Il 20 dicembre scorso, il Comitato permanente per i diritti umani nel mondo, costituito in seno alla III Commissione Affari esteri, nell'ambito dell’indagine conoscitiva sull'impegno dell’Italia nella comunità internazionale per la promozione e tutela dei diritti umani e contro le discriminazioni, ha svolto l’audizione, in videoconferenza, di rappresentanti delle ONG palestinesi Addameer e Al Haq. L'appuntamento è stato trasmesso in diretta anche sul canale satellitare.

L'ambasciata d'Israele in Italia è «sconvolta dall'invito fatto a terroristi e organizzazioni terroristiche a parlare di diritti umani alla Camera dei deputati». Sconvolti e arrabbiati sono i giornali e i partiti della destra nostrana, schierati sempre e comunque dalla parte dei governi israeliani. E naturalmente sassate e insulti alla Boldrini, come loro costume.
Israele sta facendo progressi: prima chiunque criticasse la sua politica nei confronti dei palestinesi o soltanto difendesse i diritti di questo popolo, conculcati da Israele dal 1948 ad oggi, era subito marchiato con l’accusa di essere antisemita (scambiando la critica con l’odio). Ora chi difende i palestinesi e i loro diritti- anche nella maniera più pacifica e non violenta – viene definito dal governo israeliano “terrorista”. Come si fa in Egitto e in Turchia – e nelle dittature o democrature di questo mondo - con i dissenzienti e gli oppositori; e i difensori dei diritti umani.
Questo sì che è sconvolgente.

 


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