27a VIA CRUCIS, domenica 6 aprile 2025
Ci apprestiamo a riproporre il cammino della Via Crucis in questo 2025, Anno Santo il cui tema “Pellegrini della speranza” la invoca in un momento in cui c'è tanta sofferenza per l'impatto delle guerre, delle povertà, dei cambiamenti climatici.
E il nostro cammino ritorna davanti alla Base Usaf di Aviano, emblema drammatico dell’insensatezza, della follia, della scelleratezza di ogni guerra; dell’aumento della fabbricazione e della vendita delle armi; della tragedia delle vittime, delle distruzioni.
Dopo tanti anni di interventi e di appelli, scegliamo la modalità del silenzio come mezzo di riflessione e di preghiera (nelle pluralità delle forme e dei modi propri di ciascuno); proponiamo un cammino corale silenzioso, che riflette una necessità fisiologica e spirituale in questo strepito di messaggi, parole e vicende terribili, verso i quali presentiamo i segni che da sempre ci accompagnano e ispirano: la bandiera della Pace, il Vangelo, la nostra Costituzione. Come ha detto papa Francesco: “Sentite tutta l’importanza delle parole… C’è un grande bisogno di riflessione, di pacatezza, di senso della complessità.”
Per questo la 27ª Via Crucis riprende
• la potente narrazione evangelica dell’agonia di Gesù (Mc 14, 32-42) nel segnare l’avvio dall’ex Ovvio di Roveredo
• l’accorata invocazione di Gesù a Nazareth (Lc, 4, 16-30) per la sosta e il passaggio di una simbolica Porta Santa di fronte alla Base Usaf
• la drammatica Passione di Gesù (Mc, 15) quanto mai profetica e attuale per l’arrivo nel Duomo di Aviano
Il messaggio di Gesù di Nazareth è di straordinaria umanità e può essere condiviso da tante persone che non vivono una fede religiosa esplicita, ma di fatto con il loro modo di vivere seguono il Vangelo; ci sollecita ad assumere le nostre responsabilità personali e comunitarie, sociali, culturali, politiche, ecclesiali.
Proprio in questi giorni si parla di ReArm Europe, una proposta da 800 miliardi “insensata, sbagliata e irresponsabile” già dalle premesse che porterà a conseguenze dolorose; questo preoccupa tanti cittadini che si aspettano dai parlamentari europei, speriamo tanti nelle diverse comunità politiche, la capacità di uscire da questo pensiero bellico dilagante.
Inoltre Pordenone sarà la capitale italiana della Cultura nel 2027: operiamo perché ci arrivi con un percorso che scelga la Pace per questo territorio e per tutta l’umanità.
Dice ancora Francesco: “La guerra appare ancora più assurda… Dobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terra.”
E allora camminiamo per testimoniare nonviolenza attiva e verità dell’amore e della fratellanza, per l’impegno che ogni giorno sia ripreso, approfondito, rilanciato con il rinnovo personale e comunitario della disponibilità e dell'impegno per la vita, nelle sue diverse presenze ed espressioni.
Vi invitiamo a camminare insieme.