Sì, proprio così. È "il più grande deposito di bombe, razzi, esplosivo ad alto potenziale degli USA al di fuori della madrepatria”: questa l’affermazione del colonnello Erik-Bardy, comandante della base. Si trova tra Livorno e Pisa nella zona di Tombolo. Dispone di 125 bunker disseminati nella pineta (cfr. “La Base”, https://www.lanazione.it/cronaca/camp-darby-1.4031180)

Nasce nel 1944 come base di appoggio per i materiali bellici americani.
La Quinta Armata del generale statunitense Clark occupa Livorno nel mese di luglio di quello stesso anno e Livorno diventa “Decimo Porto”. Questo era il nome assunto da un reparto del Genio Usa per “le opere marittime oltre oceano”, quelle da disporre per poter fornire via mare il Fronte di tutti i materiali dell’industria bellica americana necessari all’esercito, dai calzini alle camicie, dagli scarponi alle borracce, dagli elmetti alle armi, le munizioni, le bombe, l’esplosivo, i blindati, le jeep…
Nel 1949 si firma il Patto Atlantico e nel 1952 si firmano gli accordi che danno all'insediamento militare americano a Tombolo la veste giuridica.
Secondo l’art. 3 del Trattato nordatlantico Camp Derby dovrebbe essere esclusivamente di “supporto alle operazioni internazionali in ambito Nato “ e non alle operazioni di “supporto alle operazioni internazionali della Difesa statunitense”.
La prassi però è la seconda (cfr. Dossier del prof. Ronzitti: https://eprints.luiss.it/530/1/Ronzitti_2007_07_OPEN.pdf ). Da qui sono partite ad esempio le munizioni per la Guerra del Golfo e per le operazioni nei Balcani, in Iraq e Afghanistan, Siria e Yemen.
Per il trasporto di armi e mezzi militari viene usata una flotta di navi civili. Al 1° luglio del 2017 erano 68 navi. Partono dagli USA fanno scalo a Livorno e ripartono per il Medio Oriente per poi fare ritorno negli Stati Uniti passando dal Pacifico e riprendere il giro.
Hanno una stazza lorda di 60.000 tonnellate ,portata di carico lordo 20.000 tonnellate, pescaggio sugli 8/9 metri, 200 metri di lunghezza e 32 di larghezza.
Adesso per una più rapida ed efficace movimentazione dei carichi marini che arrivano o partono via mare dal porto di Livorno, si intende realizzare un nuovo troncone ferroviario che dalla stazione di Tombolo arrivi a un grande terminal alto 20 metri interno alla base e rifare la banchina attrezzata lungo il canale dei Navicelli, detta “Tombolo Dock”. Per questo è stato stanziato un investimento di 30 milioni di dollari da parte statunitense e 12 milioni di euro NOSTRI.
I lavori sono già iniziati, col picchettaggio delle aree interessate, la ripulitura del sottobosco,la marcatura con una x di vernice rossa spray dei 937 alberi che dovrebbero essere tagliati per fare spazio al nuovo troncone ferroviario.
Ma c’è anche un altro problema: il rischio nucleare.
In questo porto possono attraccare natanti (navi, sottomarini, portaerei) a propulsione nucleare e anche con armi nucleari a bordo. Gli incidenti di tali natanti sono tutt'altro che rari. Il rischio perciò per la popolazione non è da poco.
Il PES (Piano di Emergenza Esterna) relativo al porto de La Maddalena (uno degli altri 11 porti in Italia), prevede, in caso di incidente l’allontanamento della popolazione oltre un raggio di 50 Km dal luogo dove è avvenuto, entro 60 minuti dall’annuncio. dell’emergenza. Se applicato al nostro caso, interesserebbe non solo Livorno e Pisa ma anche Lucca. Allo stato attuale né pisani né livornesi conoscono il piano di emergenza'.
A tale scopo sono state presentate diverse petizioni alle varie istituzioni, ma per il momento senza risultati.
La “Rete Civica Livornese” (che ci ha fornito questi dati) sta facendo una campagna di sensibilizzazione e di opposizione all’uso del nostro territorio come retrovia delle guerre USA.
La nostra comunità sta aderendo a tutte le iniziative firmando le petizioni.
Noi, come Unione, cosa possiamo fare ?


Per ulteriori informazioni diamo qui l’indirizzo: http://www.facebook.com/Rete-Civica-Livornese-contro-la-Nuova-Normalità-della-Guerra-279033179134699/
La Comunità di Livorno.


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