Potrebbe migliorare la qualità della vita dei pazienti, anche gravi, e produrre risparmi nella spesa sanitaria. Il 27 e 28 gennaio si è tenuto a Roma il convegno per celebrare i 50 anni de Lo Spazio Psicoanalitico, fondato da Paolo Perrotti in collaborazione con Cesare Musatti e Adriano Ossicini.

La psicoanalisi continua ad attrarre un pubblico ampio, non solo di addetti ai lavori. Ieri e oggi, a Roma, sono state in media – tra presenza fisica e online – 120 le persone che hanno partecipato al convegno “50 anni de ‘Lo Spazio Psicoanalitico’. Psicoanalisi tra arte, scienza e società”, un dato a cui vanno dunque aggiunte diverse persone che hanno seguito solo una parte dell’evento, che si è tenuto alla Sala della Protomoteca in Campidoglio.
Lo Spazio Psicoanalitico, il centro fondato nel 1972 da Paolo Perrotti, in stretta collaborazione con Cesare Musatti e Adriano Ossicini, si caratterizza proprio per l’attenzione alla realtà sociale e per la costruzione di relazioni con la comunità locale, coinvolgendo i cittadini anche in attività culturali e sociali, fuori dalla classica relazione terapeutica, come avviene nei sei Laboratori Psicoanalitici attivi a Roma in altrettanti quartieri della città.
Daniela Zampa, presidente de Lo Spazio Psicoanalitico, nel suo intervento centrato sui gruppi di psicoterapia in una comunità residenziale che ospita anche pazienti psichiatrici con patologie di particolare gravità, ha sottolineato l’importanza di utilizzare lo strumento psicoanalitico all’interno dei servizi pubblici per sostenere le persone con patologie anche gravi, come le diverse forme di psicosi. Dopo la diffusione delle terapie di gruppo di stampo psicoanalitico negli anni Ottanta, da qualche tempo la psicoanalisi sta scomparendo da tali servizi, lasciando posto a interventi che seguono protocolli apparentemente più adattabili ai sistemi di controllo dei tempi e della spesa imposti dal Sistema sanitario nazionale.
Per Zampa è necessario che gli psicoanalisti che operano nelle istituzioni si adoperino per dimostrare che la psicoanalisi è in grado di produrre miglioramenti sui sintomi e nelle relazioni dei pazienti, accrescendo la qualità della loro vita e determinando anche un risparmio in spesa sanitaria. È quello che proveranno a fare anche i numerosi psicoanalisti formatisi presso Lo Spazio Psicoanalitico che sono entrati o entreranno a breve nei servizi pubblici. Lo Spazio Psicoanalitico è stato uno dei primi centri in Italia ad attivare gruppi terapeutici a orientamento psicoanalitico.
Al convegno - che ha visto la partecipazione di un gran numero di relatori, toccando anche temi come le neuroscienze, l’arte, la rivoluzione digitale – è intervenuta anche Diana Armento in rappresentanza di Claudia Pratesi, assessora alla Scuola, formazione e lavoro di Roma Capitale. Armento ha notato che tanti ragazzi, dopo l’insorgere della pandemia, hanno rivendicato il diritto alla salute mentale, ponendola come questione sociale. Una domanda che gli amministratori sono stati costretti a trasformare in questione politica. Per Armento Lo Spazio Psicoanalitico, mettendo al centro la salute mentale e psichica, ha prodotto tanti spunti per poter progettare quelle politiche nuove che la pandemia richiede urgentemente.
L’elaborazione di analisi e proposte sui problemi sociali che riguardano la vita delle persone, insieme alle attività di formazione per psicoterapeuti - Lo Spazio Psicoanalitico ha costituito una delle prime scuole di formazione in psicoterapia psicoanalitica riconosciute dal ministero – e alle riflessioni sull’intersezione tra psicoanalisi e arte, costituiscono le attività principali di questo centro che vuole continuare ad essere un luogo peculiare per l’incontro tra psicoanalisti e cittadini interessati al benessere della comunità.

Info: https://www.lospaziopsicoanalitico.it/wp-content/uploads/2023/01/programma_completo.pdf
Mariano Bottaccio, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – cell. 327 1817390


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