.

La Campagna di Obiezione alla guerra sostiene concretamente gli obiettori di coscienza e i disertori russi, bielorussi e ucraini, nel loro diritto di ripudiare la guerra.

27 ottobre 2023: Custodire il creato costruendo la pace

Non stiamo per partire per Kiev né per Odessa, (dove siamo già stati diverse volte…) anche se le immagini di sangue ci angosciano e ci fanno sempre più vicini alle popolazioni che in quelle città subiscono gli effetti più assurdi della guerra e della violenza.

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato il 20 giugno, l’UNHCR, Agenzia ONU per i rifugiati, lancia il rapporto Global Trends, che presenta le principali tendenze statistiche e gli ultimi dati sulle migrazioni forzate nel mondo e presenta la campagna HOPE AWAY FROM HOME – Un mondo dove tutti i rifugiati siano inclusi.

Il 23 maggio 2023 una delegazione dell’associazione “Verso il Kurdistan odv” ha incontrato durante un viaggio a scopo umanitario in Iraq il Consiglio dell’Autonomia che amministra la regione di Șengal (in lingua curda), Sinjar (in lingua araba), da cui la delegazione era stata invitata.

Buone notizie dalla Lituania per l’obiettore bielorusso: Vitali da oggi è tornato in libertà, in attesa del ricorso.

Anche quest’anno il 2 giugno, Festa della Repubblica, sarà celebrata nella capitale con la parata militare e il sorvolo delle Frecce tricolori dell’Aeronautica militare.
La Costituzione afferma all’art. 1 che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, per aggiungere subito dopo “La sovranità appartiene al popolo”.

Celebriamo la Festa della Repubblica perché ci riconosciamo nei principi fondamentali della Costituzione: lavoro, diritti, uguaglianza e dignità sociale, cultura, ricerca, tutela dell’ambiente, ripudio della guerra.

I resoconti del dibattito pubblico e gli atti dei governi insistono su un solo tasto: proseguire la guerra in Ucraina fino alla sconfitta o alla vittoria dei contendenti. A tale scopo vanno inviate armi sempre più potenti sul fronte bellico.

Anche “Italia, ripensaci” presente in Giappone a sostegno dell’iniziativa. Il Forum dei parlamentari del G7 per l’eliminazione delle armi nucleari si terrà a Tokyo e Hiroshima dal 28 al 30 aprile 2023.

La guerra continua a dettare la linea politica delle cancellerie del nostro continente. Nessuna iniziativa diplomatica è messa in campo per far cessare il massacro. Da ogni mass media (con rare e lodevoli eccezioni) si sprigiona a cannoniere unificate l’idea che la guerra terminerà solo con altra guerra.

Qualifica Autore: responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo

Di questo 2 aprile 2023 la rete di movimenti e associazioni "Europe for Peace" invita a fare una giornata contro la guerra e per la nonviolenza, ed è giusto invito.

La strategia utilizzata dalla Ue e dagli Usa, in risposta all’inaccettabile invasione dell’Ucraina da parte della Russia, non sta fermando né la guerra né i massacri, ma sta mettendo in un angolo ogni iniziativa diplomatica e di dialogo.

Un incontro con il card. Matteo Zuppi

Ogni giorno in più della guerra senza fine in Ucraina apre anche allo scenario di una apocalisse nucleare come ci avverte il Comitato per la Scienza e la Sicurezza del Bulletin of the Atomic Scientists.

Annunciata la colletta nazionale in tutte le chiese a sostegno degli interventi Caritas.

L’Ong italiana, da anni operativa in nord est Siria, lancia una raccolta fondi per sostenere oltre 10.000 famiglie in stato di bisogno e denuncia: il terremoto colpisce aree che ancora soffrono le conseguenze degli attacchi turchi.

Oggi è il 352° giorno di guerra in Ucraina. Finora sono stati uccisi oltre 200.000 soldati e 50.000 civili. Le donne sono state stuprate, i bambini spaventati, un intero popolo traumatizzato.

