L’organizzazione pacifista italiana "Un Ponte per" scrive una lettera aperta al conduttore della 73esima edizione di Sanremo, per chiedere che, oltre al Presidente ucraino Zelensky, sia dato spazio durante il Festival alla testimonianza degli obiettori di coscienza russi e ucraini.

Invitate al Festival di Sanremo gli obiettori di coscienza russi e ucraini”: è quanto scrivono Alfio Nicotra e Angelica Romano, co-Presidenti dell’organizzazione italiana Un Ponte Per, in una lettera aperta indirizzata ad Amadeus, conduttore del Festival di Sanremo.
“Abbiamo appreso con favore - scrivono i due Co-presidenti di Un Ponte Per, Alfio Nicotra e Angelica Romano - che nelle giornate del Festival di Sanremo si darà spazio alla terribile guerra in corso scatenata dall’invasione da parte della Federazione Russa del territorio ucraino e che sta mietendo, da quasi un anno, decine di migliaia di vittime”.
“Non è questa la sede - precisano Nicotra e Romano - per entrare nel merito dell’opportunità o meno di dare spazio, in una manifestazione televisiva seguita in tutto il mondo, al Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. Ci limitiamo a constatare che Zelensky gode già di una copertura mediatica senza precedenti. Al contrario ci sembra che la testimonianza, espressa a rischio della vita e della propria libertà, di migliaia di obiettori di coscienza ucraini e russi, sia stata completamente ignorata dalla TV pubblica e dal sistema mass mediatico italiano ed europeo”.
"Dopo aver attraversato più volte il territorio martoriato dell’Ucraina con aiuti umanitari e carovane pacifiste, Un Ponte Per ha lanciato una campagna a sostegno dei Costruttori di Pace, delle organizzazioni degli obiettori e dei movimenti pacifisti di entrambi i paesi, per coprire le spese legali dei processi", proseguono i due co-Presidenti, sottolineando quindi l’importanza di dare spazio a voci come quelle dell’obiettore russo Alexander Belik, o degli ucraini Vitaliy Vasyliovych Alekseienko e Andrii Kucher, che “nel delirio dell’isteria nazionalista scelgono di anteporre alla logica barbara delle armi il ripudio della guerra”.
“Si tratta di ragazzi giovanissimi che rischiano la vita e la libertà, condannati da tribunali speciali per il proprio coraggio” scrivo ancora Nicotra e Romano, che chiedono al conduttore del Festival di invitare gli obiettori russi e ucraini o comunque di dare loro voce e visibilità.
“Caro Amadeus - concludono - hai scelto come co-conduttore delle tue serate una persona come Gianni Morandi che ebbe il coraggio di cantare una canzone contro la guerra in Vietnam: “C’era un ragazzo che come me”. Quel ragazzo, quei ragazzi, ci sono anche oggi. Sono gli obiettori di coscienza russi e ucraini. Invitateli al Festival, dategli voce”.

Qui il testo completo della lettera aperta.

Per informazioni e interviste: Ufficio Stampa Un Ponte PerUn Ponte Per, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -
3396641600


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