Gentile Direttore Sig. Padre Zanotelli,
La ringraziamo e prendiamo atto della sua risposta di 13/11/23 alle nostre rivendicazioni.

Questa dimostra i grandi progressi fatti, vi è stato in effetti un significativo miglioramento e siamo fiducioso che arriveremo a soluzione definitiva. Oggi abbiamo letto con interesse la sua riflessione pubblicato sulla rivista Mosaico Pace e la ringraziamo per l'idea di aver pubblicato le poche righe della nostra riflessione sulla vostra rivista. Noi Africani Subsahariani residenti in Svizzera e in Europa, vorremmo illustrare la nostra visione rispetto alla parola "Nero-a-e" : poiché la parola "nero-a-i-e" è stata caricata per molti secoli da connotazioni negative, ripugnanti o addirittura disumanizzanti, il suo utilizzo nei media e non solo, dovrebbe essere molto ponderato e adeguato. Si dovrebbe inoltre considerare l'effetto negativo che termini discriminanti possano fare su persone con cultura europea, piuttosto che americana. Un americano usa le parole "black" e "coloured" con significato di "sfida", mentre in Europa il loro uso è sempre e ancora molto sinistro e fa pensare al colonialismo e al neo-colonialismo ancora molto ideologicamente diffusi tra noi. L'umanizzazione e non deve dunque vestirsi delle scabre e disinvolte vestigia di obsolete ominizzazioni, perché la storiografia delle parole si evolve e si adatta al suo tempo. Non è quindi la parola in quanto tale a porre un problema, ma piuttosto la sua carica simbolica. Sarà quindi qui necessario bilanciare etica e pragmatismo. Quindi il nostro approccio è quello di andare oltre questa fase di nominare le persone attraverso il colore della loro pelle, ma piuttosto per ciò che sono realmente, umani a tutti gli effetti con le loro origini. Se ai giorni nostri è fuori luogo nominare persone che sono discendenti dei conquistatori delle Americhe europei-e-americani-e, non dovrebbe suscitare oggi scalpore, a maggior ragione anche che si dichiarino americani, punto basta ? Siamo dunque altrettanto impegnati come Associazione nel promuovere i valori di rispetto, uguaglianza, di democrazia nella società nel suo insieme e siamo particolarmente interessati a che questo venga fatto con la vostra collaborazione. Cogliamo l'occasione perciò per salutarla. A nome dell'Associazione degli Africani Subsahariani residenti in Svizzera e in Europa.

Pedro Ranca Da Costa


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