24 anni fa le campane di tutto il mondo annunciavano una grande vittoria per l’umanità. 

Si celebra il 1 marzo l’anniversario dell’entrata in vigore del Trattato di messa al bando delle mine antipersona, conosciuto anche come Convenzione di Ottawa, avvenuta in seguito alla ratifica del Trattato da parte di 40 Stati, il 1° marzo 1999, per porre fine agli effetti indiscriminati e disumani di queste armi che oltre a provocare la morte e atroci sofferenze a chi sopravvive, impediscono il ritorno in sicurezza dei profughi verso le loro case, sottraggono campi, pozzi e infrastrutture, rendendo difficile la ricostruzione e impedendo lo sviluppo anche dopo il conflitto.
24 anni fa in tutto il mondo il suono delle campane suonate a festa celebrò l’importante momento storico e quanto questo significasse in termini di protezione di vite umane.
Il Trattato di messa al bando delle mine (1997) costituisce la cornice legale internazionale di riferimento per impedire l’uso, la produzione, il commercio e lo stoccaggio di mine antipersona. Rappresenta uno dei trattati sul disarmo umanitario con più adesioni, l’80% dei Paesi ha infatti aderito (164 stati).

“Quest’anno celebriamo non solo il 24° anniversario dell’entrata in vigore del Trattato di Ottawa, strumento fondamentale del disarmo umanitario, ma anche il 30° anniversario della Campagna Italiana contro le mine, anni in cui ci siamo impegnati affinché il nostro paese riuscisse a compiere un percorso di trasformazione che da produttore di mine (uno dei maggiori) lo portasse ad essere una realtà impegnata, apprezzata e riconosciuta nell’ambito della Mine Action” dichiara Santina Bianchini Presidente della CICM “ quanto fin qui raggiunto non è per noi solo motivo di celebrazione, ma rappresenta la base solida su cui costruire le azioni per il futuro, per fare ancora di più e per riuscire a fare meglio. Abbiamo una guerra in Europa in cui si sta facendo un ampio uso sia di mine che di munizioni cluster questo, come gli altri conflitti in corso, ci rimandano l’importanza di lavorare per l’universalizzazione delle due Convenzioni di messa al bando sia di mine (Convenzione di Ottawa) sia delle Munizioni Cluster (Convenzione sulle Munizioni Cluster) e supportare la loro implementazione e l’adempimento degli obblighi che contengono da parte degli Stati Parte” conclude Bianchini.

Ad oggi, i Paesi inquinati da mine antipersona sono 60. Di questi 33 sono Stati Parte alla Convenzione di Ottawa, 22 sono invece Stati che non hanno ancora aderito alla Convenzione ed altre 5 aree. Inoltre, ci sono 7 Stati Parte che devono fornire informazioni circa il sospetto o la verificata contaminazione da parte di mine improvvisate: Burkina Faso, Cameroon, Filippine, Mali, Repubblica Centroafricana, Tunisia, e Venezuela.
“Rinnoviamo fermamente la nostra condanna verso l’uso di mine e munizioni cluster, armi proibite a livello internazionale per il loro devastante impatto sulla vita delle popolazioni civili, in qualunque circostanza e da parte di qualunque attore e lo facciamo non solo con riferimento al conflitto in Ucraina, ma ricordando anche gli altri paesi in cui è stato registrato l’uso di questi semi di morte come il Myanmar o quelli in cui gruppi armati non statali hanno impiegato mine artigianali”, dichiara Giuseppe Schiavello direttore di CICM, “In particolare chiediamo all’Ucraina – essendo già parte della Convenzione di messa al bando delle mine - di aderire alla Convenzione di Oslo e alla Russia di aderire ad entrambe e di iniziare da subito a rispettarne gli obblighi ed auspichiamo che in Ucraina la guerra smetta di essere l’unico strumento di confronto e che si verifichino presto le condizioni necessarie per promuovere forme di negoziazione diplomatiche” conclude Schiavello.

 Il Trattato è stato adottato il 18 settembre 1997. L’Italia lo ha firmato il 3 dicembre 1997 e ha ratificato il 23 aprile 1999.

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