Sabato 15 ottobre p.v. nell’ambito dell’iniziativa “24 h-non stop-per Julian Assange” anche a Reggio Emilia sono previsti eventi per supportare la causa di Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, che dal 2019 è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza londinese pur non essendo accusato di nulla.

Il movimento “Free Assange Reggio Emilia” ha previsto in mattinata un sit-in, in Piazza Fontanesi, dalle 10.00 alle 13.00, per distribuire materiale informativo e sensibilizzare le persone sulla vicenda legale di Assange.
La serata sarà invece dedicata alla proiezione del film documentario in esclusiva “Julian Assange Il prezzo della verità”( una produzione francese del 2021). Il Centro Sociale “I Boschi” di Puianello sarà il luogo dove verrà realizzato l’evento che inizierà alle 20.15. La proiezione del film sarà preceduta dall’introduzione curata da due esperti e si concluderà con un dibattito col pubblico.

Il filo conduttore di questa giornata, che legherà tutte le variegate iniziative organizzate in diverse città italiane e del mondo è la rivendicazione dell’unico giusto epilogo di questa vicenda: la liberazione di Assange, la cui colpa, lo ricordiamo, è quella di aver pubblicato documenti top secret provenienti da organi istituzionali degli USA, tra cui le prove dei crimini di guerra commessi dall’esercito americano in Iraq e in Afghanistan.
Pubblicazioni che erano state fatte in collaborazione con alcune delle più importanti testate giornalistiche mondiali, le quali però non devono rispondere a nessuna accusa, mentre su Assange pendono 18 capi d’imputazione mossi dal governo USA, tra i quali cospirazione e violazione della legge sullo spionaggio. In pratica lo si vuole punire col carcere a vita mettendo sullo stesso piano la pubblicazione di informazioni di evidente interesse pubblico -peraltro mai smentite- e lo
spionaggio.
Questa vicenda non riguarda solo Assange, ma tutti noi: i professionisti dell’informazione e le voci libere che con lui possono essere messe a tacere e tutti i cittadini e le cittadine il cui diritto alla conoscenza e alla verità potrebbe essere calpestato.
Julian Assange è un uomo e un giornalista che crede in valori quali l’onestà e l’etica professionale, simbolo di un mondo nuovo e migliore dove l’ingiustizia va condannata e i diritti umani difesi.
Perciò dobbiamo impedirne l’estradizione in USA, che equivarrebbe a una condanna a morte!
In questi ultimi mesi si sono moltiplicate le iniziative a sostegno di Assange in vari Paesi, sono stati lanciati appelli per la sua liberazione da personalità autorevoli del mondo della cultura, così come dalla Federazione Internazionale della Stampa, da Amnesty International e dall’ONU.
Lo scorso 8 ottobre si è realizzata una lunghissima catena umana attorno alla sede del Parlamento britannico, che ha visto la partecipazione di molta gente comune, con rappresentanze italiane, francesi, tedesche e australiane, che ha risposto all’appello dei familiari di Assange.
Dobbiamo usare tutti gli strumenti a disposizione per far conoscere il suo caso e i media in particolare, fin qui troppo silenti, dovrebbero tenervi i riflettori puntati, perché il mancato supporto aumenta per lui il pericolo. E se Assange dovesse perdere la battaglia questo significherebbe la fine per lui ma infliggerebbe un duro colpo anche alla libertà di stampa, al nostro diritto di conoscere e alla nostra stessa libertà.

 


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