In America Latina, USA e Europa stiamo assistendo a un avanzamento delle organizzazioni e partiti politici di estrema destra, che formano una rete perfettamente strutturata e coordinato a livello globale, e stanno in connessione organica con gruppi fondamentalisti cristiani, per formare quello che Nazaret Castro chiama “l’Internazionale Neofascista” e io qualifico come “Internazionale Cristo – Neofascista” ed “Estrema Destra di Dio”.
Uno degli esempi più emblematici di questa Internazionale in Spagna è la complicità e totale sintonia tra le organizzazioni cattoliche spagnole ultraconservatrici HazteOír, El Yunque, Infocatólica e altre, e il partito di estrema destra Vox.
In Colombia distrussero gli accordi di pace perché gli evangelici fondamentalisti e i cattolici integralisti fecero una campagna contraria allegando che negli accordi si difendevano il matrimonio egualitario, l’aborto e l’omosessualità. Al primo turno delle elezioni presidenziali della Costa Rica del 2018 vinse il pastore evangelico Fabricio Alvarado con un discorso a favore dei “valori cristiani” e del neoliberalismo e contro l’aborto e la sentenza della corte Interamericana dei Diritti Umani favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso.
In Brasile, i partiti evangelici fondamentalisti furono decisivi nella riprovazione di Dilma Roussef e nella elezione dell’ex militare Jair Messias Bolsonaro come presidente del paese. Sono loro quelli che realmente ispirano e legittimano la sua politica decisamente omofoba, sessista, xenofoba e antiecologista.
Il governo di El Salvador pare seguire simili vie. Nel suo discorso di insediamento come Presidente della Repubblica, Nayib Bukele, invitò a pronunciare una orazione il pastore evangelico argentino Dante Gebel, conosciuto per i suoi rapporti con i pastori ultraconservatori degli Stati Uniti. La deputata di Conciliazione Nazionale, Eileen Romero, presentò all’Assemblea Legislatica una mozione per decretare la lettura obbligatoria della Bibbia nelle scuole.
In Bolivia, i militari e i gruppi religiosi fondamentalisti organizzarono un colpi di Stato contro Evo Morales, presidente legittimo della Repubblica Plurinazionale, che collocò le comunità indigene al centro della sua politica sociale, culturale, economica e nella cartografia mondiale. E lo fecero con la Bibbia e il crocifisso per legittimare il golpe, lavare le morti prodotte per l’atto stesso, rendere confessionale cristiana la politica, negare l’identità delle comunità indigene, giustificare la repressione contro di esse e delegittimare i loro culti, classificandoli come “satanici”.
Felicemente la cittadinanza ha reinsediato la democrazia in Bolivia con le elezioni del 18 di ottobre, nelle quali il candidato del partito di Evo Morales, Movimiento al Socialismo (MAS), Luis Arce, ex ministro dell’economia con Evo, ha ottenuto la maggioranza assoluta al primo turno con il 53% dei voti e si insedierà come Presidente della Repubblica Plurinazionale di Bolivia l’8 di novembre per il periodo dal 2020 al 2025.
Tra i fenomeni fin qui analizzati verificatesi in differenti paesi credo che si possa parlare di un’alleanza cristiano – biblico – militare – neoliberale – patriarcale neofascista che attua in modo coordinato in tutti i continenti, molto specialmente in America Latina, e utilizza irriverentemente il nome di Cristo. Ci troviamo di fronte ad una chiara manipolazione della religione e una perversione del sacro che si alimenta di odio, crescendo e sfruttandolo, lo fomenta tra i suoi seguaci e pretende di estenderlo a tutta la cittadinanza e che non ha nulla a che vedere con l’orientamento liberatore e egualitario del cristianesimo originario.
L’Internazionale cristiano – neofascista ha cambiato la mappa politica e religiosa negli Stati Uniti, la sta cambiando in America Latina e si sta incamminando per farlo in Europa. L’assalto alla politica del movimento religioso fondamentalista in alleanza con l’estrema destra suppone una grave regressione nell’autonomia della politica e della cultura, nella secolarizzazione della società, nella separazione tra Stato e religione, nell’autonomia della scienza, nelle politiche ecologiche e nelle opportunità per le persone, i collettivi e i popoli oppressi.
Il cristiano – neofascismo non ha intenzione di abbandonare lo scenario politico e religioso. È arrivato per fermarsi, possiede un importante protagonismo nell’agenda politica internazionale e sta conseguendo ogni volta più adepti. Attua in modo in tutti i continenti, più specificatamente in America Latina, utilizza in modo irriverente il nome di Cristo e difende la “Teologia della prosperità” come legittimazione del sistema capitalista nella sua versione neoliberale. E, a dire la verità, lo fa con eccellenti risultati: rinforza governi autoritari, fa cadere presidenti eletti democraticamente, fa colpi di stato in seguito legittimati da altri stati e organismi internazionali, impedisce l’approvazione di leggi in difesa dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne, dei diritti LGBT e dei diritti della Terra, incarcera i dirigenti politici, ecc.
Dovremo rassegnarci davanti a questa estrema destra di Dio e le sue violente manifestazioni? In assoluto. Concordo totalmente con ciò che sostiene l’intellettuale tedesca Carolin Emcke nel suo brillante saggio Contro l’odio (Taurus), ovvero con la necessità di fare un elogio del diverso e “impuro”, confrontandoci con l’odio come condizione necessaria per difendere la democrazia, adottare una visione aperta della società e esercitare la capacità di ironia e dubbio, di cui i generatori di odio sono carenti.
Questo articolo è una rielaborazione attualizzata e ampliata di quello pubblicato nella Agenda Latinoamericana 2021. Una esposizione più ampia e documentata si trova nel mio libro L’Internazionale dell’odio. Come si costruisce? Come si decostruisce?
Traduzione dallo spagnolo a cura di Silvia Faletto