Grandi sforzi, e non pochi atti di coraggio ci son voluti perché nei secoli si affermasse il principio democratico della dignità inalienabile di coscienza, religiosa e non, di pensiero e il diritto umano della persona.

Da Aristotele a San Tommaso, e passando dal periodo buio dell’inquisizione, arrivando a Pico della Mirandola e Thomas More, Kant e l’età dei lumi e la prima dichiarazione dei diritti umani, a cui segue, nel 1948, quella universale maturata da parte delle Nazioni Unite, a seguito degli orrori nazifascisti e delle due Grandi Guerre. Oggi, grazie a tali traguardi umani, tutti noi possiamo contribuire, con la partecipazione democratica al voto, alla formazione degli orientamenti politici e delle scelte legislative e decisionali del paese e degli organismi sovranazionali . Mi chiedo dunque come pensiamo di esprimerci, in quanto cristiani e cattolici, sul tema del diritto alla vita, senza tenere presente il suddetto principio universale, prerogativa di per se stesso di cattolici e non. Credo per questo motivo che dobbiamo innanzi tutto lasciare liberi i cittadini di scegliere, secondo quanto sancito dalle leggi dello stato, per mandato dei suoi cittadini, senza dare spazio a settarismi che portano a divisioni sociali insanabili. Riflettiamo, e prima di tutti lo faccia il nostro Santo Padre Francesco, ricordando quanto scrisse Paolo VI nell’enciclica Gaudium et Spes(1965), sul fatto che fra gli schieramenti opposti che ancora oggi si vengono a creare fra cattolici, o fra cattolici e laici, molti sono i cristiani cattolici che credono più opportuno convincere e non schierarsi contro. Questi ultimi proprio in funzione dei valori di unione familiare e sociale, come dettato dalla miglior tradizione dell’impegno cattolico, semplicemente testimoniano e vivono nel quotidiano le proprie scelte, senza perciò estraniarsi dai cambiamenti sociali. Essi non si impongono agli altri, ma si impegnano a motivarli positivamente nei propri percorsi di vita, attraverso il sapere, la cooperazione, nel rispetto della propria e altrui dignità, affinchè si realizzi l’alto assunto cristiano della fraterna convivenza amorevole e pacifica fra gli uomini.