Il Movimento Internazionale della Riconciliazione, storica organizzazione per la pace e la nonviolenza, sostenitrice del diritto all’obiezione di coscienza e dell’educazione alla pace, esprime disapprovazione e preoccupazione per la decisione di Rai 2 di trasmettere il docu-reality “La Caserma” incentrato sulla partecipazione volontaria di giovani a un addestramento militare in una caserma.

Già a ottobre 2020, col lancio della Campagna nazionale “Scuole Smilitarizzate”, il Mir, insieme a Pax Christi e altre organizzazioni ha messo l’accento sulla pericolosa tendenza a militarizzare la società, moltiplicando iniziative di autopromozione e propaganda delle forze armate verso le istituzioni scolastiche italiane. Questa Campagna, oltre a contrastare la presenza inopportuna di militari nelle scuole e di studenti nelle strutture militari, ha lo scopo di promuovere nuove esperienze di educazione alla pace e alla trasformazione nonviolenta dei conflitti.
La proposta del programma “La Caserma”, sembra assecondare invece il tentativo dell’istituzione militare di accreditarsi come agenzia educativa e formativa dei giovani. Riteniamo invece che tale messaggio, oltre a risultare retorico e lontano dalla realtà vera della ‘generazione Z’ cui si rivolge, dia una immagine mascherata della “cultura di guerra” e di ciò che da essa ne deriva. “Giocare” alla guerra è una mancanza di rispetto per i popoli che la stanno subendo, le centinaia di migliaia di bambini, donne e uomini che nello stesso istante che la trasmissione va in onda, soffrono e muoiono, proprio per la sempre più crescente cultura di odio e di violenza che nel mondo si diffonde. La guerra non è un gioco, né uno show. E, come diceva don Milani, “l’obbedienza non è più una virtù”, se incita alla violenza.
Nel dissentire da questa scelta dell’emittente pubblica, il MIR invita i giovani a manifestare la loro obiezione verso questa serie televisiva e verso trasmissioni che incitano alla violenza. Invita altresì la Rai ad approfondire e diffondere la conoscenza sulle tecniche di trasformazione nonviolenta dei conflitti, da quelli interpersonali a quelli internazionali, e più nello specifico, sulla difesa civile, non armata e nonviolenta, la cui proposta di legge è in attesa di discussione in Parlamento.
L’ambito militare riguarda l’uso della forza armata, la preparazione della guerra e la sua conduzione. Noi, così come recita l’articolo 11 della Costituzione, ripudiamo la guerra e lavoriamo per costruire una Cultura di Pace e Nonviolenza.

19 febbraio 2021
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