L’organizzazione pacifista italiana "Un Ponte per" scrive una lettera aperta al conduttore della 73esima edizione di Sanremo, per chiedere che, oltre al Presidente ucraino Zelensky, sia dato spazio durante il Festival alla testimonianza degli obiettori di coscienza russi e ucraini.

Siamo determinate ancor di più a condurre una battaglia senza sconti per denunciare le “strutture di peccato” in cui si radica tale “caso”: un impianto di cui la Chiesa cattolica è artefice e protagonista.

Presentata la Controfinanziaria di Sbilanciamoci! È stata presentata il 21 dicembre la “Controfinanziaria” della Campagna Sbilanciamoci!, il Rapporto sulla Legge di Bilancio 2023.

L'Asgi - Associazione per gli Studi Giuridici per l'Immigrazione - lancia l'Appello: "Il Governo ritiri subito i Decreti che impediscono lo sbarco dei naufraghi nei nostri porti".

In questa Giornata della Nonviolenza, il MIR ha inviato il seguente appello al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri, per l'accoglienza e la protezione di obiettori di coscienza e disertori della guerra Russi, Bielorussi e Ucraini, appello che alcune organizzazioni per la pace hanno già inviato alle autorità Europee, con invito a tutti a firmare la petizione online della Campagna #ObjectWarCampaign
https://you.wemove.eu/campaigns/russia-bielorussia-ucraina-protezione-e-asilo-per-disertori-e-obiettori-di-coscienza-al-servizio-militare

Signor Presidente della Repubblica,

L'Italia è andata a votare, non ci sono state grandi sorprese: lo schieramento più scelto dalla popolazione è stato l'Astensionismo, con un grande 36%. Già solo questo dato è un fallimento per la politica istituzionale, perché dimostra chiaramente che le persone non si sentono né rappresentate né parte di questa democrazia.

Petizione a sostegno degli obiettori di coscienza e dei disertori di Russia, Bielorussia e Ucraina. In occasione della Giornata Internazionale della Pace, il 21 settembre, Connection e. V., International Fellowship of Reconciliation, Ufficio Europeo per l'Obiezione di Coscienza e War Resisters' International lanciano una Campagna di raccolta firme per i disertori e gli obiettori di coscienza di Russia, Bielorussia e Ucraina. 

La Campagna Mettiamoci in gioco chiede ai candidati alle elezioni politiche di sottoscrivere quattro punti contro i rischi del gioco d’azzardo.

Alle forze politiche che si candidano alle elezioni parlamentari del 25 settembre 2022

Le associazioni promotrici della Campagna Ministero della Pace – Una Scelta di Governo RIVOLGONO UN ACCORATO APPELLO alle forze politiche che si candidano alle elezioni del 25 settembre 2022 affinché si impegnino nel prossimo governo per l’istituzione del Ministero della Pace, per una nuova visione e un nuovo assetto dell’organizzazione ministeriale.

Un appello ad accelerare le procedure e sbloccare le risorse per accogliere i cittadini ucraini.

Appello per la ventunesima Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2022

"Disarmiamoci! Il nome del Dio in cui crediamo è PACE"

Proposta di Anpi, Arci, Movimento Europeo, Rete italiana Pace e Disarmo

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. (art.11 della Costituzione della Repubblica italiana). Siamo con la popolazione ucraina martoriata dalla guerra e vittima dell’aggressione russa.

Come se la pandemia non avesse evidenziato i fallimenti del mercato e la necessità di una radicale inversione di rotta, il governo Draghi accelera nell'approvazione del disegno di legge sulla concorrenza e il mercato, riforma messa in campo per poter accedere ai fondi europei del PNRR.

Sentiamo la necessità di organizzare una carovana di pace formata da europei, c’è la necessità di azioni importanti di testimonianza e partigianato pacifico contro la guerra.
Il prolungamento della guerra in Ucraina rischia di far diventare questo conflitto una polveriera internazionale.

