Benvenute e benvenuti!
Quest’assemblea è il punto di arrivo di un percorso iniziato nel 2021, quando Noi siamo Chiesa propose ad alcune sigle ritenute affini di partecipare insieme all’annunciato Sinodo della Chiesa italiana, offrendo le proposte di rinnovamento maturate dall’area progressista del cattolicesimo italiano, un’area non piccolissima e assai vivace, ma frammentata e in genere poco rappresentata negli spazi ecclesiali istituzionali.

In poche settimane se ne aggregarono una trentina, che è utile nominare una per una: Adista, Associazione comunità Emmaus, Cammini di speranza, Centro italiano femminile-Lombardia, Centro interconfessionale per la pace-Cipax, Comunità cristiane di base, Comunità di via Germanasca-Torino, Coordinamento 9 marzo-Milano, Coordinamento teologhe italiane, Costituzione, Concilio e cittadianza-C3dem, Decapoli, Donne per la Chiesa, Fraternità Arché, Il faro, Il foglio-Torino, Il gibbo, La tenda di Gionata, Noi siamo il cambiamento, Ordine della sororità, Pax Christi, Per una Chiesa diversa, Ponti da costruire-Napoli, Pretioperai, Pro civitate christiana, Progetto adulti cristiani lgbt, Progetto giovani cristiani lgbt, 3VolteGenitori, Viandanti.
Si scelse allora di dar vita a una rete informale e non a un “coordinamento di gruppi”, privilegiando la comunicazione orizzontale (da tutte/i verso tutte/i), riunioni online strutturate in modo da permettere a tutte le componenti di esprimersi e lasciando libera ciascuna sigla di condividere o meno le singole iniziative proposte nella rete come pure di realizzarne altre da sola o con altri soggetti esterni ad essa. Nessuno e nessuna doveva sentirsi "costretto/a" a fare cose che non voleva né temere di "andare a rimorchio" di altri/e. A partire da storie ed esperienze diverse (pur in una sintonia di fondo), si è dunque iniziato un esercizio reale di sinodalità, ascoltandosi, cercando sintesi che valorizzassero la sensibilità di tutte e tutti e fossero al contempo coraggiose, mantenendo come orizzonte la costruzione di una Chiesa il più possibile fedele al messaggio di Gesù.

Un lavoro comune
Comune era la convinzione che il Sinodo dovesse servire alla Chiesa per ripensare la propria presenza evangelizzatrice nell’Italia di oggi e domani. Ciò implicava interrogarsi su come i credenti vivono la fede insieme (comunità cristiana e ministeri) e su come la Chiesa può svolgere un servizio significativo per la nostra società. Per farlo, il Sinodo avrebbe dovuto seguire il metodo più aperto, inclusivo, trasparente e democratico possibile, coinvolgendo anche persone e gruppi critici, come peraltro chiesto dallo stesso Papa. E affrontare i temi che oggi approfondiremo nei nostri tavoli: l’organizzazione delle comunità cristiane, i processi decisionali nella Chiesa, la centralità della Parola nella vita della Chiesa e nella pastorale, i ministeri ecclesiali, il ruolo delle donne, la visione della sessualità e la presenza delle persone lgbt+, il rinnovamento delle modalità celebrative, gli abusi di potere, coscienza e sessuali sulle persone vulnerabili, la trasparenza delle finanze e la gestione dei beni ecclesiastici, la centralità di ultimi e ultime nella vita ecclesiale, il pluralismo religioso, la presenza delle comunità immigrate, il rapporto con la politica, la laicità dello Stato, l’impegno per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato, il dialogo ecumenico e interreligioso.
Questi contenuti sono stati richiamati in due lettere aperte inviate alla Conferenza episcopale e singolarmente a tutti i vescovi italiani nel maggio e in ottobre del 2021.
Iniziata poi la fase “narrativa” del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, nella rete sono stati attivati tre “cantieri” - su Partecipazione delle minoranze sessuali alla comunità ecclesiale e diritto di cittadinanza nella Chiesa dei loro amori, Ecumenismo e dialogo interreligioso, e Autorità e partecipazione dei fedeli, soprattutto delle donne, nella Chiesa - organizzati sulla base della libera aggregazione attorno a un lavoro sviluppato dall’inizio alla fine in piena autonomia e responsabilità secondo le forme e gli strumenti di volta in volta scelti (discussioni, tavole rotonde, produzione di video, presentazione di testimonianze, ecc.), col solo vincolo di consentire la partecipazione di tutti e tutte nel momento di definire un orientamento e proposte comuni. Tale “sinodalità praticata” si è tradotta in tre documenti inviati alla Segreteria della Cei e a tutti i vescovi tra febbraio (“Sofferenze e speranze che vivono nella Chiesa e nella società le persone lgbt+”) e aprile 2022 (“Lena la balena. Una Chiesa di sconfinamenti…” e ”Mai lei gli replicò”).
Nel 2023 sono partiti tre nuovi cantieri su Pace, giustizia e salvaguardia del creato, Celebrazione eucaristica e Ministeri e ministerialità. Tra maggio e giugno i primi due hanno pubblicato i testi “Uscire dal sistema di guerra” ed “Emmaus, dell’eucarestia che è celebrazione della Vita donata”, mentre il terzo ha prodotto una clip di 25 minuti. Il tutto è stato fatto pervenire all’episcopato e al Comitato nazionale del cammino sinodale. Per la fase “sapienziale”, nell’aprile 2024 la rete ha spedito alla Cei e ai vescovi il documento “Come ad esempio”, che approfondiva alcune priorità per la Chiesa italiana.
Nel frattempo, nel febbraio 2023, abbiamo inviato una lettera di solidarietà alla presidenza del Cammino sinodale della Chiesa tedesca, ricevendone un caloroso ringraziamento; l’11 febbraio 2024, in occasione del 93° anniversario dei Patti Lateranesi, al Cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e al Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, la lettera aperta “Uscire dal sistema dei cappellani militari. Cappellani sì, militari no”; e nel giugno 2024 la Lettera a fratelli e sorelle lgbt “Vi chiediamo perdono”, in seguito ad alcune infelici parole di papa Francesco. Allo stesso tempo abbiamo tenuto nel novembre del 2022 e nel febbraio del 2023 due serrati incontri online, prima con Valentino Bulgarelli, Segretario del Comitato nazionale del Cammino sinodale, poi col suo presidente, Erio Castellucci, entrambi invitati a quest’assemblea, ma impossibilitati a partecipare per precedenti impegni.

