Caro Don Giulio,
con profonda tristezza apprendiamo della sospensione a divinis che ti ha recentemente colpito, provvedimento preannunciato e poi attuato dal vescovo di La Spezia, mons. Luigi Ernesto Palletti, per mettere a tacere chi, come te, ha avuto il coraggio di riflettere e parlare pubblicamente di tematiche scottanti che toccano la vita di tanti fratelli e tante sorelle e che il Magistero condanna a priori.

3VolteGenitori, la nostra Rete, che raccoglie genitori cristiani di figli e figlie LGBT+ da varie località in Italia, vuole esprimerti la sua gratitudine per la tua chiara presa di posizione sull’amore omosessuale, a partire dal tuo dissenso rispetto al Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede, che nega la benedizione alle coppie omosessuali. Quel Responsum ci ha indignati e feriti.
Le tue parole ci sono giunte come balsamo, a confortarci e sollevarci. A dirci che una Chiesa diversa, che accolga i nostri figli e le nostre figlie e che sappia riconoscere nei loro amori il segno dell’amore di Dio, sia possibile e che valga la pena costruirla dal basso insieme a Pastori come te. Grazie, dunque, per aver acceso questa speranza nei nostri cuori.
Il provvedimento che ti colpisce cade durante il percorso sinodale, fortemente voluto da papa Francesco. Avevamo capito altro dalle parole espresse dai vescovi il 18 agosto scorso, nella sintesi nazionale della fase diocesana del Sinodo, dove si diceva: “Si coglie l’esigenza di un ripensamento complessivo: numerose sottolineature fanno emergere carenze sul piano della capacità di inclusione. In particolare, si riconosce il bisogno di toccare ferite e dare voce a questioni che spesso si evitano. Tante sono le differenze che oggi chiedono accoglienza...” e tra queste il documento dei vescovi cita le differenze per “orientamento sessuale (le persone Lgbt+ con i loro genitori)”. 

Noi ci abbiamo creduto a quelle parole e come cristiani, membri del Popolo di Dio, abbiamo dato il nostro contributo, insieme ad altri, per il Sinodo nazionale e universale. Ora siamo disorientati.
Il provvedimento che ti ha colpito colpisce tutti e tutte noi, contraddice e toglie credibilità alle intenzioni espresse dai vescovi per il cammino sinodale. Una Chiesa sinodale, che vuole mettersi in atteggiamento di ascolto profondo di ogni realtà anche “fuori dal coro”, non tappa la bocca con sanzioni, e meno che mai può farlo nei confronti di chi, come te, ha “toccato ferite e dato voce a questioni che spesso si evitano”. 

La Rete 3VolteGenitori, nell’esprimerti affetto, solidarietà e vicinanza, chiede con forza che il provvedimento che ti ha colpito venga revocato, perché come ha detto papa Francesco: “Nella Chiesa convivono legittimamente modi diversi di interpretare molti aspetti della dottrina e della vita cristiana” (Gaudete et Exultate n.43). E più avanti: “Le domande del nostro popolo, le sue pene, le sue battaglie, i suoi sogni, le sue lotte, le sue preoccupazioni, possiedono un valore ermeneutico che non possiamo ignorare se vogliamo prendere sul serio il principio dell’incarnazione” (Gaudete et Exultate n. 44).
Anche per questo noi genitori della Rete rafforziamo la nostra determinazione a operare affinché all’interno della Chiesa vengano finalmente abbattuti i muri di intolleranza e incomprensione e siano costruiti ponti di accoglienza ed amore verso ogni “diversità”.
Solo così potremo annunciare la Buona Novella di Gesù agli scartati e alle scartate.


3VolteGenitori, Rete nazionale di genitori cristiani di figli e figlie LGBT+


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