A due anni dall'istituzione delle navi quarantena ci rivolgiamo al Governo affinché ponga fine al sistema delle navi quarantena e adotti procedure che garantiscano la sicurezza, il diritto di asilo, la libertà personale e un’accoglienza degna delle persone in arrivo sul territorio italiano.

"La guerra che verrà non è la prima.
Prima ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente faceva la fame.
Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente.”
Bertolt Brecht

All'Italia e all'Europa viene chiesta un'iniziativa di neutralità attiva per ridurre la tensione e favorire un accordo politico chiarendo in particolare l'indisponibilità a sostenere avventure militari.

La Campagna “Un’altra difesa è possibile” interviene nel dibattito per il Quirinale

La Fondazione Basso ha promosso un appello  (redatto da Lugi Ferrajoli, Gaetano Azzariti e Franco Ippolito), rivolto ai grandi elettori, sulla candidatura di Berlusconi alla Presidenza della Repubblica.

Negli ultimi giorni abbiamo letto informazioni del tutto infondate circa le ONG palestinesi audite dal Comitato Diritti Umani alla Camera riprese dal comunicato emesso dall'Ambasciata israeliana in Italia come reazione a tale iniziativa. Le accuse di "terrorismo" non sono circostanziate da prove sufficienti da parte israeliana, nonostante le ripetute critiche mosse da molti governi stranieri e la richiesta di ulteriori evidenze come pure richiesto da varie associazioni ed esponenti della società civile israeliana.

Nel nostro Paese si sta aprendo una nuova stagione di privatizzazioni nonostante il chiaro insegnamento della pandemia: solo un forte ruolo del pubblico riesce a garantire diritti fondamentali, a partire da quello alla salute. Evidentemente il governo Draghi preferisce trascurare questa lezione adoperandosi in vari modi per aprire il settore dei servizi pubblici locali al mercato.

“La cura del mondo mi riguarda”

Dio nascosto, eterno, immenso, misericordioso,
al di fuori del quale non c'è alcun altro Dio.

Messaggio al Presidente del Consiglio Mario Draghi in vista della COP15 e della COP26, in occasione della Festa di San Francesco Patrono d'Italia.

Pax Christi Italia sostiene la petizione “Pianeta Sano, Persone Sane” promossa dal Movimento Laudato Sì’, in occasione del Tempo del Creato 2021.

Dal 31 agosto 2021 è partita la Campagna Guantanamo e chiunque può firmare la lettera che invieremo al Presidente del Consiglio Mario Draghi. L'obiettivo è fare pressione sul governo italiano perché richieda al presidente USA Joe Biden la chiusura della prigione militare americana di Guantanamo, luogo di torture e di violazioni dei diritti umani, oltre che delle Convenzioni di Ginevra. Guantanamo si trova geograficamente nella base USA dell'isola di Cuba.

È dedicato alla Cura del mondo l’appello della XX Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico (www.ildialogo.org), un appuntamento ideato dopo l’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre 2001 da alcune persone impegnate da tempo nel dialogo.

Ricorrendo oggi il quarto anniversario della scomparsa di Ettore Masina, uomo di pace e costruttore di solidarietà, lo ricordiamo come un amico e un maestro indimenticabile.

L’immigrazione “sospesa” a Roma e nel Lazio. 

Nel 2020, complice l’emergenza sanitaria, si registra uno stato di “sospensione” dell’immigrazione nell’area romano-laziale. Diminuiscono i nuovi permessi per asilo e i minori stranieri non accompagnati. Per gli immigrati residenti, brusco rallentamento dei servizi sociali e sanitari.