Un’assemblea promossa dalla rete sinodale, ma aperta a tutte e tutti
È questo percorso, questo lavoro, fatto insieme, che ci ha portato qui oggi, “Costruendo insieme la Chiesa sinodale”, non a caso ad Assisi, per un'esperienza di confronto, ma anche conviviale, che finalmente ci dà l’occasione di incontrarci di persona. Questa assemblea ci permette anche di dare visibilità alla nostra area ecclesiale e far conoscere i cammini fatti finora, di consolidare le relazioni tra le nostre sigle e tesserne con altri soggetti, di rafforzare la convergenza tra i nostri gruppi attraverso l’elaborazione di testi di consenso tra noi su molti argomenti, al di là dei temi specifici per cui le nostre singole sigle si mobilitano, di rilanciare operativamente le proposte maturate in questi anni ed elaborarne di nuove nei tavoli tematici, di incidere sulla seconda e conclusiva assemblea sinodale italiana.
Per questo non abbiamo voluto un convegno in cui ascoltare relazioni di esperti, né un congresso rivolto solo ai membri della rete, ma un’assemblea fondata sul protagonismo di chi avrebbe partecipato e aperta a tutte/i (singole/i, parrocchie, associazioni, ecc.). Qui non siamo venuti solo ad ascoltare, ma a parlare, a confrontarci sulle urgenze della nostra Chiesa, facendo un esercizio di sinodalità a partire dall’assunzione di responsabilità implicita nella nostra dignità di battezzati/e.
E questo appuntamento, cui invia un saluto Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, è stato costruito, ci tengo a sottolinearlo, col lavoro di tante e tanti, in modo del tutto autogestito e nel totale autofinanziamento, anche grazie al “prezzo di favore” per cui la Pro civitate christiana ci ha messo a disposizione i suoi spazi. Tra tutte le note positive del nostro percorso, dobbiamo, comunque, evidenziarne una, certamente negativa e che ci consegna una questione aperta su cui nel futuro dovremo riflettere approfonditamente: la nostra incapacità di coinvolgere in misura e forma soddisfacente persone delle altre Chiese cristiane e di chiarirci sul come intenderne la presenza nel nostro percorso.

Come si strutturano i nostri lavori
Alla luce di questa sopra, due parole conclusive per spiegare bene il metodo deli lavoro di oggi pomeriggio e domani mattina.
Nelle scorse settimane, con l’iscrizione all’assemblea, avete indicato i tavoli tematici cui avreste preferito partecipare. Queste scelte sono state in generale rispettate, salvo chiedere ad alcuni e alcune di spostarsi sulla propria “seconda opzione” per ragioni di equilibrio numerico dei tavoli. Negli ultimi giorni chi coordinerà i tavoli ha inviato ai membri i materiali preparatori per il lavoro di oggi pomeriggio, consistenti essenzialmente nelle Schede o nelle parti delle Schede dello Strumento di lavoro uscito dalla Prima assemblea sinodale italiana e nei documenti elaborati dalla rete in questi anni, collegati al tema del proprio tavolo.
I 10 tavoli avranno quasi 4 ore per riflettere, discutere e formulare proposte, che dovranno alla fine riassumere in una breve sintesi di 1400 battute, la quale confluirà nel documento finale, che verrà sottoposto al voto dell’assemblea nella plenaria di domattina. Questo testo, che dovrà stare nelle 15.000 battute fissate dal Comitato nazionale del cammino sinodale, costituità il nostro contributo all’elaborazione del documento che il Comitato nazionale del cammino sinodale sottoporrà alla Seconda assemblea sinodale. Al contempo tutta la ricchezza del lavoro dei tavoli verrà raccolta negli atti della nostra assemblea, che saranno messi a disposizione di chiunque (persona, parrocchia, associazione, ecc.) voglia attingervi, ma prima di tutto della nostra rete, che proseguirà il proprio cammino anche dopo questi due giorni nelle forme che insieme decideremo.
Buon lavoro a tutte e tutti!

 

Leggi anche: 

Documento finale Assemblea rete sinodale

"Costruendo insieme la Chiesa sinodale"

 


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