Qualifica Autore: partecipante alla quinta delegazione nonviolenta di #Stopthewarnow

Quello che abbiamo fatto, visto, quello per cui abbiamo deciso di andare in Ucraina, con la delegazione di Stopthewarnow, ve lo racconto con le parole di Maxim, un giovane ucraino.

"Quando non c’è stata l’acqua per mesi interi abbiamo dovuto fare la spola e andare al fiume. Per ogni nucleo familiare si riusciva a raccogliere 5 lt d’acqua che servivano a lavarsi.
Quando non c’è stata corrente per diverso tempo eravamo costretti a uscire dal Centro (la sede della comunità che accoglie i volontari di Operazione Colomba) al buio, camminare al buio, arrivare nei nostri appartamenti, accendere una candela e trascorrere così la serata.
Ci sono stati momenti in cui non potevamo neppure chiamare i nostri cari per sapere se stavano bene perché non potevamo ricaricare i telefoni.
Quando non c’è corrente per tanto tempo non puoi neppure fare rifornimento semplicemente perché non c’è pressione, non ci sono le pompe funzionanti per estrarre il gasolio dal distributore. E quello che succede è che tu passi tanto tempo in casa a sentire il suono delle esplosioni e, in quei momenti lì, ti senti particolarmente solo.
È stato in una situazione come questa che siete arrivati voi e avete chiesto: 'Di cosa avete bisogno?'.
La prima risposta naturale è stata l’acqua. Incredibilmente, dopo un mese di collaborazione, adesso abbiamo 7 quasi 8 punti di distribuzione già funzionanti.
Nonostante questi aiuti, siete tornati e avete chiesto di nuovo: 'Come possiamo aiutarvi?'.
Vi abbiamo detto che avevamo bisogno di generatori e oggi avete portato, tra le altre cose, tanti generatori.
Anche se ora la situazione è calma, sappiamo che le cose sono in continuo cambiamento, in evoluzione e, quindi, potremmo tornare a vivere nella difficoltà.
Nonostante abbia avuto la possibilità di avere qualche giorno di 'stacco' da Mykolaïv e di andare in Italia con mia moglie, ieri, quando è stato improvvisato il concerto, è stata la prima volta che ho percepito una sensazione di tranquillità, come se la guerra non ci fosse.
La stessa cosa mi è stata riferita sia dalle persone del Centro sia da quelle che sono venute oggi al concerto.
Per la prima volta, dalla prima esplosione, hanno dimenticato la guerra.
Ci sono molti donatori, molte associazioni, molti partner che finanziano campagne, semplicemente donano dei fondi, dicono: 'Perfetto ve li abbiamo dati, portate avanti le attività', e magari non vengono mai a vederle.
Voi siete gli unici che decidono di venire in un numero così grande qui a far presenza, a vivere con noi, a fare esperienza di tutto quello che anche noi viviamo. Siete gli unici e vi ringraziamo molto per questo vostro impegno".

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Foto di @Agata Diakoviez/Divieto di riproduzione 


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