La lobby nucleare mondiale, rappresentata da “Nuclear for Climate”, pericolosissima per la pace e gli equilibri naturali, esiziale per la stessa sopravvivenza umana, in vista della COP 26 di Glasgow, ha adottato una tattica subdola e astuta per rientrare in gioco e rilanciarsi: si propone, nel suo position paper (rinvenibile al link: https://www.euronuclear.org/news/cop26-position-paper-netzero-nuclear/), come alleata delle energie rinnovabili per il conseguimento dell’obiettivo della decarbonizzazione.

Vogliamo celebrare la Festa della Repubblica perché ci riconosciamo nei valori costituzionali. Noi cittadini, civili e disarmati per definizione, abbiamo il compito di difenderla, lo dice la Costituzione stessa, che ci affida questo "sacro dovere" (articolo 52). 

Carissimi fratelli vescovi,
il cammino sinodale, di cui la Conferenza episcopale ha nelle scorse settimane annunciato l’avvio e di cui discuterete nella vostra Assemblea generale del 24-27 maggio, ci pare una grande opportunità, un vero kairós, per rimettere in movimento una comunità ecclesiale che da tempo nel nostro paese vive una situazione di stanchezza e di fatica a comunicare la fede in un mondo in continuo mutamento.

Carissimi fratelli vescovi,

il cammino sinodale, di cui la Conferenza episcopale ha nelle scorse settimane annunciato l’avvio e di cui discuterete nella vostra Assemblea generale del 24-27 maggio, ci pare una grande opportunità, un vero kairós, per rimettere in movimento una comunità ecclesiale che da tempo nel nostro paese vive una situazione di stanchezza e di fatica a comunicare la fede in un mondo in continuo mutamento.

Sono arrivati questa mattina, 17 maggio, all’aeroporto di Fiumicino 40 profughi provenienti dall’isola greca di Lesbo.

Presa di posizione delle organizzazioni della società civile italiana dopo le forti pressioni del complesso militare-industriale per modificare le norme e ridurre i controlli. 

L’Italia ratifichi il Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari

Il 22 gennaio 2021, al termine dei 90 giorni previsti dopo la 50esima ratifica, il “Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari” è diventato giuridicamente vincolante per tutti i Paesi che l’hanno firmato.

Stiamo iniziando un tempo che i cristiani chiamano la Settimana Santa, con lo sguardo e il cuore rivolto al Crocifisso. Su quel Crocifisso, all’entrata del Vaticano, Papa Francesco ha fatto mettere il salvagente di un migrante morto nel Mediterraneo per “ricordare a tutti l’impegno inderogabile di salvare ogni vita umana, un dovere morale che unisce credenti e non credenti.”

Prosegue a Brescia l'iniziativa, promossa da associazioni movimenti e gruppi locali (tra i quali ACLI, Movimento Nonviolento, Pax Christi, OPAL, Missionari Comboniani, Missionari Saveriani, la rivista Missione Oggi, ADL Zavidovici, GIT di Banca Etica, ecc.) - alla quale hanno dato la propria adesione numerose numerose parrocchie, Unità pastorali e congregazioni religiose, oltre ad associazioni e gruppi (Movimento dei Focolari, gli Scout, la CCDC, le Fiamme Verdi, l'Anpi ecc.) - ed esponenti del mondo accademico e culturale bresciano nonché centinaia di cittadini, per chiedere al Governo italiano la sottoscrizione del Trattato ONU per la messa al bando delle armi nucleari.

Da 200 associazioni nazionali e locali lettera aperta a Governo, Parlamento e Commissione Europea su grandi opere e Valutazione di Impatto Ambientale.
La tutela di salute, clima, biodiversità e paesaggio passi per valutazioni ambientali di piani e progetti svolte con rigore, trasparenza e partecipazione: ecco le nostre proposte.

In questi giorni accompagniamo con il pensiero e la preghiera papa Francesco, nel suo viaggio in Iraq, il primo dopo 15 mesi a causa del Covid 19. 

