Caro direttore, pregare per la salute del Papa, come stiamo facendo in tanti, vuol dire pregare anche per le sue intenzioni e per la salute della Chiesa.
Pregare e operare.
Per una Chiesa "diversa" come lievito di un mondo diverso, come Bergoglio auspica dall'ottobre 2021, all'inizio del percorso sinodale che si concluderà tra un mese, citando Congar.
Per una Chiesa "corpo di pace", come quello di Cristo che abbatte i muri di separazione e riconcilia i popoli divisi col dono del suo corpo (Efesini 2).
Per una Chiesa "in uscita", come ripete sempre Francesco a partire dalla enciclica Evangelii gaudium del 2013, cioè "esodale", itinerante. Che sperimenta il travaglio della ricerca. Mette il dito sulle piaghe della società. Disturba le trame di chi gioca sulla pelle dei deboli fino a scartarli o ucciderli. Spiazza i calcoli degli egoismi privati e planetari. Diventa spina nella carne di una società anestetizzata e smarrita. Presenza amica di cuori spezzati. Annuncio di speranza. Germe di resurrezione per la famiglia umana.
Sergio Paronetto
Lettera pubblicata da "L'Arena" il 26 febbraio 2025