Le Comunità cristiane di base italiane, riunite in modalità online – causa pandemia – per il loro Seminario nazionale, si uniscono alle molte persone, di varia sensibilità politica e di vario orientamento spirituale, che hanno levato la loro voce sdegnata per il comportamento di quei Paesi mediterranei, Italia compresa, che pochi giorni fa hanno lasciato morire in mare centrotrenta persone, rifiutando di soccorrerle.

Questo comportamento, inumano e pilatesco, è non solo immorale ma, anche dal punto di visa del Diritto internazionale, gravissimo.
Esso disonora l’Europa che non può continuare a perpetuare una politica di scaricabarile per non affrontare davvero il problema dei migranti. Sappiamo bene che si tratta di una questione complessa, che non ha soluzioni semplici.
Proprio per questo, essa dovrebbe essere posta al primo posto dell’agenda dell’Unione
europea, chiamata ad uno sforzo corale per avviarla a soluzione dignitosa e realistica.
O tutti insieme – Nord e Sud del mondo – troviamo una soluzione, o tutti insieme saremo travolti. Sarebbe un ben illusorio conto immaginare che l’Europa possa infine lasciare al loro destino quanti e quante fuggono da guerre, ingiustizie e oppressioni, ritenendo così di salvarsi dal naufragio. La nostra salvezza è la loro, e la loro, la nostra.


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