Appello congiunto MIR-Pax Christi-SOS Diritti al neo ministro dell’istruzione: educare alla Pace e alla Nonviolenza

Siamo le attiviste e gli attivisti della campagna "NO CCS - Il futuro non si sTocca", promossa da numerose realtà dell'universo ecologista che contestano la proposta di Eni di costruire il più grande impianto per la cattura e stoccaggio di anidride carbonica (CCS) a Ravenna.

 

24 maggio 2020 – Giornata europea dei parchi
Rilanciamo la raccolta firme sulla Petizione popolare alla Regione Calabria
Per l'istituzione del Parco naturale dei Valloni del Poro (tra Capo Vaticano, Tropea e Vibo Valentia)

“È in corso una vera e propria caccia al siriano” afferma Capannini, Responsabile Progetto Libano.

Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. “Ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio, nato da donna.” Sono le parole di uno dei passaggi più importanti dell’Omelia di Papa Francesco pronunciata alla Santa Messa lo scorso 1 gennaio, Giornata Mondiale della Pace.

Comunità Papa Giovanni XXIII: "Facciamo appello al Presidente del Consiglio, al Governo e al Parlamento perché non si taglino le gambe al Servizio Civile Universale e soprattutto ai giovani.

In 8 mesi 77 migranti vittime del Decreto sicurezza accolti grazie al fondo di solidarietà istituito da Caritas ambrosiana.

Abbiamo letto, recepito, fatto nostro, l’appello delle donne che stanno resistendo all'invasione del governo turco in Rojava, Amministrazione Autonoma del Nord Est della Siria.

 

Inizia la Settimana di appuntamenti internazionali a favore del Disarmo voluta dalle Nazioni Unite. Da New York la chiara indicazione della società civile internazionale: senza una riduzione della diffusione degli armamenti, una messa al bando dei sistemi d’arma più pericolosi e uno spostamento di risorse dalle spese militari non saremo in grado di raggiungere gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile e affrontare l’emergenza climatica.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte

 

Nella giornata che ricorda la scelta di coraggio di Stanislav Petrov, Rete Italiana per il Disarmo e Senzatomica (membri italiani della Campagna ICAN vincitrice del premio Nobel per la Pace 2017) scrivono a Deputati e Senatori per chiedere iniziative che portino l’Italia ad aderire al Trattato di proibizione delle armi nucleari.

Il governo riconosca, insieme a quella climatica, l’emergenza nucleare: aderisca, per cominciare, al trattato di proibizione delle armi nucleari. 

Forte preoccupazione per le notizie che giungono dalle aree controllate dalle forze curde. La Turchia è uno dei principali clienti dell’industria bellica italiana: nel 2018 autorizzati 360 milioni di euro di vendite.

Dopo le rivelazioni di stampa secondo cui il Presidente Conte avrebbe confermato agli USA l’acquisto di tutti gli aerei, la mobilitazione contro i cacciabombardieri del programma Joint Strike Fighter chiede a Governo e Parlamento di non cedere alle pressioni statunitensi.

Caro papa Francesco,
lo sai bene visto che ci chiedi sempre di pregare per te. C’è chi vuole screditarti. Chi vuole zittirti. Chi vuole eliminarti. Chi ti vuole morto. Il problema non è criticarti visto che chiedi un linguaggio libero, anche a te contrario. Il problema non è la critica ma lo scatenarsi di una nuova inquisizione incalzante e cattiva. E’ l'attacco ossessivo. La polemica compulsiva. La condanna predeterminata.

Inclusiva, lungimirante, sostenibile. Ecco l’Europa che vogliamo.

Appello per la diciassettesima giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2018

Carissimi,
sono P. Domenico De Martino, missionario della Comunità Missionaria di Villaregia, un’opera della Chiesa Cattolica presente in Italia che ha diverse case in paesi in via di sviluppo tra America Latina e Africa. Un anno fa prima di partire per la missione in Burkina Faso dove mi trovo attualmente, svolgevo il mio servizio missionario nella provincia di Brescia a servizio dei dimenticati e degli ultimi della società e fu li che sentii parlare della vostra associazione e del vostro servizio, restandone edificato.

