A nostro parere, i provvedimenti a carico di don Paolo Pasetto, allontanato da Marcellise (ne scrive “L’Arena” del 14 novembre), sono espressione del clericalismo tenace presente nella Chiesa locale. Teologicamente miope, umanamente cattivo e incomprensibile a molti, esso tende a squalificare un’esperienza di profondo significato evangelico. Ci vengono in mente tante frasi del papa sulle patologie ecclesiastiche e quanto ha ripetuto più volte: “preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze” (Evangelii gaudium n. 49).  Conosciamo don Paolo e la sua attività. L'abbiamo descritta sulla nostra rivista nazionale. Nell'intervista concessaci ci ha detto che "è difficile accettare un'esperienza come la nostra perché richiede un cambiamento di vita" (“Mosaico di pace”, luglio 2018, clicca qui per leggere l'articolo). 
Preghiamo e operiamo per superare ogni forma di clericalismo, "vera perversione nella Chiesa perché confonde il servizio con la potenza" (Francesco, settembre 2019).  Vogliamo, intanto, ringraziare pubblicamente don Paolo, e le persone che condividono con lui significativi progetti di accoglienza, per la bella testimonianza di umanità e di fede che stanno offrendo.  
 
Pax Christi Verona