Qualifica Autore: Peacelink

Ha rivelato i crimini di guerra australiani in Afghanistan.

C’è un gesto che, in certi ambienti militari, veniva chiamato blooding. Nel gergo delle forze speciali australiane (SAS), indicava il primo omicidio compiuto da un giovane soldato come rito di iniziazione. Ma dietro questo termine gergale si nascondeva un crimine: l’uccisione di persone disarmate o di prigionieri, atti vietati dal diritto internazionale e dal semplice rispetto della vita umana.

A far emergere questa realtà scomoda del blooding è stato David William McBride, ex avvocato militare dell’esercito australiano. McBride ha denunciato che, in Afghanistan, alcuni reparti giustificavano l’uccisione di civili inermi “costruendo” a posteriori false prove: armi piazzate accanto ai corpi delle vittime, fotografie manipolate per far sembrare legittimi atti che di legittimo non avevano nulla.
Non erano “combattenti nemici”, erano esseri umani uccisi a sangue freddo. E innocenti.
McBride non ha taciuto. Ha scelto la verità, pur sapendo che avrebbe pagato un prezzo altissimo.
Oggi è in carcere, condannato a cinque anni e otto mesi ma per aver rivelato questa verità. Ha perso il lavoro, la libertà, ma non la dignità. «Ne vale la pena», ha detto, «perché dobbiamo lasciare ai nostri figli un mondo in cui la verità e la giustizia contino ancora qualcosa».
Il 9 ottobre comparirà di nuovo davanti a un tribunale, in appello. Non lasciamolo solo. Il suo gesto ci riguarda tutti, perché ogni volta che chi denuncia la violenza viene punito, si indebolisce la speranza di un mondo più giusto e più umano. Sostenere McBride significa difendere la libertà d’informazione, il diritto di sapere.
Chi vuole può scrivere all’Ambasciata d’Australia a Roma (Via Antonio Bosio 5, 00161 Roma – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) usando, ad esempio, questo testo:

“Gentile Ambasciatore,
Le scrivo per esprimere la mia profonda preoccupazione per la condanna a cinque anni e otto mesi di carcere di David McBride, ex militare australiano processato per aver rivelato informazioni su presunti crimini di guerra commessi dalle truppe australiane in Afghanistan.
La condanna di McBride rappresenta un attacco alla libertà di informazione e un ostacolo alla ricerca della verità e della giustizia. Egli ha agito con integrità morale, spinto dal senso del dovere di proteggere i civili innocenti. La sua condanna è un’offesa a tutti coloro che credono nella giustizia e nella trasparenza.
Le chiedo di intervenire presso il governo australiano per comunicare la mia contrarietà come pure quella di altri cittadini. Chi ha commesso i crimini è libero, e chi li denuncia va in carcere?
Così non va bene, signor Ambasciatore.
Firma: nome e cognome
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Per scrivergli questi sono i riferimenti disponibili sul sito https://mcbridecampaign.org
David McBride
PIN 134463
Alexander Maconochie Centre
Locked Bag 7775
Canberra BC, ACT 2609


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