Forse anche la pace è terrorismo?

La Francia ha una grande responsabilità nella mancata decolonizzazione del Sahara Occidentale. 

Abbiamo aderito con tante altre Associazioni all’appello “Cessate il fuoco! Fermiamo le guerre in Medio Oriente”. Condividiamo la lettura della realtà partendo dalle troppe vittime di guerra, le uccise, le ferite, le esuli, senza cadere nella trappola e dividerci nelle analisi con le nostre simpatie per i vari attori locali e internazionali contrapposti in campo.

Sono in fase di sviluppo negli Stati Uniti – documenta la U.S. Air Force – le bombe nucleari B61-12, destinate a sostituire dal 2020 le attuali B61 installate dagli Usa in Italia e altri Paesi europei.
La B61-12 – documenta la Federazione degli scienziati americani (Fas) – non è solo una versione ammodernata della B61, ma una nuova arma nucleare: ha una testata nucleare a quattro opzioni di potenza selezionabili, con una potenza media pari a quella di quattro bombe di Hiroshima; un sistema di guida che permette di sganciarla a distanza dall’obiettivo; la capacità di penetrare nel terreno per distruggere i bunker dei centri di comando in un attacco nucleare di sorpresa.

Abbiamo un sogno: l’abolizione dell’ergastolo in Italia

L’Associazione Liberarsi onlus, che ha sempre sostenuto la Campagna contro il carcere a vita, sta organizzando un giorno di digiuno nazionale per domenica 10 dicembre 2017 (Anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani) contro la pena dell’ergastolo.

APPELLO DEL COMITATO NO GUERRA NO NATO

Sono in fase di sviluppo negli Stati Uniti – documenta la U.S. Air Force – le bombe nucleari B61-12, destinate a sostituire dal 2020 le attuali B61 installate dagli Usa in Italia e altri Paesi europei.

Il 2 giugno è tradizionalmente anche la festa delle Forze armate. Nutriamo il massimo rispetto per il loro ruolo e per il sacrificio dei suoi uomini che spesso comporta, ma specialmente in tempi di guerre dilaganti, di migrazioni bibliche che queste producono e di conflitti sociali generati ovunque anche nei nostri territori ci pare necessario più che mai ricordare i valori attualissimi cui si ispira la Costituzione repubblicana, tuttaltro che scontati.

A Roma la “Festa della Repubblica che ripudia la guerra”: il 2 giugno “l'altra-parata” vedrà sfilare la società civile per rendere omaggio a chi salva vite umane in mare e costruisce pace.

Si terranno presso la sede dell’ONU a New York dal 15 giugno al 7 luglio 2017 i nuovi negoziati sulla bozza del Trattato per il bando delle armi nucleari presentata il 22 maggio scorso alle Nazioni Unite a Ginevra. Il Trattato – che renderebbe illegale sviluppare, produrre, utilizzare o sperimentare armi nucleari – è sostenuto da una grande maggioranza dei governi, ma osteggiato dagli Stati che dispongono di armi nucleari e da alcuni dei loro alleati. Circa 40 Paesi – tra cui gli Stati Uniti, la Russia, il Regno Unito, la Francia, la Corea del Sud e il Giappone – non hanno infatti partecipato ai negoziati e si sono opposti attivamente al Trattato, che sta invece raccogliendo un ampio sostegno.


Mosaico di pace, rivista promossa da Pax Christi Italia e fondata da don Tonino Bello, si mantiene in vita solo grazie agli abbonamenti e alle donazioni.
Se non sei abbonato, ti invitiamo a valutare una delle nostre proposte:
https://www.mosaicodipace.it/index.php/abbonamenti
e, in ogni caso, ogni piccola donazione è un respiro in più per il nostro lavoro:
https://www.mosaicodipace.it/index.php/altri-acquisti-e-donazioni