Secondo me è andata così. All'inizio ci fu il silenzio. Un manto di silenzio copriva il nulla.
Poi ci fu un nome, un grido di nome che ruppe il mantello cosmico degli abissi. E il nome diede luogo alle cose, diede una identità agli esseri che seppero definirsi e chiamarsi vicendevolmente. Il nome si incarnò nel mondo anche se nessuno lo vide perché si fece conoscere solo come suono... Poi venne il linguaggio che creò la comunità e divise il bene dal male. La comunità invocò i nomi della giustizia e dell'ingiustizia. E ci fu un'etica, ci fu una politica. Ci fu la storia. Il nome accompagnò gli eventi lungo i giorni e le notti. E si riverberarono echi dai torrioni. E vennero orecchie ad ascoltare il nome e esseri folli di vita si distribuirono in tutti i luoghi del mondo. Sapienti e profeti replicarono il nome ma vennero banditi dall'ordine delle cose. Vennero ingiuriati, derisi, perseguitati e a volte uccisi... Ci fu la rivoluzione ma le chiese d'oriente e d'occidente fecero di tutto per addomesticarne l'evento.... Il nome continuò il suo corso soffiando alle narici dei poveri e dei derelitti e sollevando acqua dal mare per benedire i migranti nei loro sogni di libertà. Poi si appoggiò allle spalle delle donne facendole correre ai piedi delle croci dove vennero inchiodati i puri di cuore e i cercatori di verità... Poi venne la velocità della macchina e ci fu il caos. C fu la frenesia e il nome si fece milioni di segni senza corpo e senz'anima. Una nuova torre babele alzò la cresta nella Babilonia degli interessi speculativi. E si perse il nome fra un mercato e l'altro fra questi nostri nostri bei templi moderni fatti di luci seducenti e di cianfrusaglie appese alle pareti...
E venne la notte senza stelle, la luna senza versi, il cielo senza verbo... E venne l'omega della terra.
E noi, increduli, sempre lì, ad aspettare il silenzio che sta prima della parola, prima di un soffio, prima di un riverbero, prima del nome...